Fuorisalone. Chiude Ventura Projects, incubatore di talenti e connettore tra nord e sud Europa

Dopo dieci edizioni di successo e alcuni cambi di location, il progetto italo-olandese si arrende alla crisi del Coronavirus. È la fine di un’era, e – forse – il momento di ripensare tutto il sistema.

Rapt Studio TABLE 3, Ventura Centrale 2020
Rapt Studio TABLE 3, Ventura Centrale 2020

Tra le vittime del coronavirus c’è anche uno degli appuntamenti fissi del Fuorisalone milanese. Lo ha annunciato attraverso un comunicato stampa Margriet Vollenberg, fondatrice e direttrice artistica del progetto che, negli anni, ha saputo diventare un punto di riferimento per il design sperimentale e gli showcase delle scuole, a Milano e su altre piazze internazionali. “Dopo 10 edizioni di successo e quando eravamo già pronti per l’undicesima edizione durante la Milano Design Week 2020, Ventura Projects non è più fattibile” ha spiegato. La crisi ha colpito duramente l’intero settore degli eventi, che difficilmente può fare a meno della socialità, e in particolare quello del design, con il rinvio (prima) e la cancellazione (in un secondo momento, quando è stato chiaro che la pandemia non si sarebbe risolta in tempi brevi) del Salone del Mobile e della design week. “Sfortunatamente, queste cancellazioni hanno avuto un impatto enorme e irreversibile (sulle attività di Ventura Projects)” aggiunge “Ho trascorso molte notti insonni a chiedermi se e come avrei potuto salvare o trasformare la mia azienda per adeguarmi a una nuova normalità per essere ancora in grado di servire il mondo del design e attivare talenti come abbiamo sempre fatto. È quindi con grande dolore nel cuore che sono giunta alla conclusione che non è più possibile costruire il mio sogno, e quindi i sogni di molti designer e studi di design. Le circostanze attuali non mi lasciano altra scelta”.

IL FUORISALONE: BALLETTO DI INVESTIMENTI E NUOVE PROSPETTIVE

È una brutta notizia per tutto il sistema design, che perde, oltre a un efficace format che ha contribuito a lanciare giovani progettisti poi diventati famosissimi come l’olandese Maarten Baas e location destinate a brillare, un importantissimo “connettore” tra il nord e il sud Europa, con le loro visioni diverse del progetto. È, anche, un campanello d’allarme per gli altri attori del Fuorisalone che può portare a una riflessione sul senso stesso dell’evento e sulle modalità del suo svolgimento. Su come, per esempio, una manifestazione nata dal basso, come atto di protesta nei confronti della fiera, e scelta da molti brand come alternativa (allora) più economica e meno ingessata a una più tradizionale presenza tra i suoi stand, sia diventata nel tempo una giostra impazzita in cui i prezzi continuano – o forse dovremmo dire continuavano – a salire e in cui anche le proposte meno commerciali sono costrette ad anticipare somme importanti per poter partecipare. Un meccanismo ben oliato in cui, se tutto va secondo i piani, i capitali continuano a circolare e gli investimenti vengono ripagati, ma in cui un imprevisto può far saltare il banco con grande facilità. Che futuro ci aspetta, quindi? Un Fuorisalone ancora più appannaggio dei grandi brand, delle loro installazioni e delle loro esperienze immersive, in cui, banalmente, sopravvive chi ha le spalle più coperte? Oppure una  nuova era, fondata su regole ancora da scrivere?

VENTURA PROJECTS, UN DECENNIO DI DESIGN DI RICERCA E GIOVANI TALENTI

Nei suoi dieci anni di storia – l’undicesima edizione sarebbe stata quella dell’aprile 2020 – Ventura Projects ha avuto oltre settemila espositori, e ha tenuto a battesimo più di una generazione di giovani designer. Numerosi sono stati anche gli eventi organizzati in altre zone della città, per esempio nel 2014 con il grande solo show di Baas all’ex-Garage Sanremo di via Zecca Vecchia (recentemente demolito ma cuore, per diversi anni, del distretto 5Vie). Nel 2018 il progetto si era sganciato dal quartiere di Lambrate e dalla via Ventura che gli aveva dato il nome, dove aveva sfruttato la presenza di numerosi spazi industriali inutilizzati e l’allure di quartiere operaio non ancora gentrificato (con un po’ di stanchezza, ammettiamolo, nella parte discendente della parabola), e si era sdoppiato dando vita a due iniziative parallele in capo alla stessa organizzazione: Ventura Future, dedicato alle esposizioni delle accademie e ai progetti degli emergenti, e Ventura Centrale, più scenografico e ospitato dai Magazzini Raccordati, sotto i binari della stazione. L’ultimo atto è stata la partecipazione alla discussa iniziativa della rivista Dezeen, la kermesse virtuale Virtual Design Festival, forse per dare comunque ai designer che avrebbero dovuto esporre a Milano ad aprile un palcoscenico, per quanto ridotto e con un’audience parziale, prima di calare il sipario su un’avventura durata un decennio.

– Giulia Marani

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Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.