La Terra sospesa tra due edifici. L’installazione di Sebastian Errazuriz a New York

Un grande schermo circolare, sospeso tra due palazzi a New York, trasmetterà live l’immagine della Terra per un mese. L’autore è l’artista e designer cileno Sebastian Errazuriz, che vuole farci riflettere sulla caducità dell’esistenza.

Sebastian Errazuriz, blu Marble, 2019
Sebastian Errazuriz, blu Marble, 2019

Una biglia sospesa in mezzo al buio della notte. Così ci appare la Terra nella sua fotografia più famosa, scattata il 7 dicembre del 1972 dall’equipaggio dell’Apollo 17 in viaggio verso la Luna. The Blue Marble, una delle immagini più riprodotte della storia, è il punto di partenza della nuova installazione dell’artista cileno Sebastian Errazuriz (1977), che sarà visibile da stasera a New York, al 159 di Ludlow Street nel Lower East Side, dopo un evento di lancio negli spazi della Richard Taittinger Gallery. Per una sola notte, inoltre, l’opera sarà posizionata anche in cima all’edificio del New Museum, trasformando lo skyline di Manhattan.

Sebastian Errazuriz, blu Marble, 2019
Sebastian Errazuriz, blu Marble, 2019

THE BLU MARBLE PROMEMORIA DELLA NOSTRA FRAGILITÀ

L’installazione, pensata per lo spazio pubblico, consiste in una grande struttura a LED, alta oltre sei metri, che riproduce l’immagine della Terra in live streaming dallo spazio. Per ottenere questo risultato, l’artista e il suo team hanno creato un software che raccoglie le fotografie scattate da un satellite della NASA e le monta insieme in una composizione video in continuo mutamento, visibile dai passanti sia di giorno che di notte.
The Blu Marble è un promemoria della fragilità dell’esistenza. Mette la nostra vita in prospettiva, a livello globale, incitandoci a vivere in maniera piena, consapevoli del fatto che il nostro tempo su questo piccolo e vulnerabile pianeta è limitato”, spiega Errazuriz. L’artista, che vive e lavora a New York da molti anni, ha realizzato questo progetto grazie alla collaborazione con l’azienda Fontem Ventures, un brand che produce sigarette elettroniche, come parte della campagna Pledge World by blu. Centrale nella concezione dell’opera l’idea del cambio di punto di vista, uno slittamento che è stato reso possibile, esattamente cinquant’anni fa, nel momento in cui l’uomo mise piede per la prima volta sul suolo lunare. Da allora, il nostro senso dello spazio, dell’universo e del posto che l’uomo occupa al suo interno è completamente cambiato. Con buona pace dei terrapiattisti.

Sebastian Errazuriz, blu Marble, 2019
Sebastian Errazuriz, blu Marble, 2019

SEBASTIAN ERRAZURIZ FIGURA MULTIDISCIPLINARE

Sebastian Errazuriz è un personaggio che sfugge alle categorie: artista, designer e attivista, si è cimentato nei progetti più disparati, mescolando generi, tecniche e discipline. Nella serie Functional Sculpture, ad esempio, unisce il design e la scultura contemporanea attraverso la produzione di oggetti insoliti, a metà tra arredamento e avanguardia: surreali abat-jour con il corpo d’anatra e la testa di lampadina, mobili con cassetti che ruotano e si aprono a ventaglio, librerie che racchiudono al loro interno sculture classiche, come fossero impalcature per il restauro.
Nel campo dell’arte pubblica ha sperimentato a lungo, con interventi ironici e sovversivi volti a destare l’attenzione dei passanti, costringendoli a riflettere su temi sociali di importanza cruciale, come la guerra, la crisi climatica e lo strapotere del capitalismo. Famoso anche il suo intervento di vandalismo virtuale effettuato sulle sculture in realtà aumentata realizzate da Jeff Koons su Snapchat nel 2017.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.

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