Muore Perry King. Progettò con Sottsass la mitica Valentine della Olivetti

Angela Madesani ripercorre vita e carriera di Perry King, designer di fama internazionale recentemente scomparso

Perry King
Perry King

L’inizio del 2020 si è portato via un protagonista del mondo del design internazionale, Perry King, che con Santiago Miranda a partire dagli anni Settanta ha dato vita, nel nostro Paese, a un interessante sodalizio.

PERRY KING E L’ITALIA

King ha lavorato, appena arrivato in Italia, negli anni Sessanta, con Ettore Sottsass Jr e con l’Olivetti. Ha collaborato alla creazione della rossa Valentine, la macchina da scrivere icona del design. Parecchie volte l’ho incontrato e ho parlato con lui: alto, allampanato, con il suo spiccato accento inglese che non aveva mai perso. I nostri non erano incontri professionali, piuttosto legati a conoscenze in comune. L’anno scorso un piccolo quanto raffinato volume, Perry King Conversazione sul design, è stato pubblicato dalle Edizioni Colpo di Fulmine, a cura di Corrado Bosi, grafico, docente all’Accademia di Venezia e all’Università di Verona, amico di Perry. Un volume semplice e curato, attraverso il quale è possibile ricostruire l’evoluzione dell’idea di design negli ultimi 50 anni.

VITA E DESIGN DI PERRY KING

Perry era nato a Londra, da genitori artisti, nel 1938. La sua primissima formazione era avvenuta in anni difficili, di crisi economica, postbellica, durante i quali i materiali erano pochi, i mezzi ancora meno. Aveva frequentato un collegio in una scuola gestita da quaccheri, dove si imparava, a detta di Perry, la responsabilità prima di tutto verso gli altri. E responsabilità etica ed estetica è una delle chiavi della filosofia di King & Miranda designers. Ha, quindi, studiato Industrial Design alla scuola d’Arte di Birmingham. Studiare una materia tecnica in una scuola artistica è stato determinante per la sua formazione e per il suo approccio con il progetto. “Cominciai ad appropriarmi di quella sapienza esoterica che consiste nel capire le tre dimensioni a partire da una rappresentazione in due dimensioni, capacità fondamentale all’epoca, prima dell’arrivo del CAD in 3D”. Dall’inizio del suo percorso sino agli ultimi anni, King ha pensato che “il mestiere del designer sia ancora come lo sentivo all’inizio della carriera: un’opportunità di fare del bene, di facilitare e forse anche migliorare la vita delle persone, forse di contribuire al miglioramento del piccolo mondo delle cose che ci circondano”. King era un uomo gentile al quale era facile avvicinarsi, privo di ogni velleità di autocelebrazione. Quando penso a lui mi torna agli occhi la collanina di perline colorate che portava sempre al collo, un oggetto di gusto hippy che gli aveva regalato una delle sue figlie quando era bambina. Questo e molto altro era Perry e ci mancherà.

– Angela Madesani

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Angela Madesani
Storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia”, di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori e di “Le intelligenze dell’arte” (Nomos edizioni). Ha curato numerose mostre presso istituzioni pubbliche e private italiane e straniere. È autrice di numerosi volumi di prestigiosi autori fra i quali: Gabriele Basilico, Giuseppe Cavalli, Franco Vaccari, Vincenzo Castella, Francesco Jodice, Elisabeth Scherffig, Anne e Patrick Poirier, Luigi Ghirri. Ha recentemente curato un volume sugli scritti d’arte di Giuseppe Ungaretti. Insegna all’Accademia di Brera e all’Istituto Europeo del Design di Milano.