Le scarpe del contadino. Aldo Premoli ricorda Enzo Mari

È scomparso il grande designer Enzo Mari. Il ricordo di Aldo Premoli dal Salone del Mobile del 2013

Enzo Mari. Foto di Ramak Fazel
Enzo Mari. Foto di Ramak Fazel

Ci ho messo anni a capire che cosa mi stava dicendo. E lo riporto qui senza troppi aggettivi. Ero andato a trovarlo per un’intervista: c’era il Salone del Mobile in arrivo a Milano, l’occasione perfetta per contattare un maestro assoluto del design. Mari era bello e carismatico, asciutto nei tratti e nelle parole. Facile pensare che Lea Vergine lo abbia amato perdutamente per tutta la vita. In ogni caso era il 2013 Mari mi aveva ricevuto nella sua casa milanese e io avevo esordito con le solite domande generiche (a ripensarci cretine) sul significato del design. E lui lasciandomi interdetto mi ha risposto così.

LE SCARPE DEL CONTADINO

Cito a memoria: “quando un contadino muore da dove vengo io gli si levano le scarpe. Eh… le scarpe erano cosa preziosa per un contadino all’inizio del secolo scorso… difatti arrivati a quella che si poteva considerare allora un’età adulta ti spuntava da qualche parte un calzolaio che bussava alla porta di casa  armato di due tipi di pelle, quella per la tomaia e quella più dura per la suola. Il calzolaio ti faceva salire su uno sgabello disegnava le misure del piede sui pellami e se ne andava.  Dopo qualche tempo ricompariva con un paio di preziosissimi scarpini… da morto le scarpe però a te non servono più , ma possono essere estremamente utili al tuo fratello minore, o a tuo figlio che ormai è diventato adulto anche lui o qualcun altro in famiglia… però portare al cimitero un morto senza scarpe non è dignitoso né tantomeno giusto… e allora che si fa? si prende della carta, qualsiasi tipo di carta, la si mette a bagno, la si pressa e poi si modella… sulla forma del piede del defunto naturalmente… si lascia asciugare e poi la si dipinge di nero… con qualsiasi mezzo a disposizione… difficilmente lucido da scarpe, più facilmente fuliggine ricavata dal legno bruciato nel camino… il decoro è salvo e la scarpa quella vera continua la sua vita – utilissima – ai piedi di qualcun altro che ne ha davvero bisogno… ecco il design è questo”. 

LA LEZIONE SUL DESIGN

Non posso dire di averne colto allora tutta la straordinaria profondità di questo racconto.  Oggi lo trovo perfetto da ogni punto di vista: politico, ambientale ed estetico. Addio maestro Mari. Grazie.

Aldo Premoli

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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive a Noto e Cernobbio. E poi New York e Washington, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio e fornisce consulenze ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Blogger di “Huffington Post”. Direttore della piattaforma super local “SudStyle.it”; senior curator di San Sebastiano Contemporary a Palazzolo Acreide; a Catania ha fondato l’onlus Mediterraneo Sicilia Europa, che si occupa di integrazione scolastica di minori in difficoltà. Dal 2020 visiting professor presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.