Apre a Treviso una mostra sul tema dell’errore

Sette artisti per esplorare un tema particolare: il rapporto tra digitale e analogico in fatto di errori, deformazioni e imprevisti. Da TRA Treviso Ricerca Arte una mostra riflette sulle “conseguenze dell’errore”.

Le conseguenze dell'errore, TRA Treviso Ricerca Arte
Le conseguenze dell'errore, TRA Treviso Ricerca Arte

L’errore, il caso e l’imprevisto sono grandi fonti di ispirazione per gli artisti da più di un secolo. Centrali nella poetica di movimenti come il Dada e il Surrealismo, questi concetti sono poi migrati in ambito tecnologico, diventando il fulcro di tante sperimentazioni con computer e software. Il glitch, difetto digitale per eccellenza, ha definito un’intera estetica, producendo un panorama visivo fatto di deformazioni, interferenze e cortocircuiti. Parte da queste considerazioni storiche la mostra Le conseguenze dell’errore, curata da Valerio Veneruso per la galleria Tra Treviso Ricerca Arte e in apertura il prossimo 18 maggio (opening 17 maggio ore 19). La collettiva indaga il tema dell’errore da una prospettiva molto particolare, mescolando digitale e materiale: gli artisti invitati si sono tutti confrontati con la trasposizione fisica delle deformazioni elettroniche.

DAGLI ATOMI AI BIT

L’ispirazione per il progetto è nata lo scorso anno proprio su queste pagine, quando il curatore, collaboratore di Artribune, ha pubblicato l’articolo Dagli atomi ai bit & ritorno. Il glitch analogico, uscito prima sul numero 42 del magazine cartaceo e poi sul sito web. “Glitch (dal tedesco glitschen, “scivolare”) è un termine che, usato originariamente in campo elettrotecnico, sta a indicare la presenza di un errore imprevedibile, un difetto repentino nella sequenza dei codici che compongono un determinato contenuto audio o video. Se intorno alla metà degli Anni Novanta l’estetica glitch serbava un certo nichilismo punk volto a creare un atto spiazzante di negazione nei confronti dell’immagine, nell’era contemporanea sembra essere stata completamente sdoganata”, scriveva Veneruso.

SEI GIOVANI E UN MAESTRO

Per raccontare questa tendenza, che crea uno stimolante punto di incontro tra digitale e analogico, sono stati invitati sette artisti, perlopiù giovani, fatta eccezione per la presenza storica di un maestro riconosciuto come Tony Cragg. Le proposte sono molto varie anche in termini di medium: dalla pittura densa di Maurizio Bongiovanni, che parte dalla rielaborazione di immagini scaricate da Internet, all’editing analogico di Kensuke Koike, realizzato tagliando e riassemblando manualmente fotografie e cartoline, fino ai tappeti “liquidi” di Faig Ahmed, che fanno collassare la materia tessile. Giuseppe Abate realizza opere tanto ironiche quanto drammatiche nei media più disparati: dalla pittura, al ricamo, all’installazione, mentre Andrea Cazzagon crea maschere in finta pelle e opere in pietra per riflettere sull’elemento della deformazione. 2501, infine, (all’anagrafe Jacopo Ceccarelli) trasporta il tema del glitch nell’ambito del muralismo e della street art.

– Valentina Tanni

Evento correlato
Nome eventoLe conseguenze dell’errore
Vernissage17/05/2019 ore 19
Duratadal 17/05/2019 al 13/07/2019
CuratoreValerio Veneruso
Generiarte contemporanea, collettiva
Spazio espositivoTRA TREVISO RICERCA ARTE - CA' DEI RICCHI
IndirizzoVia Barberia 25 31100 - Treviso - Veneto
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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.

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