Morto lo stilista Nino Cerruti. Aveva 91 anni

L’inventore della giacca destrutturata, ha fondato la sua prima maison a Parigi. Amato da Coco Chanel, è stato maestro di Giorgio Armani

Nino Cerruti - foto www.limegreenbow.co.uk
Nino Cerruti - foto www.limegreenbow.co.uk

Era un uomo gentile Nino Cerruti. Nato a Biella nel 1930 da una famiglia di industriali tessili era dotato di un’eleganza nonchalant, e appariva immediatamente quel bon viveur che era per davvero. Sono vocaboli che ho scelto con cura perché la sua cultura (studi di filosofia e giornalismo) era più vicina alla temperie francese che a quella anglosassone divenuta dominante di lì a poco anche nell’imprenditoria della moda. “Quando indossi dell’abbigliamento formale pensa sempre di abbinarci almeno un particolare sbagliato, è questo il tocco definitivo”: è questo l’insegnamento che ha elargito a me, giovane redattore nella prima metà degli anni ’80. Non lo ho mai dimenticato anche perché dice molto della sua visione estetica.

LA GIACCA DECOSTRUITA DI CERRUTI

È stato Cerruti nei primi anni ’70 a pensare a una giacca decostruita, priva di quelle rigidità che hanno caratterizzato sino ad allora l’abbigliamento maschile. Lo si deve senza dubbio alla esperienza acquisita nel suo Lanificio Fratelli Cerruti ma pure alle frequentazioni parigine. Nel 1967 inaugura la sua prima boutique ‘Cerruti 1881’ in Place de la Madeleine a Parigi, in uno spazio disegnato da Vico Magistretti: gli abiti maschili, si mescolavano a quelli femminili e tra le sue “clienti” c’èra Coco Chanel che lo apprezzava in maniera particolare per i suoi pantaloni morbidi. Giorgio Armani che a metà degli anni ‘60, gli  aveva fatto da assistente, sarà poi incoronato agli inizi degli anni ’80 dai – come al solito distratti  –  media statunitensi, quale portabandiera proprio di questo tipo di nuova costruzione tessile.

Nino Cerruti
Nino Cerruti

IL SUCCESSO SARTORIALE DI CERRUTI

Da oltre due decenni Nino Cerruti aveva in ogni caso già costruito il suo successo “sartoriale” migrando le sue competenze dal tessuto alla confezione con il brand Hitman (1957) e poi con Flying Cross (1962). Un balzo in avanti che ha fatto scuola: basti pensare alla parabola di attuale straordinario successo del marchio Zegna, non a caso fondato nella medesima provincia. Negli anni ’80 alla Hitman arriva anche la linea sportswear, particolarmente apprezzata per l’abbigliamento dedicato al tennis (sponsorizza Jimmy Connors) e allo sci (Ingemar Stenmark). La linea donna compare pure ma non supera mai il 20% del fatturato. Secondo un modello di business tipico del periodo arriva poi  il profumo che porta il suo nome (diffuso dalla divisione profumi di Chanel) e nel 1994 diviene designer ufficiale dell’abbigliamento Ferrari. Nel 2000 è stato nominato Cavaliere del Lavoro dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Cerruti 1881 viene ceduto l’anno seguente. Questa la cronaca dovuta.

CERRUTI: UN RICORDO PERSONALE

Mi permetto ora un ricordo personale. Per il lancio del suo profumo (1990, la data è importante) decise di non affidarsi a un’agenzia pubblicitaria ma di pilotare lui stesso un viaggio per la stampa che considerava “amica”. Nino (così si faceva chiamare da tutti, mantenendo comunque la distanza di chi conosce le buone maniere) amava la cucina e per l’appunto i viaggi. Destinazione concordata  i Paesi baschi. È stato lui a farmi visitare per la prima volta il Guggenheim di Bilbao, lui a farmi sedere alla tavola di Ferran Adrià e passeggiare sulla spiaggia incantata di San Sebastian. Che c’entravano con il profumo? Forse niente, ma certe gentilezze non te le scordi. E Nino era un uomo gentile.

Aldo Premoli

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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive a Noto e Cernobbio. E poi New York, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio e fornisce consulenze ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. Ha tenuto conferenze in tre continenti per Ice, Anci e Aimpes e curato esposizioni che fanno da ponte tra arte e moda. Tra il 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Attualmente è blogger di “Huffington Post”, columnist de “Linkiesta” e direttore della piattaforma hyper local "SudStyle". Curatore indipendente di mostre che fanno da ponte tra arte e scienza. In Sicilia ha fondato “Mediterraneo Sicilia Europa onlus”, in Lombardia “La Cernobbina Art Studio”. Svolge attività di visiting professor per accademie del nord come del sud della Penisola.