La poesia a portata di app

Siete amanti di rime e versi oppure volete apprendere i rudimenti dell’arte poetica? Ecco tre app che fanno al caso vostro. Fra tradizione letteraria e tecnologia.

1. PORTAPOET

PortaPoet

La poesia bussa alla porta della vita quotidiana con questa app che è una via di mezzo fra l’accattivante strumento social per far bella figura con gli amici e uno strumento professionale avanzato. In tasca ci troveremo un efficace dizionario per le rime, la possibilità di creare e condividere il poema, ma anche di votare quelli degli altri utenti. Intrigante l’opzione per creare tenzoni poetiche con altri fruitori e per fare rap insieme a un amico all’interno della piattaforma, condividendo poi i risultati su ogni social conosciuto. Ultima chicca: la possibilità di creare, assistiti dal software, graziosissimi Haiku per Twitter in 140 caratteri, che rispettano tutte le regole di scrittura per questa forma poetica. Sembrerebbe non mancare nulla a questa applicazione anche molto curata graficamente, ma bisogna precisare che è pensata e funziona solo per la lingua inglese.

www.portapoet.com
costo: free | € 1,99 per sbloccare le funzioni più creative
piattaforme: iOS

2. POETRY CREATOR

Poetry Creator

La poesia a portata di mano dei negati assoluti con questa app che si ispira a un’interfaccia grafica che tutti conosciamo: la fridge magnet interface, ovvero spostare parole come se fossero magneti. Grazie alla possibilità di acquistare separatamente vari dizionari di parole da mescolare, ci si trova con parole della vecchia scuola, neologismi, Anni Sessanta, contemporaneità, hip hop, Shakespeare, Sci-fi, filosofia e dizionari personalizzati per risultati inaspettati in termini di creatività. Anche in questo caso solo in inglese, può prestarsi a un ottimo hack, sfruttando l’app non solo per creare poesie e componimenti, ma per mettere alla prova chi sta imparando i primi rudimenti della lingua, o ancora per testare attraverso i social l’effetto di slogan o proclami. Nella app anche un sistema per dare un punteggio alle proprie creazioni poetiche, prima di condividerle.

www.tiny-mobile.com/tiny-mobile-apps/poetry-creator-verses/
costo: free | dizionari aggiuntivi in app purchases
piattaforme: iOS

3. VNIVERSE

Vniverse app

App di un progetto artistico basato sulla poesia delle libere associazioni di parole che creano costellazioni immaginarie, firmato da Stephanie Strickland con Ian Hatcher e Cynthia Lawson Jaramillo. Il progetto viene da lontano: quest’ultima aveva creato nel 2002 un’applicazione stand alone per il web che animava le parole e le costellazioni, nella miglior tradizione della Net Art. Successivamente Strickland ha pubblicato il libro V: WaveTercets / Losing L’una (2014) e solo più tardi lo ha corredato con l’app. Il lavoro parte da una riflessione sulle culture nomadi dell’era glaciale, i loro percorsi migratori e le loro rappresentazioni pittografiche, ispirate da quello che potevano osservare durante la loro vita, circondati dalla natura, e perennemente di fronte ai più grandi interrogativi della vita. Che a volte dimentichiamo, distratti dal frenetico flusso della vita odierna.

www.vniverse.com
costo: free
piattaforme: iOS

Simona Caraceni

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #32

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Simona Caraceni
Simona Caraceni, giornalista pubblicista, si occupa di nuove tecnologie e multimedialità dal 1994, fondando con Pier Luigi Capucci "NetMagazine" poi "MagNet", la prima pubblicazione elettronica in Italia. Ha insegnato all'Università di Bolzano, Macerata, Firenze, lo IED e la NABA di Milano, il DAMS e il Dipartimento di Informatica dell'Università di Bologna, e in numerosi corsi di aggiornamento professionale. Come attività di ricerca fa parte del Planetarium Collegium, il network internazionale di studiosi, artisti e docenti che approfondiscono il rapporto fra arte e tecnologie. È PhD in Aesthetics and Technology per il Planetary Collegium (University of Plymouth). Membro ICOM dal 2007, ha fatto parte dell'Executive Board di AVICOM dal 2010 al 2019 anche come vicepresidente e segretario generale e ha fondato e coordinato la Commissione tematica Audio-Visivi e Nuove Tecnologie di ICOM Italia dal 2007 al 2016 Nell'ambito della ricerca applicata si occupa di "musei virtuali", augmented reality, didattica tramite le nuove tecnologie e interaction design. Insegna “Museology, museography e virtual environments” presso la laurea magistrale internazionale “Digital Humanities Digital Knowledge” dell’Università di Bologna.