Mapping Paintings. Una piattaforma open source traccia la provenienza delle opere d’arte

Un team dell’università di Boston, guidato dalla storica dell’arte Jodi Cranston, ha messo a punto uno strumento open source per mappare gli spostamenti delle opere d’arte nel tempo. Si chiama Mapping Paintings ed è aperto ai contributi degli utenti.

Mapping Paintings
Mapping Paintings

Le opere d’arte, prima di stabilirsi in un museo o nella casa di qualche collezionista, viaggiano spesso per il mondo, passando attraverso città e continenti e influenzando altri artisti durante la loro permanenza. La storia delle loro peregrinazioni, che viene annotata scrupolosamente in schede e cataloghi e rappresenta una preziosa fonte di informazioni per gli storici dell’arte, potrà da oggi anche essere visualizzata su una mappa interattiva. È questo l’obiettivo del progetto Mapping Paintings, una piattaforma open source messa a punto da un team della Boston University guidato dalla professoressa Jodi Cranston. Usando il sito web, finanziato grazie al supporto della Kress Foundation, gli utenti potranno consultare le mappe già esistenti e costruirne di nuove, condividendo le loro ricerche con studiosi e appassionati di tutto il mondo. Il principale vantaggio di questo nuovo strumento consiste nella possibilità di visualizzare in un’unica immagine tutti gli spostamenti dell’opera, anche incrociando i dati con quelli relativi ad altri capolavori. Per esempio, è possibile confrontare i diversi viaggi effettuati da opere dello stesso artista oppure visualizzare tutte le tappe fatte da una determinata opera prima di approdare in un particolare museo. Per ogni dipinto vengono dettagliati i proprietari, le compravendite, le eredità e tutti gli indirizzi noti in cui è stato custodito.

VEDERE È MEGLIO CHE LEGGERE

Penso sia molto importante visualizzare questo genere di informazioni”, ha dichiarato la Cranston al magazine Hyperallergic, “i dati relativi alla provenienza si trovano sui cataloghi e raramente sui siti web dei musei, ma visualizzare il movimento su una mappa permette agli utenti di rendersi conto dell’oggettualità delle opere e anche di non restare impantanati nelle diatribe sull’autenticità e sul pedigree che spesso infestano questi dati. A volte vedere che un’opera ha viaggiato in un posto totalmente inaspettato può avere un impatto maggiore rispetto alla lettura del dato in una lunga lista testuale“. Il progetto rappresenta un’espansione dell’originario Mapping Titian, un sito dedicato allo studio della provenienza dei dipinti di Tiziano dal sedicesimo secolo a oggi, i cui contenuti sono stati migrati sulla nuova piattaforma.

– Valentina Tanni

 

www.mappingpaintings.org

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.