Settimana dell’arte a Torino. C’è anche theGIFER

Sarà una settimana più intensa del solito, la Turin Art Week di inizio novembre. Con Artissima e Club to Club a fare da traino. Poi ci sono tante fiere, eventi, inaugurazioni. E parecchie novità. Come la prima edizione di theGIFER, festival dedicato alla gif art. ecco di cosa si tratta, dalla viva voce di Annalisa Russo e Alessandro Stillo.

theGIFER
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Cominciamo dall’inizio. Cos’è una GIF?
Una premessa. Quello delle GIF non è un fenomeno recente: il formato “Graphics Interchange Format” circola da quasi trent’anni, ovvero da quando l’ingegnere Steve White lo ideò al fine di realizzare mappe meteorologiche fatte di immagini sovrapposte. Ma la portata della sua invenzione si è resa evidente solo ultimamente, grazie anche alla spinta decisiva di Tumblr (primo social network a permettere di inserire contenuti di questo tipo): le gif hanno preso oggi i connotati di un vero e proprio linguaggio; in altre parole, di un sistema capace di veicolare informazioni.
Non solo: l’esemplificazione visiva dei concetti, la sintesi delle informazioni e la rapidità del messaggio, uniti alla diffusione esclusivamente in ambiente digitale, rendono le gif  uno dei linguaggi più rappresentativi  ed emblematici della comunicazione contemporanea.

Da dove nasce l’idea di fare un festival solo di gif animate? Ne esistono già altri nel mondo?
Come ogni linguaggio, le gif possono veicolare i più svariati contenuti, da quelli meramente ludici che popolano le pagine dei social network a quelli promozionali e pubblicitari, fino ad arrivare a contenuti più propriamente artistici: a questo ambito fa riferimento la gif art, dimensione creativa esplosa in questi ultimi anni a livello globale, diventando un vero e proprio movimento artistico.
Da qui l’idea di dedicare un festival a questo fenomeno, sulla scorta di iniziative internazionali come il GIF festival di Savannah nel 2015 o Moving the Still durante la Miami Art Week nel 2012, fino ad arrivare al Motion Photograpy Prize – organizzato dalla Saatchi Gallery e finalizzato alla realizzazione di una mostra di gif – e alla recente mostra Stop and Go allo smART di Roma.

theGIFER
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Chi sono i “gif artists”? Sono solo artisti che usano la gif come mezzo esclusivo oppure ci sono anche casi di artisti che fanno anche altri generi di opere?
Entrambe le cose: tutto dipende da quanto un artista ritenga il formato gif adeguato alla propria poetica. I gif artist sono sia artisti che utilizzano esclusivamente questo medium, sia pittori, illustratori, fotografi, creativi che trovano in questo mezzo uno strumento utile alla propria espressione artistica.
I limiti entro cui devono muoversi gli artisti (o le opportunità che hanno a disposizione, a seconda del punto di vista) sono ben precise e rappresentano in qualche misura il “manifesto” della gif art, ovvero: utilizzare un numero esiguo di immagini; servirsi al massimo di 256 colori; soprattutto, creare un’opera che acquisti il suo senso nel ripetersi in loop. La creazione di opere d’arte “perpetue”, ovvero che non cessano mai, è il vero elemento innovativo della gif art, ciò che la rende una forma artistica diversa dalle altre.

In che modo si espongono questi lavori?
Non c’è un modo univoco o formalizzato per esporre le gif, poiché la loro natura immateriale permette l’utilizzo di supporti tecnologici diversi, a partire da schermi e tablet – naturale sponda di diffusione delle gif sul web – per arrivare a proiettori per piccolo e grande formato. La scelta di utilizzare un dispositivo piuttosto che un altro equivale a scegliere la cornice in cui si muove la gif; il contenuto rimane indipendente, ha valore in sé: è la tela in cui vive l’opera prima di essere incorniciata.
La forma espositiva è uno dei tanti temi che solleva questa pratica artistica, insieme ad esempio a quello del mercato: come stabilire il valore di opere duplicabili e a disposizione di tutti? È uno dei punti di cui parleremo nel convegno sulla gif art che si terrà nei giorni del festival, in collaborazione con il Dams di Bologna.

theGIFER
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Perché avete scelto di mostrare le gif principalmente negli spazi pubblici?
Lo spazio pubblico è accessibile a tutti e rappresenta quindi il palco più adeguato per un progetto come theGIFER, che ha prima di tutto un intento divulgativo: l’idea alla base è quella di mettere il pubblico nella condizione di “imbattersi” nelle gif, sfruttando gli schermi che sono a disposizione in città da un lato e presentando selezioni di gif in una serie di spazi cittadini dall’altro. Utilizzare gli spazi pubblici come spazi per l’arte, d’altro canto, è una pratica consolidata a Torino: si pensi anche solo alle Luci d’Artista, che negli anni sono diventate un appuntamento irrinunciabile della città.

Dateci qualche anteprima del festival torinese. Come si svolgerà? Avete attivato qualche collaborazione con Artissima o con altri eventi della settimana dell’arte torinese? 
Ogni giorno il festival prenderà vita in una location differente, proponendo di volta in volta diversi contenuti: non solo l’esposizione di gif ma anche site specific, performance, incontri e collaborazioni con altri soggetti indipendenti che animano la settimana dell’arte torinese.
Si parte mercoledì 2 novembre al Superbudda con una performance immersiva in cui le immagini delle gif si trasformano in sonorità orchestrali; si continua all’hotel NH Carlina, la cui corte interna diventa una delle sedi espositive del festival; poi è la volta di Toolbox, dove theGIFER è ospitato da Torino Graphic Days, presentando una selezione di gif a contenuto grafico; si prosegue da Q35, dove ha sede il festival NESXT, nuovo progetto dedicato ai centri indipendenti italiani di produzione artistica; si arriva infine al Cinema Massimo, dove il 5 novembre saranno premiati i vincitori della prima edizione. Per tutta la durata del festival, inoltre, le gif scorreranno sugli schermi della metropolitana torinese e sui supporti digitali di IGPDecaux negli aeroporti di Torino e Milano.

theGIFER
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Chi sostiene l’iniziativa a livello di sponsoring?
Nostri principali sostenitori sono IGPDecaux, leader per la comunicazione da esterni in Italia; EDI, società milanese che si occupa di effetti visivi; Global Tourist Consulting, società di consulenza in ambito turistico, e i partner del progetto, che concorrono in modo diverso alla sua realizzazione: GTT, Museo Nazionale del Cinema, Okkult Motion Pictures e DAMS – Università degli Studi di Torino, NH Carlina.

Ci saranno altre edizioni o altri appuntamenti di theGifer? Magari in altre città?
theGIFER nasce come un progetto itinerante, di cui il festival è una delle declinazioni insieme alla community online e all’organizzazione di mostre ed eventi, che prenderanno vita nel corso del 2017 a Torino e non solo.

Marco Enrico Giacomelli

Torino // dal 2 al 6 novembre 2016
theGIFER – International GIF Art Festival
SEDI VARIE
[email protected]
http://wearethegifers.tumblr.com/

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, la Libera Università di Bolzano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.