La collezione fashion di Donald Trump per la primavera/estate 2020: verso il voto elettorale

Su Amazon e ovunque sono in palio i calzini di Donald Trump. Una astuta mossa verso le elezioni americane

Trump Socks
Trump Socks

Altro che i florilegi linguistici come l’hapax legomenon del sofisticato professor Cacciari. Qui siamo di fronte a un modo di comunicare capace di mettere insieme parole (poche) e immagini pop con un’efficacia straordinaria che accomuna il marketing politico a un vero e proprio gesto concettuale: come non trovarlo inconsciamente “geniale”? Chi ha messo insieme un dardo di questo tipo sa esattamente cosa sta facendo, a chi parla e cosa vuole ottenere. Qui di inconscio non c’è niente. Il messaggio l’ho ricevuto nella mia casella mail pochi giorni fa: non sono un elettore americano, ma frequento per professione anche piattaforme di chiara ispirazione repubblicana. Esattamente la mail mi è arrivata il giorno 10 settembre in pieno svolgimento della Fashion week di New York. Solo un caso?

GLI SLOGAN

Fondo rosso per uno still life di calzini da runner blu, con stelle e strisce all american flag. Sopra e sotto i claim: “La sinistra scatenata fa di nuovo paura, se vuoi rendere di nuovo grande l’America, Trump ha bisogno del tuo aiuto! Questo è il modo di mostrare il tuo supporto ovunque vai! E per di più puoi ottenere il tuo paio GRATIS. Clicca qui per ricevere i tuoi calzini Trump 2020! Ricorda che avremo solo una possibilità in più per difendere l’America, perché se la sinistra vince sa già cosa accadrà ad ogni vero patriota!”. Per dare il giusto valore a questa comunicazione devo fare riferimento a un ricordo personale. Nell’agosto del 2016 a Washington D.C. in visita al Newseum mi è capitato di imbattermi in una scolaresca appena scesa da un pullman proveniente dall’Ohio, alunni di una secondaria regolarmente accompagnati dai loro insegnanti. Molti di loro indossavano la stessa T-Shirt immacolata con una parola formata da quattro lettere maiuscole stampata sul petto: TRUMP. Alla Casa Bianca che da quel Museo dista esattamente 24 minuti a piedi risiedevano, vezzeggiati dai media occidentali, Barack e Michelle Obama. Hillary Clinton sembrava certo dovesse succedergli. Le T-Shirt bianche di quei ragazzini biondi incontrati nel coffee shop sono state un colpo al cuore: sicuri, sicurissimi che il buffo tycoon fosse solo una comparsa destinata a durare pochi mesi? Nessuno tra i commentatori politici che affollano i nostri salotti televisivi ci avrebbe scommesso un penny… e infatti

IL CELEBERRIMO TRUMP

Donald Trump era un personaggio celebre molto prima di divenire il Commander in chief. Celebre non solo per il suo patrimonio, ma soprattutto per il suo stile di vita, le strategie di gestione del marchio e ai numerosi camei in film e serie televisive. Popolare anche per le apparizioni in concorsi di bellezza come Miss Usa (di cui è stato proprietario dal 1996 al 2015) e per la conduzione dello show televisivo The Apprentice  (tra il 2004 e il 2015). Proprio a partire dalla prossima primavera 2020 la campagna elettorale americana entrerà nel vivo. La strategia adottata dal Presidente si concretizzerà nel dare priorità diverse al voto suburbano, a quello delle donne, ad ostacolare quello dei neri, ad orientare quello latino della Florida, a insistere sul voto rurale, a soprattutto sin da ora si è focalizzata sulla “base” cioè assicurarsi che i repubblicani più di destra vadano a votare a milioni. A dire il vero i Trump socks sono presenti in svariate versioni da tempo anche su Amazon E c’è anche il modello Trump dump: ma il Presidente con il ciuffo giallo-arancio è tutto fuorché uno sciocco. Psicopatico stando all’Enciclopedia Treccani non è affatto sinonimo di sciocco.

Aldo Premoli

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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive tra Noto e Cernobbio. E poi New York e Washington dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio, che fornisce consulenze ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Blogger di Huffington Post ha fondato a Catania, l’Onlus Mediterraneo Sicilia Europa che si occupa di integrazione scolastica di minori in difficoltà.