A Milano la Repubblica del Design punta sull’economia circolare per il prossimo Fuorisalone

L’associazione radicata nel quartiere post-industriale di Bovisa unisce le forze con Fondazione di Comunità Milano, associazioni e start-up di zona per sostenere un progetto che trasforma la plastica in oggetti virtuosi, dalla comunità locale per la comunità locale.

Monumento del design ideato da Ghigos con gli studenti di Design del Politecnico e realizzato con materiale di recupero
Monumento del design ideato da Ghigos con gli studenti di Design del Politecnico e realizzato con materiale di recupero

L’economia circolare ci rende più indipendenti e incoraggia la nostra resilienza. Questo giova non solo al nostro ambiente, ma riduce la dipendenza accorciando e diversificando la filiera produttiva”. La dichiarazione della presidentessa della Commissione Europea Ursula von der Leyen (cit. Bloomberg Green, 16 aprile 2020) riassume in poche righe le stesse motivazioni che hanno condotto la Fondazione di Comunità Milano ad assegnare la prima edizione del Bando 57 all’Associazione Repubblica del Design per Da cosa nasce cosa. L’iniziativa ha come obiettivo di essere un attivatore di risorse, generando welfare a lungo termine per il quartiere – siamo alla Bovisa, ex-quartiere industriale circondato dalla ferrovia e tagliato in due dai binari, oggi in via di riqualificazione grazie proprio al design – e per tutta la città.

Salone del Mobile a Rho Fiera
Salone del Mobile a Rho Fiera

IL PROGETTO E COME FUNZIONA

Insieme ad un nutrito gruppo di partner come l’Associazioni Revel, BovisAttiva, Bepart Società Cooperativa Impresa Sociale, la start-up innovativa società benefit Frieco, il gruppo di ricerca DHoC del Dipartimento di Design – Politecnico di Milano, il Municipio 9 e lo studio di progettazione Ghigos, Davide Crippa, architetto e fondatore dello studio, spiega come il semplice paradigma espresso dal detto Da cosa nasce cosa porti in sé la potenzialità di sviluppo di un processo naturale, non imposto, bensì in grado di gettare basi necessarie a farlo radicare nel territorio. I quartieri milanesi interessati dall’intervento sono: Lancetti, Isola, Dergano e Bovisa.  La materia prima è la plastica, in particolare le confezioni monouso, e ad essa si sono andate ad aggiungere anche le mascherine esauste. Il processo inizierà ad aprile, a ricordare simbolicamente la Design Week mancata, quando verranno installati contenitori speciali brevettati e messi a disposizione dalla start-up Frieco, co-sponsor con Fondazione Comunità Milano, che compattano le plastiche e sanificano e selezionano i componenti delle mascherine restituendo materia prima e seconda riutilizzabile e certificata. Le numerose realtà creative operanti nei quattro quartieri coinvolti progetteranno manufatti di uso pubblico come sedute e altri elementi di arredo urbano. I fablab limitrofi, tra cui Design Differente, saranno il braccio operativo di questo processo partecipativo, portando i progetti dalla carta alla realtà abitata. Ad arricchire l’esperimento di urbanismo tattico, BePart, fondatore del MAUA realizzato a Milano e a Torino e Ghigos coordineranno workshop che facciano rinascere opere d’arte dai rifiuti, unendo oggetti di design e realtà aumentata.

VERSO LA DESIGN WEEK

A settembre, durante la settimana del Salone del Mobile, saranno presentati i prototipi alla comunità del design internazionale grazie a un partner d’eccellenza. I primi contributors che hanno fatto accendere le macchine di Frieco sono proprio i fondatori della Repubblica del Design che hanno donato il “Monumento del Design” ideato nel 2019 da Ghigos con gli studenti del PoliMi.  Si tratta di un processo partecipativo iniziato già nel 2019 con l’”Urbanistica della gentilezza” che restituisce qualità allo spazio urbano ed ai suoi abitanti, li coinvolge in prima persona riconoscendogli la co-autorialità e valorizzando gli imprenditori che si avvicinano all’iniziativa con un approccio b-corporation. Nella più ampia visione del progetto, l’idea è quella di donare al distretto piena accessibilità degli stampi dei manufatti creati, per far sì che l’iniziativa non sia un episodio isolato ma un processo continuativo di rigenerazione, di economia che muova circolarmente la filiera e che concretamente chiuda il cerchio.

Flavia Chiavaroli

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Flavia ChiavarolI
Architetto, exhibition designer e critico freelance. Osservatrice attenta e grande appassionata di architettura ed arte moderna e contemporanea riporta la sua esperienza nell’organizzazione di workshop, collabora con artisti e fotografi e aggiornando i principali social network. Dal 2012 si occupa di progettazione di mostre ed eventi.