Il gallerista Antonio Colombo vende le bici Cinelli agli americani di Asobi

Vincitrice del Compasso d’Oro e produttrice di biciclette che hanno fatto la storia, la Cinelli passa al manager della moda texano Victor Luis. Il presidio della creatività, tuttavia, rimarrà invariato, allo scopo di preservare il made in Italy. Dietro all’operazione il noto gallerista

Cinelli, Laser by Keith Haring and Antonio Colombo, 1987
Cinelli, Laser by Keith Haring and Antonio Colombo, 1987

Era il 1947 quando Cino Cinelli, ex corridore professionista, fondava a Milano l’omonimo marchio che in breve tempo sarebbe diventato leader nella produzione di manubri per bici e attacchi da corsa. Oggi la Cinelli, simbolo d’eccellenza della milanesità su due ruote, passa insieme all’altrettanto storico produttore di tubi Columbus nelle mani di Asobi Ventures, fondo di investimenti del manager della moda texano Victor Luis, che ne ha acquistato la quota di maggioranza. Alla base della trattativa c’è l’imprenditore Antonio Colombo, Presidente di Gruppo Srl (società che controlla i due marchi), assai noto nell’ambiente artistico per essere a capo, dalla fine degli anni Novanta, della galleria Antonio Colombo Arte Contemporanea di via Solferino a Milano.

Cinelli 2008, Supercorsa, RVCA Barry McGee
Cinelli 2008, Supercorsa, RVCA Barry McGee

 

CINELLI, LA STORIA DEL DESIGN MILANESE

Un importante pezzo di storia dell’artigianato milanese vola quindi oltreoceano. Si tratta, tuttavia, di una dipartita solamente finanziaria: i centri produttivi e di sviluppo resteranno in Italia, mentre Colombo manterrà una quota nel capitale e soprattutto un ruolo attivo nella direzione creativa e strategica della società. Un presidio destinato a garantire continuità al made in Italy e all’identità dell’azienda, che negli anni ha visto le incursioni dei più importanti designer: dal 1979 infatti, quando Colombo ne prese le redini, la Cinelli si è avvalsa della collaborazione di grandi firme come Alessandro Mendini, Italo Lupi e Denis Santachiara. Negli anni Ottanta poi ha prodotto biciclette iconiche come la Laser, vincitrice di un Compasso d’Oro e nel 1991 il Rampichino, la prima mountain bike europea.

Cinelli Rampichino, 1986
Cinelli Rampichino, 1986

CINELLI, L’ACQUISIZIONE DI ASOBI VENTURES

Ora, con l’acquisizione da parte del fondo texano, Cinelli fa un ulteriore passo in avanti, approdando nel campo della moda: l’intenzione è quella di sviluppare linee di abbigliamento sportivo e accessori con il marchio dell’azienda. I termini della cessione non sono stati resi noti, ma da quanto è trapelato l’accordo permetterà di far salire il fatturato dagli attuali 8-9 milioni di euro ai 15-20 milioni già dal prossimo anno. “Ho riconosciuto in Victor Luis la perfetta comprensione della mia visione di fondere il ciclismo con l’arte la cultura il design la tecnologia e la competizione, unita a un’indiscussa e comprovata capacità manageriale e organizzativa“, ha commentato Antonio Colombo, “felice di essere ancora a bordo di questa astronave a due ruote per esplorare le galassie del nuovo ciclismo“. 

– Giulia Ronchi

cinelli.it

 

 

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.