Arte e nuove tecnologie. La Biennale organizza un convegno internazionale a Venezia

Due giorni di dibattito internazionale per fare il punto sulla relazione tra arte, scienza e tecnologia. La Biennale di Venezia lancia il Nexus Pavilion, a Ca’ Giustinian il 2 e 3 febbraio

Hito Steyerl, Factory Of The Sun, 2015, Photo by by Manuel Renartz
Hito Steyerl, FactoryOfTheSun, 2015, Photo by Photo by Manuel Renartz

Un simposio di due giorni che mira a fare il punto sul rapporto tra arte e nuove tecnologie. La Biennale di Venezia organizza, in collaborazione con la Commissione Europea, un convegno internazionale che sotto il titolo Nexus Pavilion si propone di accendere la discussione sull’uso dei dispositivi tecnologici all’interno delle opere d’arte. E, più in generale, di indagare le relazioni, complesse e mai stabili, tra ricerca scientifica e ricerca artistica. Tra i partecipanti ci sono nomi che provengono da diversi ambiti disciplinari e da varie zone del mondo: da Zachary Kaplan, direttore dell’associazione Rhizome di New York, a Paola Antonelli, curatrice del Dipartimento di Design del MoMA; da Federico Solmi, artista italiano residente da tempo negli States, a Gerfried Stocker, direttore del festival di arti mediali più famoso al mondo, l’austriaco Ars Electronica.

QUALCOSA DI PIÙ CONCRETO

Nell’annuncio dell’iniziativa, che si svolgerà a Ca’ Giustinian il 2 e 3 febbraio, si parla in modo singolare del progetto, definendolo addirittura un “padiglione virtuale” che anticipa l’apertura della Biennale d’Arte, fissata per il prossimo 13 maggio e curata dalla francese Christin Macel. La speranza, a questo punto, è che di new media art però non ci si limiti a parlare durante questa nuova edizione della mostra lagunare, una kermesse da sempre un po’ restia ad ospitare progetti di questo tipo e che nelle ultime edizioni, salvo rare eccezioni (come la bella installazione di Hito Steyerl nel padiglione tedesco), non ha dimostrato molto entusiasmo per il settore. Quindi bene che se ne parli, ma speriamo che il padiglione virtuale si trasformi anche in qualcosa di più concreto.

Valentina Tanni

http://www.labiennale.org/it/biennale/news/29-01.html

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.