Ormai fare sfoggio di animazioni e immagini sempre più tecnologiche ricorda in modo troppo esplicito l’Intelligenza Artificiale. Tanto che Prada si affida ad animatori e artisti che lavorano con disegni fatti a mano per far emergere un’idea di esclusività legata all’artigianalità e artisticità del segno e del disegno. È così che Prada per la stagione Holiday 2026 basa la sua campagna su atmosfere disneyane, fondendo riprese dal vivo con disegni realizzati a mano. Negli spot, i modelli di Prada Sadie Sink, Maya Hawke, Chen Haoyu e Kelvin Harrison Jr., insieme a Luther Ford, si trovano così ad esplorare incantevoli paesaggi invernali illustrati, popolati da animali a volte simpatici e a volte gentilmente dispettosi. E il marchio non fa mistero di questa scelta artistica, ponendo al centro della campagna anche il video “Drawing Prada: animated by hand”, un vero e proprio dietro le quinte della produzione. Proprio all’interno di questo documentario, si scelgono le parole per lo storytelling legato all’animazione: “Il mondo dell’animazione fatta a mano è ancora vivo, e i fan dell’animazione sono davvero tanti in tutto il mondo. Le persone ricordano anche da grandi la magia dell’animazione che hanno visto da piccoli”.

Drawing Prada: parlare di AI, senza parlare di AI
Molti sono i brand oggi che si affidano ad immagini realizzate con l’Intelligenza Artificiale. Gucci, ad esempio, per lanciare la nuova collezione del direttore creativo Demna Gvasalia, ha pubblicato lo scorso febbraio quattro immagini fatte con l’AI non senza scatenare qualche reazione indignata su Instagram. Lo scorso dicembre del 2025 invece Valentino ha deciso di collaborare con nove artisti digitali. Anche Balenciaga, dal 2022, ha pubblicato video realizzati in computer grafica. Il marchio coreano Gentle Monster non ha mai fatto mistero di avvalersi di un’estetica digitale addirittura dal 2016. Prada, in questo, si distingue volutamente dalla comunicazione degli altri marchi ponendo al centro proprio il “fatto a mano” e “fatto come una volta” creando da una parte un parallelo con la moda delle sarte che lavorano (e lavoravano) a mano, e dall’altra evidenziando una rottura con le scelte in comunicazione dei competitor. Un modo di parlare di AI senza parlare di AI. Le immagini generate con l’intelligenza artificiale però “bucano” anche l’algoritmo. Per generare hype, quindi, Prada mette in campo tutti i “muscoli” dell’animazione tradizionale e riesce nell’intento di dimostrare che, anche con i mezzi tradizionali, si può essere virali.
La “old school” con matita e carta, il tratto distintivo dell’animazione in Prada Holiday 2026
John Pomeroy ha guidato il team di animatori che ha realizzato le animazioni a mano. Pomeroy viene dai Walt Disney Animation Studios dove ha lavorato dagli anni Settanta, imparando dai “leggendari Nove Vecchi Uomini” della Disney, detti anche “il cerchio magico Disney”, ovvero gli animatori che resero grande la casa di produzione: Eric Larson, Les Clark, Milton Kahl, Wolfgang Reitherman, John Lounsbery, Frank Thomas, Ollie Johnston, Marc Davis e Ward Kimball. John Pomeroy è poi tra gli artisti fondatori dello studio di Don Bluth, dove ha lavorato a Elliott il drago invisibile, Red e Toby nemiciamici, Il segreto di NIMH, Fievel sbarca in America e Alla ricerca della Valle Incantata. I personaggi della campagna Prada sembrano in effetti i cugini diretti di queste animazioni, evocando quello stile ruvido e artigianale delle animazioni fatte a mano negli Studios. Gli animatori principali della campagna di Prada sono i gemelli Tom e Tony Bancroft, anch’essi con un passato glorioso nell’animazione Disney: Tony ha co-diretto Mulan, mentre Tom ha lavorato nel film al draghetto Mushu. Tom Bancroft ha lavorato inoltre a film quali Il Re Leone, Aladdin, Pocahontas, Tarzan e Koda, fratello orso. Tony ha lavorato per Il Re Leone e Le follie dell’imperatore. I character della campagna Prada, dai conigli ai topi, dalla volpe ai pipistrelli alla lince, si muovono infatti secondo principi dell’animazione classica: elasticità, deformazione, anticipazione del movimento, esagerazione. La relazione tra attori reali e character animati ci ricorda senza dubbio anche Chi ha incastrato Roger Rabbit? e Mary Poppins, mentre le marachelle dei personaggi animati ci riportano ai classici Hanna&Barbera (Tom & Jerry, L’Orso Yoghi) e Warner Bros (Daffy Duck, Titti e Silvestro). Il lato gentile dei personaggi animati ci ricorda invece classici quali Biancaneve e i Sette Nani e Cenerentola. Prada Holiday 2026 Campaign è, di fatto, un omaggio all’animazione classica in tutte le sue forme, per stimolare un effetto madeleine in ciascuno di noi (adulti), portato a vedere in Prada un rassicurante rifugio nell’epoca d’oro dell’infanzia.
Non solo Prada: l’animazione come fuga dalla realtà e ritorno alla magia conquista molti marchi
Nel gennaio 2025 Louis Vuitton ha celebrato il suo ventennale rapporto con l’artista giapponese Takashi Murakami, con il quale ha realizzato linee di prodotti ma anche cortometraggi animati davvero sorprendenti, in puro stile anime, come ad esempio First Love. Anche Hermès si è lanciato nell’animazione e a gennaio scorso, sui suoi canali, sono stati pubblicati alcuni corti d’animazione come Venture Beyond di Linda Merad con le animazioni di Quentin Klein. Già nel 2019 Hermès si era fatta raccontare dalla casa di produzione francese H5 con Gift me a dream. Sempre H5 ha realizzato vari spot animati per altri brand del lusso come Cartier, con il cortometraggio Qixi in stile acquarellato per il mercato cinese. Anche Ralph Lauren nel 2025 ha utilizzato l’animazione per The Polo Bear Chronicles. Ultimo ma non ultimo vale la pena citare il lavoro di Ugo Bienvenu con lo studio Remembers per Miss Dior, uno spot in stile anime ma dal forte carattere europeo che personifica la fragranza della casa di moda in character femminile animato. Lo stesso regista (autore anche di Arco, film candidato all’Oscar 2026) dichiara in un’intervista che “per rendere la delicata bellezza della natura, per gli sfondi del film abbiamo scelto una tecnica artigianale giapponese di gouache, risalente agli anni ’80, unita alla tecnica digitale”. L’eccezionalità del nuovo lavoro per Prada però è tutto nell’animazione fatta a mano e nello storytelling legato a questo.
Giulietta Fara
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