Fashion Film Festival Milano 2021. Programma e novità della settima edizione

Il Festival che coniuga cinema e moda quest’anno si svolgerà in modalità digitale, con 200 film in concorso. Ecco come seguire l’evento

Fashion Film Festival Milano - foto Facebook
Fashion Film Festival Milano - foto Facebook

La moda è un tessuto di informazioni, una trama che connette corpi, scene, mondi. I suoi appetiti sono accuratamente selezionati, i suoi prodotti sono altamente codificati perché riveste i corpi come una seconda natura; una seconda pelle mentale e artificiale che rivela il nostro essere sociale, la nostra identità relazionale. Dal momento in cui la pervasività della comunicazione investe corpi, culture e società, il corpo diviene uno scenario attraversato da una molteplicità di codici in transito, luogo di individuazione, lettura e interazione col mondo; soglia e varco d’accesso per soggettività dilatate, moltiplicate e disseminate nei flussi della comunicazione. Dire moda allora non significa parlare semplicemente del tempo, di quella legge che guida il consumo nel tardo capitalismo, dell’abito o del costume bensì riflettere su universi di problemi e opportunità che interessano l’attuale società di viaggiatori, dentro e fuori dalle reti.

LA MODA: UN CAMPO POLISEMANTICO DI SAPERI E MUTAMENTI

Oggi la moda parla attraverso una grande varietà di canali: dalle riviste ai blog, dagli store ai social media, avendo modificato più volte i propri valori ed estetiche, armonizzando con la visione dell’antropologia contemporanea secondo cui non esiste nulla di naturale nel corpo, poiché in ogni cultura il corpo è riempito di codici, significati, segni e simboli che lo pongono in relazione col mondo o più mondi. Posizione di cui è debitore il concetto di bodyscape: il corpo-paesaggio, il corpo-panorama, il corpo-medium, il corpo che ci permette di sentire oltre che apparire; lo sguardo “eroptico” che nel concetto di seduzione non vede solo una vocazione erotica bensì antropofagica e di interferenza culturale. La moda allora diventa, come hanno teorizzato i Fashion Studies, un campo polisemantico: luogo di molteplici saperi e osservatorio privilegiato dei mutamenti del sociale. Al punto che riflettere sulla moda significa prendere in considerazione non solo i suoi circuiti ristretti, la dimensione dell’effimero e del lusso, ma anche una pluralità di conoscenze, vite reali, immaginate e strategie di combinazione a-gerarchiche che la disseminano nel quotidiano, in cui l’estetica è diventata la maniera privilegiata attraverso cui parlare dell’essere come apparire e delle forme del sentire.

Fashion Film Festival Milano - foto Facebook
Fashion Film Festival Milano – foto Facebook

DAI FASHION STUDIES AL FASHION FILM FESTIVAL MILANO

Potremmo dire che l’eredità dei Fashion Studies in Italia sia stata raccolta sette anni fa dal Fashion Film Festival Milano, fondato nel 2014 da Costanza Cavalli Etro con l’obiettivo di avvicinare la città di Milano a una delle sue più prestigiose industrie, la moda, affrancandola da quell’etichetta di “superficialità” che spesso la riveste come uno stigma e affrontando attraverso la narrazione cinematografica, documentaristica, pubblicitaria o più in generale audiovisiva molte tematiche di attualità che riguardano il sistema e il mondo in cui viviamo, in cui l’ambiente, la delocalizzazione produttiva, i rapporti tra culture, la diversità e l’inclusività suonano come argomenti imprescindibili. Ultimo ma non per in importanza, con alle spalle l’annus horribilis in cui inaspettatamente abbiamo dovuto confrontarci con una pandemia globale: il digitale, “croce” e scommessa per la nostra bulimia ‘tragittiva’ e narrativa. L’edizione del 2021 presenta alcune novità, da un lato la collaborazione con la Camera Nazionale della Moda Italiana, dall’altro la partecipazione alla Fashion Week Uomo dal 13 al 18 gennaio, nelle stesse date del festival.

LA SCOMMESSA DEL DIGITALE E TRE PIATTAFORME PER I FILM

I film e documentari che solitamente trovavano spazio in sala, sono quindi visibili su tre piattaforme in contemporanea: quella di CNMI fashionfilmfestivalmilano.cameradellamoda.it, il sito ufficiale del festival fffmilano.com e su MyMovies.it per tutti coloro che hanno maggiore familiarità con il cinema, rispetto ai canali di informazione e comunicazione della moda. La selezione ufficiale comprende 200 fashion film in Concorso, degli oltre 1000 ricevuti, provenienti da 60 paesi, tra cui Islanda, India, Brasile, Cina, Vietnam e Messico. Mentre per i contenuti fuori Concorso, sulla piattaforma fashionfilmfestival.cameradellamoda.it ogni giorno ci sarà una sezione speciale dedicata al Made in Italy e alla creatività italiana “The World of Italian Fashion Films”, sei Conversazioni con personaggi di rilievo, cinque Premier di Lungometraggi e due progetti che rientrano nei due filoni dedicati all’attualità: #FFFMilanoForGreen e #FFFMilanoForWomen.

– Carlotta Petracci

www.fashionfilmfestivalmilano.cameramoda.it

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Sempre in bilico tra arte e comunicazione, fonda nel 2007 White, un'agenzia dal taglio editoriale, focalizzata sulla produzione di contenuti verbo-visivi, realizzando negli anni diversi progetti: dai magazine ai documentari. Parallelamente all'attività professionale svolge un lavoro di ricerca sull'immagine prestando particolare attenzione alla sua relazione con altri media e forme espressive, in primo luogo la musica. Di cui ama scrivere ma che rappresenta un elemento essenziale della sua identità di filmmaker, nei documentari quanto nelle videoinstallazioni. Appassionata di filosofia, sociologia, antropologia e, nell'accezione più ampia e nomadica, di tutte le scienze, fa convergere i suoi svariati interessi in un approccio ai contenuti, in uno sguardo e in uno stile di scrittura assolutamente cross-disciplinari.