Realtà aumentata e intelligenza artificiale. In tre app

Sempre più sperimentate nell’epoca odierna, la realtà aumentata e l’intelligenza artificiale costituiscono degli utili strumenti anche nel campo delle app.

1. MAGIC PLAN

Magic Plan

Fra le app che utilizzano le nuove potenzialità dell’Augmented Reality non possiamo negare di aver messo gli occhi su quella di… Ikea. I professionisti ci sanno fare e l’app fa in maniera egregia quello che promette: è possibile vedere in casa propria come starebbero i mobili e le soluzioni Ikea senza dover fare appello a tutte le facoltà astrattive del nostro cervello. Questa potenzialità è però fortemente limitante: se devo allestire uno spazio, una mostra, arredare una galleria o creare un’installazione che non prevede arredamenti svedesi a basso costo? Per questo Magic Plan è la soluzione ottimale. Con strumenti professionali come planimetrie e misure, ma sfruttando la realtà aumentata, è possibile creare un piano dettagliato e divertente dell’allestimento e dell’interior design di qualunque spazio, dal riallestimento di una galleria museale a casa propria. Quello che rende questa app uno strumento professionale è che è possibile annotare i propri progetti non solo con misure precise, foto degli spazi e testi, ma anche con link, prezzi e “pezze d’appoggio” per creare sul serio un progetto professionale sbalorditivo e accurato.

www.magic-plan.com

costo: free | in-app purchase
piattaforme: iOS | Android

2. RAPTO

Rapto

Non si fa che parlare d’intelligenza artificiale e reti neurali, di come un computer possa imparare e iniziare a prendere decisioni in maniera autonoma. Quello che non si dice è che le reti neurali devono essere istruite a riconoscere oggetti e circostanze, e al momento questo è il più grande limite dell’intelligenza artificiale. Ed è anche il motivo per cui solo le grandi aziende possono permettersi esperimenti in questo campo. Dopo che abbiamo taggato i nostri amici su Facebook o su Google Foto o sul nostro rullino di immagini dell’iPhone, queste nostre decisioni – grazie alla licenza che abbiamo sottoscritto – alimentano i database delle multinazionali e i programmi di intelligenza artificiale a essi collegati. Ma tutti questi sforzi come possono esserci restituiti, anche per scopi artistici? Andiamo a scoprire un’app semplice ma che può dare moltissimi spunti: Rapto permette di tradurre quello che ci circonda in strofe, o in analogie inedite, grazie al riconoscimento automatico delle immagini. I risultati non sono fra i più accurati, ma proprio per questo riesce a descrivere in parole la realtà, attraverso ispirazioni ed emozioni.

www.itunes.apple.com

costo: € 0,99
piattaforme: iOS

3. WORLDBRUSH

WorldBrush

Su Artribune Magazine abbiamo parlato spesso delle potenzialità della realtà virtuale in ambito artistico e figurativo. Sono molte, infatti, le opere e le sperimentazioni che stanno utilizzando hardware e software ormai alla portata di molti, come Google Tile Brush e visori per AR come Oculus e Google Daydream. Alla portata di molti, ma non di tutti. Per questo iniziano a esistere app che permettono, grazie all’utilizzo della realtà aumentata, di provare a creare qualcosa di completamente nuovo. WorldBrush è una di queste: consente infatti di dipingere in tre dimensioni anche utilizzando come spunto la realtà che ci circonda, ma quasi come con i Tilt Brush di Google. È necessario un po’ di allenamento e un’idea creativa precisa, ma alla fine il risultato può essere stupefacente. Infine, le nostre opere rimangono “ancorate” alle coordinate spaziali dove le abbiamo create, permettendo di essere viste pubblicamente da tutti tramite la app – naturalmente se lo desideriamo. Come accadeva in una vecchia app chiamata Repudo.

https://worldbrush.net

costo: free | in-app purchase
piattaforme: iOS

Simona Caraceni

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #40

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Simona Caraceni
Simona Caraceni, giornalista pubblicista, si occupa di nuove tecnologie e multimedialità dal 1994, fondando con Pier Luigi Capucci NetMagazine poi MagNet, la prima pubblicazione elettronica in Italia. Ha insegnato all'Università di Bolzano, Macerata, Firenze, lo IED e la NABA di Milano, il DAMS ed il Dipartimento di Informatica dell'Università di Bologna, ed in numerosi corsi di aggiornamento professionale. Come attività di ricerca fa parte del Planetarium Collegium, il network internazionale di studiosi, artisti e docenti che approfondiscono il rapporto fra arte e tecnologie. E' M. Phil. in Technology e Ph.D. Researcher in Aesthetics and Technology per il Planetary Collegium (University of Plymouth). Membro ICOM, fa parte dell'Executive Board di AVICOM ed è Coordinatore della Commissione Audio-Visivi e Nuove Tecnologie di ICOM Italia. Nell'ambito della ricerca applicata si occupa di "musei virtuali", augmented reality, didattica tramite le nuove tecnologie e interaction design.