Tre app per allenare la creatività

Complice la tecnologia, oggi è possibile tenere viva la creatività mettendola alla prova con una serie di app. Dalla scrittura alla musica.

1. SWIFT PLAYGROUND

Swift Playground

Nonostante usiamo il computer tutti i giorni per la nostra attività creativa, spesso non siamo in grado di creare un sito web, figuriamoci un applicativo di Net Art o addirittura un’app interattiva. Apple ha rilasciato da tempo Swift, un linguaggio di programmazione per creare app per iOS, e da anni sta cercando di avvicinare i comuni mortali alla programmazione, prima con Quartz Composer o X Code, poi con Automator (almeno per personalizzare alcune applicazioni sul proprio computer), ma l’utilizzo di questi strumenti è sempre rimasto ostico e i creativi hanno bisogno di concentrarsi sul lato artistico delle questioni. Con Swift Playground si cambia totalmente l’approccio: è un gioco dalla grafica accattivante e allegra, che permette anche ai bambini di poter sviluppare semplici applicativi in un mondo virtuale. Si parte dal risolvere alcuni semplici giochi come puzzle o sfide, ma si arriva a creare musica e grafiche interattive in modo facile e intuitivo.

www.apple.com/swift/playgrounds/
costo: free
piattaforme: iOS 10, solo per iPad

2. WRITING PROMPTS BUNDLE

Writing Prompts Bundle

La creatività è un dono di natura, ma anche una capacità che bisogna allenare. Chi nel corso della propria vita non ha visto periodi di fertilità inesauribile, seguiti da momenti di affaticamento e aridità che hanno rischiato di compromettere la propria presenza sulla scena e sul mercato? Esistono tecniche per esercitarsi, come se la creatività fosse un muscolo, ma la tecnologia permette di avere anche degli strumenti operativi. Le app di questo bundle si rivolgono al mondo della scrittura, ma possono essere di aiuto in molti ambiti della vita creativa. Writing Prompts permette di incrociare oltre 600 per 2000 parole casuali, così da andare oltre la notte “buia e tempestosa”. Character Prompts aiuta nella caratterizzazione di personaggi, accoppiando a questi ultimi aggettivi casuali, per uno sforzo dell’immaginazione che possiamo seguire di slancio. Dramatic Music e Art Prompts sono più che altro da cestinare, ma sul Party Prompts ci potrebbero essere altre cose da dire.

www.21×20.com
costo: € 4,99 per il bundle
piattaforme: Android e iOS

3. MUSIC MEMOS

Music Memos

Music Memos è l’ideale companion digitale per il compositore. Permette di registrare, organizzando le tracce in modo da essere ispirazioni per un brano musicale. Ha infiniti e diabolici strumenti aggiuntivi, come l’identificazione automatica della tonalità, ed è ottimizzato per riconoscere e trascrivere pianoforte, chitarra e molti altri strumenti di base, addirittura il fischiettio. Propone arrangiamenti sul tema registrato, funzionalità tuttavia pericolosa, in quanto si rischia di “appleizzare” ogni brano che venga dalla vostra mente creativa, ma va testata sulla base delle esigenze individuali. Altrettanto diabolicamente l’app si integra perfettamente con ogni altro software musicale Apple, o fra i maggiori sul mercato, diventando un valido gancio per l’acquisto di MacBook, iPad e altre diavolerie. Ma risulta sicuramente uno strumento potente per chi si è già dato per vinto alla piattaforma della Mela.

www.apple.com/it/music-memos/
costo: free
piattaforme: iOS

Simona Caraceni

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #34

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Simona Caraceni
Simona Caraceni, giornalista pubblicista, si occupa di nuove tecnologie e multimedialità dal 1994, fondando con Pier Luigi Capucci "NetMagazine" poi "MagNet", la prima pubblicazione elettronica in Italia. Ha insegnato all'Università di Bolzano, Macerata, Firenze, lo IED e la NABA di Milano, il DAMS e il Dipartimento di Informatica dell'Università di Bologna, e in numerosi corsi di aggiornamento professionale. Come attività di ricerca fa parte del Planetarium Collegium, il network internazionale di studiosi, artisti e docenti che approfondiscono il rapporto fra arte e tecnologie. È PhD in Aesthetics and Technology per il Planetary Collegium (University of Plymouth). Membro ICOM dal 2007, ha fatto parte dell'Executive Board di AVICOM dal 2010 al 2019 anche come vicepresidente e segretario generale e ha fondato e coordinato la Commissione tematica Audio-Visivi e Nuove Tecnologie di ICOM Italia dal 2007 al 2016 Nell'ambito della ricerca applicata si occupa di "musei virtuali", augmented reality, didattica tramite le nuove tecnologie e interaction design. Insegna “Museology, museography e virtual environments” presso la laurea magistrale internazionale “Digital Humanities Digital Knowledge” dell’Università di Bologna.