Artisanal Intelligence. Il Grand Tour di Altaroma

“A.I. Artisanal Intelligence”, il progetto creativo di Altaroma curato da Clara Tosi Pamphili e Alessio de’ Navasques, affronta per l’edizione estiva della kermesse capitolina il tema del viaggio. Nel duecentesimo anniversario dalla pubblicazione di “Viaggio in Italia” di J.W. Goethe, Roma è diventata la meta di arrivo e di partenza per artisti, artigiani e designer contemporanei, che costruiscono così i tratti distintivi della loro identità creativa.

Celeste Pisenti, A.I. Grand Tour, Roma 2016, photo Andrea Buccella
Celeste Pisenti, A.I. Grand Tour, Roma 2016, photo Andrea Buccella

CREATIVITÀ IN VIAGGIO
Che ad Altaroma si siano messi in testa di offrire un viaggio di quattro giorni con destinazione “creatività” è evidente. E se Tale(nt) of Rome e Road to Style sono le due tappe fondamentali di un percorso urbano volto a valorizzare e promuovere le realtà artigiane locali attraverso un contest di marketing territoriale, il tema del viaggio sembra essere il filo conduttore dell’edizione estiva della manifestazione capitolina. Ne sanno qualcosa ad A.I. Artisanal Intelligence – progetto curato da Clara Tosi Pamphili e Alessio de’ Navasques negli spazi dell’Ex Dogana di San Lorenzo, dall’8 all’11 luglio – che, a duecento anni dalla pubblicazione di Viaggio in Italia di J.W. Goethe, propone la forza del viaggio come esperienza fondamentale per costruire la propria identità, passando, in un percorso onirico, dalle rovine di Roma agli scavi di Pompei. Ed è subito Grand Tour nella creatività italiana e internazionale con ricercati e attenti giri di giostra nell’universo dell’artigianato, del design, della moda e, novità, dell’arte contemporanea. Non che nelle precedenti edizioni non ci fosse la visione colta di portare ad Altaroma giovani e promettenti creativi, ma la news è che da questa edizione, in previsione delle prossime, A.I. si fa carico della produzione degli artisti che espongono le loro opere nella Capitale. Come ogni anno, A.I. dà spazio all’artigianato in tutti le sue forme – giovani designer ma anche laboratori storici che ripartono dalle nuove generazioni, come il lanificio di cachemire Cesare Gatti, rilanciato dal nipote con tinture speciali e la rivisitazione di tecniche antiche. A.I., e questa è la novità, consolida il suo rapporto con l’arte contemporanea, con gallerie e musei, invitando, ospitando e sostenendo ogni anno la produzione di un giovane artista, chiamato a esporre un progetto site-specific. Questa edizione vede protagonista il viaggio raccontato da Ophelia Finke.

Roman Micromosaic, A.I. Grand Tour, Roma 2016, photo Andrea Buccella
Roman Micromosaic, A.I. Grand Tour, Roma 2016, photo Andrea Buccella

ALLE ORIGINI DEL PIXEL
Il luogo interiore e lo spazio esteriore, l’avventura intima e la scoperta dell’esterno per creare il mito di se stessi, guardando oltre nella continua ricerca del bello, con una mitologia personale che valorizza l’estetica nelle sue diverse sfaccettature, spaziando dall’architettura all’artigianato e promuovendo l’heritage e la tradizione, ancor più se rivisitata attraverso l’occhio della sperimentazione, sono i punti cardine della rassegna.
Microcosmi che formano macrocosmi così come artisti e designer realizzano opere d’arte con la tecnica del micromosaico, da cui tutto parte per la creazione dell’immagine e dove le microtessere rappresentano, in lavori storici come quello del laboratorio Faraoni 137 o contemporanei, l’origine del pixel attuale. Per Clara Tosi Pamphili. “Il Grand Tour è il modo di completare la formazione in Europa per tutti i creativi. In questa occasione si parte dal micromosaico inteso come archetipo del pixel, il primo modo per portarci dietro, su uno schermo, l’immagine. Da qui la selezione di designer che vengono dal Giappone, dall’Ungheria, dall’Inghilterra, dalla Germania e che completano la loro formazione in Italia, insieme naturalmente agli italiani, rispettando il parametro della produzione Made in Italy”.

Ophelia Finke, A.I. Grand Tour, Roma 2016, photo Andrea Buccella
Ophelia Finke, A.I. Grand Tour, Roma 2016, photo Andrea Buccella

L’ARTE CONTEMPORANEA E OPHELIA FINKE
Artisti come ricercatori di miniere creative, tesori da preservare e promuovere che spaziano dalla “chimica romantica” dei copricapi dei giovani cappellai del Settecento alle raffinate e lussuose calzature di Manfredi Manara fino alle originali cappe di Theodora Bak, passando per i tessuti ungheresi di Boglàrka, che, in un gioco di trama e ordito, reinterpretano i pavimenti cosmateschi. La parte che compone il tutto è espressione dello studio di Livia Cannella, in cui il pixel è l’archetipo per proiezioni-racconto su “tessuto urbano”, in quelle che l’artista definisce “scene di luce”. Nel viaggio letterario e cinematografico di A.I., l’atmosfera evoca Charles Dickens, James Joyce, Roberto Rossellini, Peter Greenaway, James Ivory. E all’Ex Dogana trova dimora l’installazione dell’artista special guest Ophelia Finke, che la Catlin Art Guide ha definito nel 2014 come la più talentuosa giovane inglese del momento e che, lavorando tra Londra e Berlino, ha collaborato con la moda nella campagna primavera estate 2015 di McQ Alexander McQueen.
“È la mia quinta volta a Roma dopo essere venuta da piccola”, afferma l’artista. “Ritorno dopo dieci anni. Clara e Alessio amano l’arte e mi hanno selezionato ospitandomi ed è per me una grande opportunità. Lavoro spesso con automobili, motociclette e materiali considerati maschili. Questa grande jeep bianca rappresenta, in una versione moderna, l’elefante bianco di Annibale e il ritorno del guerriero a Roma, città che ama. Anche il dio Pan, nell’istallazione “To Rome with love”, è affascinato dalla Capitale e il mood è quello dell’esplorazione, della scoperta, dove i limoni diventano il simbolo dell’Italian lifestyle”, racconta Finke.

Maria Sole Ferragamo, A.I. Grand Tour, Roma 2016, photo Andrea Buccella
Maria Sole Ferragamo, A.I. Grand Tour, Roma 2016, photo Andrea Buccella

SPAZIO AL DESIGN
Tra i designer in mostra, Celeste Pisenti e Stefano Russo narrano con la loro “chimica romantica”, attraverso abiti, immagini e accessori, l’amore per la sperimentazione e l’incontro con il neoclassicismo, Gergei Erdei riporta le reliquie della Città Eterna sulle texture incrostandole di poesia. Eppur si muove è invece il titolo del progetto di Maria Sole Ferragamo i cui accessori, grazie all’heritage di famiglia, sono evoluzioni di elementi rinascimentali, come le crinoline e le gorgere, per le quali la designer utilizza la tecnica dell’intreccio geometrico su materiali in pelle. Period Features, brand del giapponese Masakatsu Tsumura, poi, affianca l’utilizzo di materiali ecosostenibili alla passione per l’artigianato. La creatività lascia il segno ad Artisanal Intelligence, che si conferma sempre più un grande appuntamento all’insegna della cultura.

Gustavo Marco P. Cipolla

www.artisanalintelligence.it

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Gustavo Marco P. Cipolla
Classe 1984, calabrese di origini, romano di adozione, Gustavo Marco P. Cipolla è un cittadino del mondo. Ama viaggiare, quando gli è possibile, e confrontarsi con realtà e culture sempre differenti. Le sue esperienze formative e professionali sono diverse: dalla Laurea in Relazioni Internazionali ai Master in Marketing e Comunicazione degli Eventi artistici, culturali e dello spettacolo e in Comunicazione e Giornalismo di Moda. Collabora con alcune testate dove scrive, senza la pretesa di essere un critico, di moda, arte e cultura. È stato stagiaire nelle Organizzazioni Internazionali e ha svolto, e svolge, l’attività di press officer nel mondo della musica, nell’universo della moda e ha anche curato l’ufficio stampa di alcune compagnie teatrali indipendenti. Crede fermamente nel talento (degli altri) e sostiene che i giovani di oggi, grazie alle giuste opportunità, diventeranno gli adulti di domani.