Cultura in un click. Che siano dinosauri o realtà aumentata

Un’altra tripletta di app tutte da scaricare. Un progetto francese interessante ma ancora da limare. Un approfondimento sui dinosauri, legato a una mostra che ha avuto grande successo. E infine un esperimento assai riuscito di realtà aumentata.

Culture Click

CULTURE CLICK
Ai francesi, si sa, piace stupire. E ci provano anche con quest’app, che fornisce informazioni su 1.250 musei e monumenti geolocalizzati a Parigi e in qualche altra località su suolo d’oltralpe. E ancora: 500 opere d’arte e 300 dipinti in alta definizione. Il risultato? Piuttosto deludente. Il livello di realtà aumentata delle città, per scoprire dove sono i musei e i monumenti, è accettabile (anche se con pochissime informazioni aggiuntive), mentre in alcune zone le troppe segnalazioni e informazioni rendono impossibile la navigazione. Il progetto risente dell’eredità dell’app del Louvre, con le sue opere in hi-res, che però qui sono di meno, oltretutto con qualche bug. Ci sono poi gli eventi, anch’essi geolocalizzati. Progetti per il futuro di Culture Click: inserire informazioni sulla Biblioteca Nazionale di Francia, salvare i preferiti, condividere sui social network e trovare amici con gli stessi interessi artistici e culturali.
www.cultureclic.fr
costo: gratis
piattaforme: iPhone, iPod Touch, Android, Nokia, Java

ROM Ultimate Dinosaurs

ROM ULTIMATE DINOSAURS
Molti dei nostri lettori con prole avranno visitato la splendida mostra Dinosauri in carne ed ossa, recentemente ospitata a Firenze presso il Museo di Storia Naturale e ora in tour a San Lazzaro di Savena, negli spazi del Museo della Preistoria. Una mostra semplicissima, in grado di riattivare nei visitatori grandi e piccoli il senso della meraviglia. La app ROM Ultimate Dinosaurs, realizzata dal Royal Ontario Museum, non può vantare molte funzionalità: una volta inquadrato con la fotocamera uno dei manifesti presenti in mostra – o sul sito web del ROM -, un piccolo dinosauro in 3D appare sullo schermo e compie una serie di circonvoluzioni, per la gioia dei più piccini, con possibilità di salvare screenshot e condividerli sui social network. Interessanti le schede di approfondimento, fatte a misura di bambino ma gradevolissime anche per gli adulti. Si apprezza l’assenza dei codici QR, fin troppo sfruttati nelle app e spesso ridondanti.
www.rom.on.ca/dinos
costo: gratis
piattaforme: iPhone, iPod Touch, iPad

UAR. Urban Augmented Reality

UAR – URBAN AUGMENTED REALITY
UAR. Urban Augmented Reality, a cura del mitico NAI – Netherlands Architecture Institute di Rotterdam, è forse una delle migliori app di realtà aumentata in ambito culturale attualmente in circolazione. Merito della completezza delle informazioni inserite, che sono veramente molte e in parte anche generate dagli utenti, in pieno stile web 2.0, per usare un’espressione abusata. L’applicazione permette di scoprire la storia degli edifici e dei tessuti urbani (principalmente olandesi) con in più la possibilità di vedere come potrebbe diventare una certa costruzione o area in un ipotetico futuro. Fortemente orientata alla geolocalizzazione, l’app permette anche di scegliere dalla mappa o dalla lista delle città “censite” l’argomento che si desidera approfondire. Da non sottovalutare la valenza del software come guida turistica, con percorsi audio-commentati e arricchiti, oltre che dall’augmented reality, da foto e commenti degli utilizzatori.
en.nai.nl/museum/architecture_app
costo: gratis
piattaforme: iPhone, iPod Touch, Android 

Simona Caraceni

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #9

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Simona Caraceni
Simona Caraceni, giornalista pubblicista, si occupa di nuove tecnologie e multimedialità dal 1994, fondando con Pier Luigi Capucci "NetMagazine" poi "MagNet", la prima pubblicazione elettronica in Italia. Ha insegnato all'Università di Bolzano, Macerata, Firenze, lo IED e la NABA di Milano, il DAMS e il Dipartimento di Informatica dell'Università di Bologna, e in numerosi corsi di aggiornamento professionale. Come attività di ricerca fa parte del Planetarium Collegium, il network internazionale di studiosi, artisti e docenti che approfondiscono il rapporto fra arte e tecnologie. È PhD in Aesthetics and Technology per il Planetary Collegium (University of Plymouth). Membro ICOM dal 2007, ha fatto parte dell'Executive Board di AVICOM dal 2010 al 2019 anche come vicepresidente e segretario generale e ha fondato e coordinato la Commissione tematica Audio-Visivi e Nuove Tecnologie di ICOM Italia dal 2007 al 2016 Nell'ambito della ricerca applicata si occupa di "musei virtuali", augmented reality, didattica tramite le nuove tecnologie e interaction design. Insegna “Museology, museography e virtual environments” presso la laurea magistrale internazionale “Digital Humanities Digital Knowledge” dell’Università di Bologna.