7 brand emergenti da seguire durante la Milano Fashion Week

La settimana della moda milanese, in calendario dal 22 al 28 febbraio 2022, vede protagonisti numerosi designer emergenti, che rappresentano la nuova generazione del fashion system italiano

Quella che prenderà il via martedì 22 febbraio a Milano potrebbe essere la fashion week del ritorno alla “normalità”, che per l’universo modaiolo significa sfilate e presentazioni in presenza per la gran parte dei marchi di Milano Moda Donna Autunno/Inverno 2022-23.

– Marco Marini e Federico Poletti

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1. I BRAND EMERGENTI ALLA MILANO FASHION WEEK. MARCO RAMBALDI

Marco Rambaldi ph. by John Phillips/Getty Images

Tornano a sfilare live le maison più blasonate, affiancate da un numero cospicuo di brand emergenti dall’innegabile potenziale, che coniugano estro creativo, spiccata sensibilità ambientale ed etica e una visione di stile che va spesso oltre il concetto di genere. Caratteristiche che si addicono senz’altro a Marco Rambaldi, sotto i riflettori in quanto protagonista dell’iniziativa a favore dei nuovi talenti voluta da Camera Nazionale della Moda Italiana e Valentino: la griffe romana, per ogni edizione della kermesse, ospiterà sul proprio canale Instagram la passerella di un giovane designer, cominciando appunto con quella di Rambaldi. Un’occasione unica per lo stilista, che avrà la possibilità di far conoscere ai milioni di follower del profilo IG in questione il vivace métissage di stilemi borghesi, tecniche artigianali dal sapore vintage e messaggi volti a rivendicare, celebrandola, l’irrinunciabilità di inclusione e diversità per il fashion biz contemporaneo, trait d’union di collezioni che mescolano sregolatezza, esuberanza cromatica e rimandi ad argomenti come le battaglie della comunità Lgbtq+ o la liberazione sessuale, interpretate da cast variegati per età, etnia e fisicità. La Primavera/Estate 2022 rappresenta un compendio efficace delle qualità sopracitate, un mix and match variopinto in cui i suit pastello lasciano spazio a pantaloni svasati, longuette, tubini e polo in maglia, le linee scivolate alla vestibilità attillata di bralette e pullover risicati, i grafismi naïf a stampe tipo manga, mentre il cuore (motivo ricorrente nelle proposte dell’etichetta) viene riprodotto sulla maglieria, alternandosi a intarsi col simbolo dell’occhio e patchwork di vecchi centrini, pizzi e stoffe di recupero.

2. I BRAND EMERGENTI ALLA MILANO FASHION WEEK. ALFREDO CORTESE

AC9 ph. Filippo Fior

Ha beneficiato, non molto tempo fa, del supporto di un mentore d’eccezione anche Alfredo Cortese di AC9, coinvolto dal fondatore di N°21Alessandro Dell’Acqua, in un programma di mentorship sotto l’egida di Tomorrow Ltd. 33enne, catanese, la sua formazione eclettica (laurea in chimica, master in fotografia, una carriera nelle pr, quindi il passaggio al fashion design) si riflette nella messe di influenze e riferimenti che confluisce nel guardaroba del brand, una crasi tra pulizia formale d’impronta nordica e charme squisitamente italiano, sintetizzata al meglio dalla sfilata P/E 2022, dove piume, trasparenze e aperture maliziose aggiungono una nota insolita alla sequenza di minidress, pants rilassati, giacche over e completi in denim.

3. I BRAND EMERGENTI ALLA MILANO FASHION WEEK. FRANCESCO MURANO

Francesco Murano ph. by Mattia Guolo

Al debutto nel calendario ufficiale di MMD, Francesco Murano si è aggiudicato la sedicesima edizione del concorso Who is on Next?, preceduta nel 2019 dalla vittoria di Milano Moda Graduate con Ossimòro Plastico, che gli aveva regalato una notorietà planetaria; colpita dalle immagini dello show, la stylist di Beyoncé ha infatti ordinato un paio di décolletées dalla punta scultorea finite nel video di Spirit, quindi un abito su misura sfoggiato da Queen Bey ai pre-Grammy del 2020. Colpisce, del designer campano, lo studio maniacale delle figure, definite da forme marcate, assertive, con elaborati drappeggi – vera firma della label – ad incresparne le superfici; nell’ultima collezione la nettezza delle costruzioni, al solito minuziose, viene bilanciata dalle geometrie circolari tracciate da grandi orecchini a spirale e fermagli di metallo sferici.

4. I BRAND EMERGENTI ALLA MILANO FASHION WEEK. ANDREA ADAMO

Andrea Adamo

Altro nome promettente della new wave italica è quello di Andrea Adamo, un passato negli uffici stile più prestigiosi (Zuhair MuradRoberto CavalliDolce&Gabbana) e un presente che lo vede impegnato, con la sua linea Andreādamo, a tradurre nel ready-to-wear la sua idea di sensualità, disinvolta e consapevole, esaltata da canottiere, top striminziti, maglie crop, leggings et similia in tessuto stretch a coste, dai tagli affilati come rasoi, che si innestano sul fisico, ne avvolgono e sottolineano le curve, esponendo qua e là ampie porzioni di pelle tramite cut-out, squarci e oblò; pezzi rigorosamente body conscious, come quelli che ritmano gli scatti della collezione P/E 2022, in cui convivono fragilità (l’ispirazione arriva dal mito di Andromeda), sex appeal e una certa sfrontatezza.

5. I BRAND EMERGENTI ALLA MILANO FASHION WEEK. ALESSANDRO VIGILANTE

Alessandro Vigilante

Il connubio tra moda e danza è invece alla base del prêt-à-porter di Alessandro Vigilante, ex ballerino che, forte di un cursus honorum di tutto rilievo, speso presso Dolce&GabbanaGucci Philosophy, due anni fa decide di fondere in un unico progetto le passioni di sempre, esordendo con la collezione Pina meets Merce (il riferimento è ovviamente a Bausch e Cunningham, numi tutelari del suo credo stilistico). La sua visione concilia ingredienti apparentemente antitetici (forme aderenti come una seconda pelle e consistenze impalpabili, capispalla dall’aplomb maschile e silhouette risolutamente femminili, mise dalla precisione chirurgica e spacchi vertiginosi, il senso del movimento sotteso all’arte di Tersicore e la plasticità dei volumi architettonici) in look voluttuosi e raffinati in egual misura, che mirano a sublimare la naturale espressività del corpo.

6. I BRAND EMERGENTI ALLA MILANO FASHION WEEK. DANIEL DEL CORE

Daniel Del Core

Ha esordito esattamente un anno fa sulle passerelle milanesi Daniel Del Core, alla guida della griffe che porta il suo cognome dopo un lustro chez Gucci (dov’era responsabile degli special pieces per star e clienti vip), eppure vanta già ammiratrici del livello di Jennifer LopezBjörk e Tessa Thompson; a conquistarle, presumibilmente, l’unione tra perizia realizzativa, prossima all’alta moda, e gusto per il glamour vecchia maniera, maestoso, teatrale, ideale per red carpet e affini. Il suo défilé P/E 2022, ad esempio, era scandito da plateau imponenti, copricapi gioiello, dress dalle proporzioni drammatiche, chiazze dai toni acrilici a mo’ di tela espressionista, balze e volant a profusione, un cocktail indubbiamente d’effetto.

7. I BRAND EMERGENTI ALLA MILANO FASHION WEEK. SALVO RIZZA

Des Phemmes

Sceglie il format della presentazione Des Phemmes, creatura dello stilista di origini siciliane Salvo Rizza, che aspira a racchiudere l’attitudine effortless chic dei mitologici anni Novanta, incarnata da una Kate Moss all’acme della fama, in outfit dalla fattura sopraffina, che eludono concetti quali stagionalità o trend, nobilitando capi basic attraverso l’impiego di decorazioni opulente, degne della couture – d’altronde il creativo, grazie ai trascorsi negli atelier di Giambattista Valli, sa maneggiarne alla perfezione i codici. Basti vedere, in questo senso, le incrostazioni di cristalli, paillettes e canottiglie che adornano l’assortimento di abiti sottoveste, bluse, gonne maxi o mini della P/E 2022, un tripudio di orpelli scintillanti ed effetti dégradé. I nomi di nuova generazione stanno crescendo e tra i nomi su cui scommettere si devono menzionare anche Act N°1VitelliTiziano Guardini, CHBVìen, tanto per citarne alcuni. Un coro di voci e una nuova community di giovani interpreti che fa ben sperare per il futuro dell’industria fashion tricolore.

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Marco Marini
Marco Marini è romano e, in quanto tale, ha un rapporto piuttosto complicato con la Città Eterna, tanto che finisce per laurearsi in Scienze umanistiche per la comunicazione a Milano. Da adolescente, arriva la folgorazione sulla via di Damasco, davanti a una vetrina con gli abiti disegnati per Dior Homme da Hedi Slimane: da allora non ha più smesso di seguire – ed, eventualmente, scrivere – di moda, convinto che sia una formidabile lente attraverso cui leggere la contemporaneità, nonché un tramite per parlare en passant delle altre sue passioni, dal costume (in senso lato) all’arte contemporanea, dalla letteratura al cinema, dal design alla fotografia. Editor di Manintown, per il magazine si occupa di menswear, lifestyle, interviste con volti più o meno noti del panorama creativo italiano.