Leonardo a 500 anni dalla morte. Una iniziativa fuori dal coro

Una giovane start-up che unisce le competenze provenienti dagli ambiti della progettazione culturale, delle nuove tecnologie e dell’advertising. Anche loro si sono buttati nel campo della realtà virtuale. Ma stavolta l’experience si fa per le stesse strade milanesi che percorreva Leonardo da Vinci.

You are Leo. Corte Vecchia. Render
You are Leo. Corte Vecchia. Render

Sono tantissime, giustamente, le iniziative dedicate al cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci. Cosa vi ha spinto a proporne una anche voi?
Tutte le iniziative dedicate a Leonardo permettono di vedere con i nostri occhi le sue opere, noi abbiamo invece pensato di offrire qualcosa di completamente diverso: un’esperienza che permetta a tutti di vedere la Milano di Leonardo con gli occhi di Leonardo. You Are Leo.

Ci fate un breve ritratto della vostra azienda? Chi siete e che competenze avete, cosa avete fatto prima, cosa avete già fatto insieme?
In realtà le aziende che hanno dato vita al progetto sono due: Ad Artem e Way. Ad Artem da venticinque anni si occupa di iniziative di didattica e divulgazione per fare in modo che si accrescano nel pubblico la conoscenza e la passione per l’arte. Way invece è una start-up innovativa che nasce dalla fusione di tre esperienze ventennali nei settori della progettazione culturale, delle nuove tecnologie e dell’advertising con l’obiettivo di innovare le esperienze nel settore turistico e culturale.

È un periodo di grande sviluppo delle esperienze immersive, anche legate all’arte. Ci sono tante best practice e tantissime altre esperienze assai deludenti. Voi però portate i “fruitori” all’esterno, non dentro sale espositive. Ci raccontate come si svolge il tutto?
Abbiamo deciso di realizzare il primo virtual tour guide a livello nazionale. Il nostro concetto di immersività è diverso dagli altri: il nostro primo livello di immersività è nel reale, partiamo da un museo chiamato Italia, un museo a cielo aperto che ci sorprende ogni giorno di più e a questo uniamo una seconda immersività offerta dalle tecnologie di realtà virtuale. Siamo molto fortunati: è un lavoro emozionante.

You are Leo. Il tour
You are Leo. Il tour

Dal punto di vista della storia dell’arte, chi vi ha supportato? Chi ha permesso che si trattasse di un’esperienza “wow”, certo, ma con solide basi scientifiche?
Tutte competenze che Ad Artem ha nel suo Dna. You Are Leo è il frutto di un lavoro complesso realizzato da un team multidisciplinare: archeologi, studiosi dell’arte, architetti, registi, storyteller, creativi digitali, 3D artist che hanno lavorato fianco a fianco come in una bottega rinascimentale, apportando ognuno la propria competenza, per realizzare un’esperienza culturale “wow”, unica, con solidissime basi scientifiche. Un team al 100% italiano di cui andiamo molto fieri.

Quando e come si può “vedere con gli occhi di Leonardo”?
Dal 26 maggio sono iniziati cinque tour prenotabili tutti i giorni, anche in lingua inglese. Si parte da via Marconi 1 a ridosso di piazza Duomo e con una guida si percorrono circa due chilometri, nel cuore di Milano. Da inizio luglio sono partiti anche i tour sotto le stelle che iniziano alle ore 21. La magia è offerta dall’utilizzo della VR. In cinque punti del percorso si avrà l’occasione di fare un magico viaggio nel tempo e di tornare nella Milano del 1400, vedendola da un punto di vista unico: gli occhi di Leonardo.

Avete pensato a un pubblico italiano o anche internazionale?
Per adesso i tour saranno sia in italiano sia in inglese, ma stiamo già lavorando per realizzarli anche in cinese. Da mesi ormai stringiamo accordi con tour operator e alberghi per intercettare il pubblico internazionale.

Il modello è facilmente scalabile. Avete già in programma altre esperienze simili in altre parti d’Italia o magari all’estero?
Ci troverete ovunque ci siano storie straordinarie da raccontare. E in Italia non mancano, stiamo lavorando già per realizzarlo a Venezia, Firenze, Mantova. E questo è solo l’inizio.

Marco Enrico Giacomelli

www.youareleo.com

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #49

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AutoreLeonardo da Vinci
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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.