Il progetto Liberi Dentro. Detenuti e grandi designer alla Milano Design Week

Tutte le immagini del progetto che ha messo i manufatti di ceramica dei detenuti a confronto con grandi designer e artisti.

Atelier Biagetti
Atelier Biagetti

Un omaggio estremamente originale è quello che hanno realizzato allo Showroom Drumohr i detenuti del carcere di Rossano Calabro (CS) a Leonardo da Vinci e alla sua Ultima Cena. Liberi dentro, la mostra curata da Giacinto di Pietrantonio, nell’ambito della Milano Design Week, raccoglie l’esperienza del laboratorio fondato 15 anni fa dal ceramista Pierfrancesco Pirri. Il progetto dà ai carcerati l’opportunità di creare manufatti, simbolo soprattutto della tradizione calabra. In occasione del Salone del Mobile 2019 la creatività di questi artisti entra in contatto con quella dei grandi nomi del design nazionale creando una collezione che ridisegna, in maniera innovativa, la tavola pasquale: sottopiatto + piatto piano + piatto fondo + piattino più bicchiere.

GLI AUTORI E I PROGETTI

13 autori e 13 idee-progetti danno vita alle più varie interpretazioni, dai disegni delicatissimi del maestro indiscusso, da poco scomparso, Alessandro Mendini, al quale è dedicata la mostra, e che ha creato segni triangolari a freccia in movimento che collegano gli oggetti della tavola l’uno all’altro, agli artisti Vedovamazzei (questi ultimi in particolare hanno giocato con il simbolo delle Nazioni Unite trasformandolo in UN United of Nothing). I CTRLZAK hanno invertito piatti e bicchieri mentre Jan Fabre e Fabio Novembre hanno giocato su immagini cristologiche. Immancabile la riflessione, portata dal maestro Ugo La Pietra tra natura e architettura mentre l’Atelier Biagetti ha elevato le stoviglie progettate dei detenuti a esperienza da sogno per il Grand Hotel Biagetti.

CULTURE DEL SUD SI INCONTRANO

Mario Airó ha portato la cultura pugliese a contatto con quella calabrese mentre Patrick Tuttofuoco ha dedicato un piatto ai maestri del design italiano. Paola Pivi sfrutta la spiritualità del contare all’infinito come pensiero creativo disegnando decorazioni geometriche di fitti anelli, mentre Denis Santa Chiara lavora sull’impilaggio dei piatti, a differenza degli OVO che giocano sulla relazione tra vero e falso con materiali che trasfigurano la ceramica fino a farla assomigliare al cartone. Le immagini.

-Flavia Chiavaroli

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Flavia ChiavarolI
Architetto, exhibition designer e critico freelance. Osservatrice attenta e grande appassionata di architettura ed arte moderna e contemporanea riporta la sua esperienza nell’organizzazione di workshop, collabora con artisti e fotografi e aggiornando i principali social network. Dal 2012 si occupa di progettazione di mostre ed eventi.