Design e spazio pubblico. A Parigi la nuova segnaletica stradale anti-Covid

Il progetto del collettivo di designer 5.5“racconta” il distanziamento fisico ai bambini delle scuole e agli automobilisti attraverso il simbolo dell’onda e un codice colore. Obiettivo: responsabilizzare in maniera ludica.

La segnaletica stradale a Parigi via Facebook courtesy 5.5
La segnaletica stradale a Parigi via Facebook courtesy 5.5

Tra gli ambiti nei quali il design può rendersi utile, in questo momento, c’è sicuramente il ridisegnare lo spazio pubblico per venire incontro alle nuove esigenze del post pandemia, in particolare negli ambienti urbani ad alta densità. Un esempio, in cui l’aspetto ludico si sposa con il buon senso, ci arriva da Parigi dove il concorso lanciato dalla sindaca Anne Hidalgoper l’ideazione di una nuova segnaletica stradale da usare in prossimità delle scuole è stato vinto dal collettivo di designer 5.5 Studio

5.5 STUDIO: LE REGOLE DI DISTANZIAMENTO SECONDO I DESIGNER

L’obiettivo – rendere immediatamente comprensibili, agli adulti ma anche ai piccoli utenti, le regole del distanziamento fisico all’ingresso degli istituti e nelle immediate vicinanze – è stato raggiunto con una serie di declinazioni di un motivo, quello dell’onda, non privo di richiami al motto della città “Fluctuat net mergitur” (naviga tra i flutti ma non affonda) e alla Senna, uno dei suoi simboli più potenti. “Ci siamo detti: siamo tutti sulla stessa barca” ha spiegato alla stampa francese Anthony Lebossé, uno dei fondatori dello studio di design attivo dal 2003 e apprezzato anche fuori dai confini francesi per il suo approccio al tempo stesso impegnato e ottimista al progetto “Abbiamo quindi voluto giocare sull’identità della città con una segnaletica che non va a inquinare lo spazio urbano e che porta un messaggio positivo, se non entusiasmante”. 

SEGNALETICA STRADALE A PARIGI: ONDE AZZURRE PER IL SOCIAL DISTANCING

Il progetto, che presto sarà esteso a tutto il territorio della capitale francese, per ora è stato portato a compimento soltanto nei pressi di due scuole pilota, nel trendy quarto e nel più popolare diciannovesimo arrondissement. Qui, grandi onde azzurre segnalano agli automobilisti la presenza di una scuola, mentre una serie di ondine bianche di dimensioni più contenute ricorda agli allievi (e ai genitori) l’obbligo di tenere le distanze. “Quando si lavora su una città come Parigi, è molto complesso perché si ha a che fare con tanti pubblici diversi: auto, furgoni delle consegne, genitori, bambini. I messaggi devono essere compresi da tutti, e nella maniera più immediata possibile” spiega ancora il designer “Il contesto più impegnativo è quello delle scuole materne, perché non bisogna semplicemente guidare gli allievi ma anche i genitori, che possono accompagnare i loro figli solo fino a un certo punto”. Uno spunto di riflessione, quello sul ruolo del design nel “parlare” a pubblici diversi e accompagnare in maniera morbida la trasformazione dei comportamenti di tutti nello spazio urbano, che potrebbe essere interessante anche per le nostre città, dove le scuole riapriranno solo a settembre.  

-Giulia Marani

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.