Dalla carta alla realtà virtuale. La mostra Cadavre Exquis a Montréal

Al Phi Centre di Montréal una mostra rievoca il famoso gioco surrealista trasportandolo nel mondo della realtà virtuale. Nove progetti e tanti nomi celebri per una mostra che vuole fare il punto sulla produzione artistica in VR.

C.S.S.C. Coach Stage Stage Coach VR experiment Mary and Eve, by Paul McCarthy
C.S.S.C. Coach Stage Stage Coach VR experiment Mary and Eve, by Paul McCarthy

Il cadavre exquis (cadavere squisito) è un famoso gioco collettivo di invenzione surrealista, che venne praticato per la prima volta a Parigi nel 1925. I partecipanti dovevano comporre una frase contribuendo ognuno con una singola parola, senza poter conoscere quelle degli altri; poco dopo, lo stesso sistema venne applicato al disegno, dando vita a una sfilza di immagini bizzarre e oniriche. Prende ispirazione da questa pratica ormai leggendaria la mostra Cadavre Exquis, allestita al Phi Centre di Montréal, in Canada, fino al 19 gennaio 2020. Al posto della carta, però, ci sono le immagini sintetiche della realtà virtuale, un caleidoscopio di ambientazioni, personaggi e oggetti fruibili attraverso l’utilizzo di un visore e dei controller.

LA TRILOGIA DI LAURIE ANDERSON

Nove i progetti in mostra, tutti firmati da grandi nomi dell’arte contemporanea, tra cui Marina Abramović, Olafur Eliasson, Antony Gormley, Paul McCarthy e Laurie Anderson, approdati di recente al mondo del VR, anche grazie al sostegno di startup come la londinese Acute Art, che sotto la direzione curatoriale di Daniel Birnbaum produce opere d’arte contemporanea in realtà virtuale da un paio d’anni. Del concept surrealista originale resta l’idea di utilizzare l’arte per aprire la mente verso i territori sconosciuti del sogno e dell’inconscio, trasportando questa attitudine nel mondo delle nuove tecnologie. In particolare, la realtà virtuale, con il suo modello esperienziale di “sogno ad occhi aperti”, si presta bene ad un utilizzo di tipo onirico, accompagnando lo spettatore attraverso scenari e situazioni immaginarie. Highlight assoluto del programma la prima mondiale della trilogia in VR di Laurie Anderson, realizzata a quattro mani con l’artista taiwanese Hsin-Chien Huang. To the Moon, Chalkroom e Aloft saranno per la prima volta esposti in contemporanea, dando la possibilità ai visitatori di fruire l’intero percorso, dal viaggio aereo sopra New York, fino alla superficie lunare, passando per lo spazio fantastico di una “stanza del disegno”.

L’OPERA VIETATA AI MINORI DI PAUL MCCARTHY

Da segnalare anche il contributo, destinato a un pubblico rigorosamente over 16, di Paul McCarthy, che partecipa con C.S.S.C. Coach Stage Stage Coach VR experiment Mary and Eve, un’esperienza VR prodotta da Khora Contemporary, azienda di Copenhagen impegnata a connettere gli artisti con le nuove tecnologie di realtà estesa. L’artista americano immagina uno scenario in cui i due personaggi principali – più lo spettatore – sono inseriti in una specie di circolo vizioso volto a svelare i retroscena e le contraddizioni della cultura dominante, esplorando tematiche di grande rilevanza sociale come le politiche di genere e il regime di sorveglianza globale.

– Valentina Tanni

https://phi-centre.com/en/event/cadavreexquis-en

 

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.