Go to App – Digital Renaissance. Quattro residenze a Siena per un Rinascimento digitale

Go to App – Digital Renaissance è il progetto di residenza artistica che ha coinvolto 4 giovani artisti italiani, chiamati dialogare con il tessuto sociale e storico senese. Dopo un mese di lavoro, giunge il momento di svelare le opere prodotte. Con un’inaugurazione itinerante che è anche una festa, fino a sabato 24 novembre 2018.

Gli artisti di Go to App
Gli artisti di Go to App

Complice un turismo “mordi e fuggi” oppure la cattiva promozione comunale, da tempo si avvertiva la necessità di prendere le distanze da uno stereotipo senese “da cartolina”. Per rilanciare il territorio, niente di meglio che una coesione tra le sue istituzioni (Siena School for Liberal Arts, Fondazione Musei Senesi e Siena Art Institute) e quattro giovani artisti, liberi dar spazio a ogni necessità di sperimentazione.

Adriana Amoruso
Adriana Amoruso

IL PROGETTO

Questo progetto” spiega la curatrice Valeria D’Ambrosio “si impone come un tentativo di dar voce alle storie inascoltate o solo dimenticate della materia che ci circondaQuattro artisti italiani under 35 sono chiamati a percepire questo richiamo e a restituirlo attraverso il loro personalissimo filtro, in dialogo con il tessuto sociale, culturale, storico e paesaggistico in cui hanno vissuto e lavorato.” Un’indagine approfondita, durata 30 giorni, che ha coinvolto la provincia di Siena e i suoi paesaggi variegati, dalle Crete al Chianti alla Valdorcia. Dopo una presentazione delle opere realizzate nell’ambito del progetto, sabato 24 novembre si svolgerà, nel Museo dell’Antica Grancia e dell’Olio di Serre di Rapolano, l’inaugurazione della mostra collettiva, in concomitanza con la Festa dell’Olio.

Claudia Ponzi
Claudia Ponzi

GLI ARTISTI

Vincitori del bando, gli artisti Adriana Amoruso, Giammarco Cugusi, Gabriele Dini e Claudia Ponzi che hanno lavorato a stretto contatto con il territorio, ognuno con la sua personalissima declinazione: “un approccio multimediale e multi-materiale che attualizza la tradizione, incastonandola nel contemporaneo; che lavora sul confronto e sulla scoperta reciproca, l’ascolto, l’intreccio generazionale, il contrasto senza il conflitto.” In particolare, Adriana Amoruso (Trani, 1991) che è andata a “caccia di alieni”, indossando una tuta da astronauta e documentando le sue perlustrazioni con immagini, video, audio. Giammarco Cugusi (Bergamo, 1991), si è focalizzato sui concetti di “tempo” e di “denaro” domandandosi quanto valore diamo oggi ad essi; Gabriele Dini (Viareggio, 1985) ha riflettuto sullo spazio tra opera e visitatore lavorando nel museo di Asciano. Infine Claudia Ponzi (Padova, 1988) ha indagato la persistenza (o meno) della memoria, attraverso il nome che si cela dietro “Piazza Padelle”, nel minuscolo borgo medievale di Petroio.

Giulia Ronchi

Fino maggio 2019
Museo della Terracotta di Petroio (Trequanda), Museo civico Archeologico e d’Arte Sacra di Palazzo Corboli (Asciano), Museo del Paesaggio (Castelnuovo Berardenga)

Opening group show
Sabato 24 novembre 2018
Museo dell’Antica (Rapolano Terme)

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