Dior sfila a Lecce con la collezione Cruise 2021. Con un intervento di Marinella Senatore

Il primo grande progetto di Dior dopo la pandemia si svolge a Lecce, con la regia di Maria Grazia Chiuri e l’arte di Marinella Senatore all’interno della cui installazione spuntano delle realizzazioni di Maria Grazia Pontorno

Dior Cruise 2021, Lecce finale
Dior Cruise 2021, Lecce finale

Lecce dalla luce accogliente, morbida, riflessa dalla pietra gialla che si sgretola come sabbia, si rompe mollemente nella sensualità delle sue forme, nelle volute dei suoi portoni, come fosse fatta della pasta di mandorla dei suoi dolci tradizionali. Un luogo mediterraneo, come un ventre accogliente, dove l’integrazione è una tradizione di lunga data, dove segni e colori di culture diverse si fondono nel dedalo barocco che dà forma al suo centro storico. Il progetto di Dior su Lecce è stato atteso con discrezione, amore e rispetto dai suoi abitanti, come una vera celebrazione di cultura e creatività di questi luoghi. Un patrimonio immateriale che non vanta così tanta letteratura come le bellezze del suo mare o il buon cibo. Lo slittamento temporale dell’evento – che doveva tenersi a maggio in forma ancora più grande – ne ha distillato il messaggio, rafforzandone il concetto. Per Maria Grazia Chiuri, direttore creativo di Dior, vera promotrice del progetto in Puglia, è un viaggio nella memoria, nelle radici più profonde, che la legano a questa terra assolata e aspra. Infatti l’attesa per la data dell’evento, è stata scandita sul suo profilo Instagram dalle foto in bianco e nero di suo padre, originario di Tricase, ritratto felicemente al mare con la tenerezza dei segni del sole che lasciano l’impronta di una canotta, indumento simbolo del lavoro all’aperto.

IL PROGETTO DIOR DOPO LA PANDEMIA

Ed è proprio in questo, al di là dei meravigliosi abiti e delle tante maestranze artigianali coinvolte, la forza di un progetto che è un racconto di sentimenti ancestrali: legami, affetti familiari imprescindibili, memorie con cui la designer si confronta. Primo grande evento dopo la pandemia, con spostamenti e complessità organizzative se pur in forma ridotta, dove il sogno della moda sembra ripartire dai fondamenti dell’essere umano, dalla radicale complessità di sentimenti profondi che ci legano gli uni agli altri. È stato proprio il vuoto della quarantena a ricordarci che per ripartire bisogna iniziare da luoghi sicuri e certi, dallo spazio della memoria, dalle provincie e dalle campagne che tornano a essere ripopolate da chi era partito e torna per ricominciare. Come dice Orhan Pamuk nel romanzo La Nuova Vita “Ma abbiamo qualcosa che non hanno. Cuore. Abbiamo il cuore. Guarda, guarda come la luce della vita filtra nel mio cuore.”Questo viaggio sentimentale è raccontato dal video del regista pugliese Edoardo Winspeare attraverso un collage di testimonianze, una serie di personaggi della città, artigiani e artisti, che si chiude con la forza di una carrellata di disarmanti sorrisi: la forma più accogliente di saluto ed empatia.

LO SHOW DI MARIA GRAZIA CHIURI A LECCE

Lo show è concepito come una grande festa in paese, c’è la banda, le luminarie e la danza, elemento primordiale ed energetico di unione e creazione. Con l’onestà intellettuale che contraddistingue il lavoro di Maria Grazia Chiuri, fermo e coerente su un ideale femminile forte e dolce allo stesso tempo, continua la riflessione sui concetti dell’emancipazione e della storia del femminismo, un messaggio questa volta affidato all’artista Marinella Senatore, che scrive sulla facciata del duomo di Lecce una sua interpretazione della tradizione artigianale delle luci, grazie alla collaborazione con la manifattura storica dei Fratelli Parisi di Taurisano. (Per un caso fortuito, nell’installazione concepita da Senatore sono finite anche delle opere – custodite nel laboratorio artigiano – di Mariagrazia Pontorno, la quale, comprensibilmente, non l’ha presa benissimo, ndr). Un’installazione che è una vera e propria piazza nella piazza, che ferma nell’atemporalità votiva di questi apparati scenici, consacrati alla celebrazione rituale di un santo, frasi evocative come messaggi sacri, mettendo insieme registri artistici e narrativi diversi. Il gesto femminile è un tratto distintivo del lavoro di Maria Grazia Chiuri, che anche in questa collezione Cruise 2021, interpreta la costruzione dell’abito di Monsieur Dior, con la morbidezza di un segno che celebra il corpo delle donne, enfatizzando una sensualità mai esasperata, attraverso il contrasto tra forme avvolgenti ed elementi strutturanti, come cinte e corpetti, che creano una silhouette senza tempo, con un richiamo a una certa pittura ottocentesca da Grand Tour.

L’ISPIRAZIONE SALENTINA DI DIOR

L’ispirazione sembra essere nel senso del lavoro, nella vita dei campi, nelle figure delle cosiddette “tabacchine”: le donne che lavoravano nelle fabbriche di tabacco del Salento, che poi alla sera si dedicavano alla tessitura, a volte con fili rubati dai mazzi di tabacco, da cui derivano i diversi colori delle tessiture salentine. Una tradizione millenaria del telaio a mano che con questo progetto la maison Dior riprende, grazie ad una collaborazione con la tessitura storica e Fondazione delle Costantine, oltre numerosi altri artigiani locali coinvolti nella realizzazione della collezione. Nascono così ricami a tombolo che ornano corpetti, preziosi pizzi per abiti destrutturati, tessuti realizzati a mano nei toni del grezzo e del naturale, oltre alle tradizionali righe, per capispalla, su cui fioriscono ricami beneauguranti come spighe e papaveri. Giacche militari decorate come erbari mediterranei, gilet di ispirazione afgana e mediorentale, abiti leggerissimi interamente ricamati come vesti di sante. Un casting eterogeneo di modelle che ricorda le molteplici anime di questa terra inclusiva, sono ornate da gioielli, monili ed headpieces, dalle forme e sensazioni magnogreche, come quelli conservati del museo Marta di Taranto. Proprio uno dei luoghi promossi nei diversi tour di visita per gli ospiti di un progetto che non è stato concepito come un semplice show, ma un vero e proprio racconto di una terra, attraverso la memoria personale di Maria Grazia Chiuri.

CON LE COLLEZIONI CRUISE LA MODA INTERAGISCE COL TERRITORIO

Come era già successo a Los Angeles e a Marrakech, la presentazione della collezione Cruise diventa un lavoro di sostegno e collaborazione attiva con le tradizioni artistiche e artigianali locali, che vengono conosciute nel mondo attraverso il potere del sogno della moda. Il fare manuale, come gesto primordiale di creazione, ritorna al centro del processo creativo, così come l’abito e i sentimenti e la memoria di chi lo indossa.

Alessio de’ Navasques

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