The Clock di Christian Marclay per la prima volta alla Tate Modern di Londra

Il museo inglese ha acquisito la monumentale video-installazione di Marclay nel 2012, ma la espone per la prima volta solo quest’anno. The Clock sarà visibile gratuitamente dal 14 settembre 2018 al 20 gennaio 2019

Christian Marclay, Installation view of The Clock, 2010. Courtesy of the artist
Christian Marclay, Installation view of The Clock, 2010. Courtesy of the artist

Un’opera video monumentale, sia per la durata (24 ore), che per la quantità di lavoro necessaria per assemblarla (3 anni e una squadra di 6 persone). The Clock (2010) di Christian Marclay (1955), Leone d’Oro alla Biennale Arte di Venezia del 2011, è una video-installazione che monta insieme circa 12.000 spezzoni di film che contengono riferimenti al tempo che passa: riprese di orologi, sveglie e lancette di ogni genere ed epoca. Ogni volta che sullo schermo compare il riferimento a un determinato momento della giornata, l’orario coincide precisamente con quello del fuso orario in cui il film viene proiettato. L’opera, insomma, si trasforma essa stessa in un gigantesco congegno per misurare il tempo, oltre a offrire un’affascinante panoramica attraverso la storia dei generi cinematografici che copre quasi un secolo.

DA LONDRA A VENEZIA

Marclay, la cui ricerca sonora era già da tempo incentrata su pratiche di sampling e di remix, dichiarò di aver avuto l’idea nel 2005 ma di averla tenuta segreta fino al 2007, quando la White Cube Gallery di Londra e la Paula Cooper Gallery di New York decisero di finanziare la realizzazione di questo folle progetto mettendo a disposizione un team e 100mila dollari. L’opera fu presentata per la prima volta proprio alla White Cube nel 2010, ottenendo da subito un grande successo di critica e di pubblico. Fino al trionfo veneziano l’anno successivo: nell’edizione della Biennale Arte diretta da Bice Curiger, l’opera fa vincere a Marclay il Leone d’Oro come migliore artista, assegnato da una giuria composta da Hassan Khan, Carol Yinghua Lu, Letizia Ragaglia, Christine Macel e John Waters.

PER LA PRIMA VOLTA ALLA TATE

A partire dal 14 settembre The Clock verrà allestita per la prima volta alla Tate Modern di Londra, che nel 2012 ha acquisito un’edizione dell’opera (ce ne sono 6, più due prove d’artista) insieme al Centre Pompidou di Parigi e all’Israel Museum di Gerusalemme. Il pubblico potrà accedere alla video-installazione gratuitamente durante i normali orari di apertura del museo e anche di notte in occasione di alcuni screening speciali della durata di 24 ore che sono programmati per il 6 ottobre, 3 novembre e 1 dicembre.

– Valentina Tanni

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AutoreChristian Marclay
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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.