L’abbigliamento digitale di Auroboros in arrivo alla Fashion Week di Londra

Per la prima volta un marchio di moda digitale sarà presentato in un evento di moda che si svolge in presenza. Che i confini tra reale e virtuale vadano sempre più ad assottigliarsi?

Auroboros dettaglio calzatura
Auroboros dettaglio calzatura

Una borsa digitale di Gucci – nello spazio di vendita che il videogioco Roblox ha riservato al marchio di proprietà francese – ha totalizzato 4.115 dollari, superando così il costo della sua versione fisica. Burberry di recente ha proposto animazioni 3D per promuovere i suoi accessori in collaborazione con l’e-commerce Farfetch, mentre quest’ultima, con Prada, si è lanciato in sperimentazioni proponendo camerini di prova digitale su Snapchat. I brand moda, dunque, si stanno cimentado in un gioco lungo e ancora incerto per catturare l’attenzione dei più giovani, proprio quelli che formeranno la base dei consumatori in un non troppo lontano futuro. Tuttavia non sono gli unici a strizzare l’occhio al metaverso: Chris Martin il solista dei Coldplay, nato nel 1977 – quanto di più lontano si possa immaginare da un appartenente alla GenZ – in Higher Power danza circondato da avatar e ne imita a tratti persino gli scatti ancora poco fluidi riscontrabili in alcuni celebri videogiochi. 

AUROBOROS E IL “CAMERINO DIGITALE”

Non appare dunque fuori luogo il fatto che Auroboros sarà il primo marchio di moda digitale a presentarsi in una Fashion Week ufficiale, quella di Londra, debuttando proprio il giorno della sua apertura, ovvero il prossimo 12 giugno. Il duo, composto da Paula Sello e Alissa Aulbekova, in quell’occasione presenterà quattordici item utilizzando modelli fisici, che però indosseranno indumenti digitali. Per l’occasione è prevista anche la possibilità di provare questi item in realtà aumentata utilizzando la tecnologia Snapchat: un modo per arrivare  effettivamente al consumatore finale, insomma per vendere e poter davvero indossare questi capi. L’acquirente può inviare una foto e Auroboros adatterà digitalmente l’oggetto in questione al suo corpo, rispedendo il tutto al mittente che potrà così farne un uso a piacere sui propri social.

Auroboros dettaglio spallina abito
Auroboros dettaglio spallina abito

L’ENTRATA DELLA MODA DIGITALE

Questo genere di tecnologia è già da tempo utilizzata nei videogiochi e nei film. Paula Sello ha studiato fashion alla University of the Arts London e sociologia alla University of London Goldsmiths, mentre Alissa Aulbekova design alla International School for Creative Arts and Communications della Central Saint Martins di Londra, il che significa che molte delle loro abilità tecniche sono autodidatte. Raramente i creativi di questo settore dispongono delle capacità di progettazione digitale di cui si sono dotate Sello e Aulbekova: per questo, presentare design digitale nello stesso contesto in cui vengono proposti i lavori fisici di altri marchi, potrebbe aiutare il concetto di moda digitale a sfondare in un pubblico più tradizionale rispetto a quello già attento a questo tipo di presentazioni, al momento composto per lo più da connoisseur e artisti. 

IL FUTURO DELLA SOSTENIBILITÀ DELLA MODA

Anche questo è un modo di tenersi aperti verso l’accelerazione in atto in questo settore, soprattutto ora che il concetto di sfilata tradizionale è stato rifiutato da molti brand. Pensare ai dispositivi indossabili digitali come a qualcosa di più di semplici skin in-game, potrebbe avere un impatto positivo sulla sostenibilità che per la moda rappresenta da sempre il tallone d’Achille?  Di certo l’estetica di Auroboros ispirata alla natura e in particolare agli organismi viventi è un’indicazione che va in questa direzione.  

– Aldo Premoli

www.auroboros.co.uk/how-to

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive a Noto e Cernobbio. E poi New York e Washington, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio e fornisce consulenze ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. In questo periodo ha tenuto conferenze in tre continenti per Ice, Anci e Aimpes e curato esposizioni che fanno da ponte tra arte e moda. Tra il 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Attualemnte è blogger di “Huffington Post”, columnist de “Linkiuesta”, direttore della piattaforma super local SudStyle.it. Senior curator di San Sebastiano Contemporary a Palazzolo Acreide. A Catania ha fondato l’onlus Mediterraneo Sicilia Europa, che si occupa di integrazione scolastica di minori in difficoltà. Nel 2021 ha fondato La Cernobbina Artstudio. Svolge la sua attività di visiting professor per Accademie del nord come del Sud della penisola.