Passerelle pop. Calvin Klein annuncia partnership artistica con la Andy Warhol Foundation

La nota maison e la fondazione creata dal noto artista pop hanno stretto una partnership che garantirà al brand, fino al 2020, l’accesso e l’utilizzo delle opere di Warhol per le sue collezioni. In cambio la Calvin Klein aiuterà la Andy Warhol Foundation a sostenere e promuovere l’arte contemporanea

Andy Warhol, Vesuvius (nero), 1985. Collezione Intesa Sanpaolo © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc. by SIAE 2017
Andy Warhol, Vesuvius (nero), 1985. Collezione Intesa Sanpaolo © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc. by SIAE 2017

È all’insegna del glamour, del fashion e del pop la partnership recentemente annunciata dalla maison Calvin Klein. Il noto brand di moda infatti ha rivelato di avere stretto una collaborazione pluriennale con The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, la fondazione creata nel 1987 da Andy Warhol per sostenere l’arte contemporanea. Fino al 2020, la Calvin Klein supporterà la fondazione nella distribuisce di sussidi a favore della creazione, presentazione e documentazione dell’arte visiva contemporanea. In cambio, la casa di moda avrà un accesso senza precedenti alle opere dell’artista, incluse quelle finora mai esposte in pubblico.

UN RAPPORTO CHE RISALE AGLI ANNI SETTANTA

Il rapporto che unisce Andy Warhol e la moda risale agli anni giovanili dell’artista, quando le sue bizzarre raffigurazioni di scarpe attiravano l’attenzione su Vogue e Harper’s Bazaar. Negli anni Settanta, quando Warhol conobbe una nuova generazione di stilisti newyorchesi che includeva anche Calvin Klein, la relazione divenne più personale. Klein, in quegli anni, si era posto l’obiettivo di dare un imprinting squisitamente americano alle sue creazioni, ideale che si trovava in linea con gli interessi e il mood di Warhol. Il primo step della partnership tra la maison e la fondazione è stato avviato lo scorso settembre, in occasione della sfilata Primavera 2018 della linea CALVIN KLEIN 205W39NYC.  La collezione, creata da Raf Simons e disponibile nei punti vendita a partire da gennaio 2018, include una serie di capi su cui sono state “stampate” una selezione di opere di Warhol. Le serigrafie utilizzate per la sfilata sono ispirate al cinema, a Hollywood, al sogno – e anche all’incubo – americano. I capi rappresentano i ritratti dell’amica di Warhol e collezionista d’arte Sandra Brant (1971) e della star del cinema Dennis Hopper (1971), oltre a Knives (1981–82), Electric Chair (1964–65), e Ambulance Disaster (1963–64), opere tratte dalla serie intitolata Death and Disaster. La collezione include inoltre capi prodotti dietro licenza e in collaborazione con Hopper Goods, un brand ispirato alla vita e allo spirito dell’attore e fotografo Dennis Hopper.

IL DESTINO DELLE OPERE DI WARHOL

“Mi sono reso conto che il genio di Warhol va più in profondità dei vivaci dipinti che ritraggono le lattine di Campbell”, ha dichiarato Raf Simons. “Ha ritratto tutti gli aspetti dell’esperienza americana, incluso talvolta i suoi lati più oscuri. L’arte di Warhol racconta più verità su questa nazione di quante se ne possano trovare altrove”. La partnership non solo permetterà alla Calvin Klein di accedere alle opere di Warhol e di utilizzarle per le sue creazioni, ma anche di svelare e di rendere fruibili attraverso la moda quelle che ancora non sono mai state esposte in pubblico.  “Sono orgoglioso del fatto che tramite questo accordo di licensing con The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Calvin Klein proseguirà il suo impegno di lunga data di celebrazione degli artisti americani e del loro prolifico lavoro”, ha dichiarato Steve Shiffman, Chief Executive Officer di Calvin Klein, Inc. “Non vedo l’ora di vedere questa partnership implementata a più livelli dell’esperienza che Calvin Klein offre ai suoi consumatori”.

– Desirée Maida

http://warholfoundation.org/

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.