Tre app a misura di musica

Visualizzare l’andamento della musica, allenare l’orecchio e anche trasformare una noiosa conversazione in una splendida melodia oggi si può. Grazie a tre app studiate ad hoc.

1. AMPHIO

AMPHIO

Amphio ha realizzato app che hanno vinto premi internazionali, ma soprattutto si è affermata per la modalità di visualizzare la musica. Nelle varie app realizzate, la musica di Vivaldi, Beethoven, Liszt poteva essere ascoltata seguendo lo spartito in tempo reale, oppure utilizzando la beatmap, una modalità di visualizzazione dell’orchestra accattivante e intuitiva. Ad Amphio anche un ringraziamento per aver migliorato il nostro senso del ritmo con la app che sfruttava queste sue innovative visualizzazioni per aiutare l’utente a eseguire la celebre Clapping Music di Steve Reich. Oggi tutte le app di Amphio sono scaricabili in un unico boundle per Apple TV, permettendo un’esperienza immersiva non solo sul telefonino o sul tablet, ma sul grande schermo del salotto, per una nuova modalità di fruizione. Sarà vero che, come ha detto Tim Cook, “il futuro della televisione sono le app”.

http://amphio.tv
costo: free (contenuti aggiuntivi in-app)
piattaforme: Apple TV

2. HEAR ME

Haer me

È una delle app più complete sul mercato per allenare l’orecchio musicale, e sembra adatta sia per il principiante assoluto, al limite dello stonato, che allo studente di Conservatorio per poter fare più esercizio. Presenta un repertorio molto ampio di esercizi per tenersi in allenamento, fra cui riconoscere le note su tutte le sette ottave del pianoforte, con la possibilità – se siete davvero arrugginiti – non di tirare a indovinare, ma di avere degli strumenti per poter capire le note. Sarà facile far pratica con la lettura degli spartiti e il canto all’impronta, configurare il grado di difficoltà degli esercizi e molto altro ancora. L’app presenta anche un certo grado di interattività social: nella versione per iPad, è possibile configurare un proprio strumento musicale, che potrà essere visualizzato e utilizzato da tutti gli altri utenti dell’app.

costo: free (sblocco funzionalità del microfono € 3,99)
piattaforme: iOS

3. H**R

H**r

H**r, ovvero “the app formerly known as H__r’”, è un’esperienza di percezione aumentata, un percorso mistico, un geniale espediente tecnologico che fornisce ispirazione, divertimento, meraviglia. Si basa sul concetto di realtà aumentata, “aumentando” l’esperienza uditiva. Si tratta di scegliere fra sette filtri che modificano i suoni che ci circondano. Office permette di essere concentrati anche in un coworking pieno di stagisti. A differenza di una musica a tutto volume, però, questo filtro riesce a non far perdere completamente i legami con la realtà circostante, permettendo di accorgersi se squilla il nostro telefono. Talk permette di smettere di ascoltare chi ci sta parlando e di trasformare la sua voce in una splendida melodia, mentre gli altri livelli sono altrettanto sbalorditivi. L’app è a firma dei creatori di RjDj e Inception.

http://hearapp.io/
costo: free
piattaforme: iOS

Simona Caraceni

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #38

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Simona Caraceni
Simona Caraceni, giornalista pubblicista, si occupa di nuove tecnologie e multimedialità dal 1994, fondando con Pier Luigi Capucci "NetMagazine" poi "MagNet", la prima pubblicazione elettronica in Italia. Ha insegnato all'Università di Bolzano, Macerata, Firenze, lo IED e la NABA di Milano, il DAMS e il Dipartimento di Informatica dell'Università di Bologna, e in numerosi corsi di aggiornamento professionale. Come attività di ricerca fa parte del Planetarium Collegium, il network internazionale di studiosi, artisti e docenti che approfondiscono il rapporto fra arte e tecnologie. È PhD in Aesthetics and Technology per il Planetary Collegium (University of Plymouth). Membro ICOM dal 2007, ha fatto parte dell'Executive Board di AVICOM dal 2010 al 2019 anche come vicepresidente e segretario generale e ha fondato e coordinato la Commissione tematica Audio-Visivi e Nuove Tecnologie di ICOM Italia dal 2007 al 2016 Nell'ambito della ricerca applicata si occupa di "musei virtuali", augmented reality, didattica tramite le nuove tecnologie e interaction design. Insegna “Museology, museography e virtual environments” presso la laurea magistrale internazionale “Digital Humanities Digital Knowledge” dell’Università di Bologna.