Ettore Sottsass and the Social Factory, all’ICA di Miami mostra del grande designer italiano

Si intitola Ettore Sottsass and the Social Factory la mostra appena inaugurata all’ICA – Institute of Contemporary Art di Miami e dedicata al designer italiano Ettore Sottsass. L’esposizione, che vanta niente di meno che un allestimento curato dall’architetto Frida Escobedo (autrice, lo scorso anno, del Serpentine Pavilion di Londra), si inserisce nell’ambito di una programmazione […]

Ettore Sottsass, Ommagio No. 5, 2007. Corian and wood. Courtesy of Friedman Benda. Photo: Lucas Knipscher. © 2019 Artists Rights Society (ARS), New York / ADAGP, Paris
Ettore Sottsass, Ommagio No. 5, 2007. Corian and wood. Courtesy of Friedman Benda. Photo: Lucas Knipscher. © 2019 Artists Rights Society (ARS), New York / ADAGP, Paris

Si intitola Ettore Sottsass and the Social Factory la mostra appena inaugurata all’ICA – Institute of Contemporary Art di Miami e dedicata al designer italiano Ettore Sottsass. L’esposizione, che vanta niente di meno che un allestimento curato dall’architetto Frida Escobedo (autrice, lo scorso anno, del Serpentine Pavilion di Londra), si inserisce nell’ambito di una programmazione di mostre a cadenza biennale promossa dal museo statunitense, dedicata all’esplorazione degli sviluppi del design postbellico e contemporaneo. Ettore Sottsass and the Social Factory, in particolare, indaga la pratica del designer italiano collocando il suo lavoro all’interno dei contesti socioeconomici in cui è stato prodotto.

Ettore Sottsass, Totem no. 18, 1966. Glazed earthenware, painted oak. Lindemann Collection, Miami Beach. Courtesy of Friedman Benda and Ettore Sottsass. © 2019 Artists Rights Society (ARS), New York / ADAGP, Paris
Ettore Sottsass, Totem no. 18, 1966. Glazed earthenware, painted oak. Lindemann Collection, Miami Beach. Courtesy of Friedman Benda and Ettore Sottsass. © 2019 Artists Rights Society (ARS), New York / ADAGP, Paris

ESTETICA E FUNZIONALITÀ. IL DESIGN DI ETTORE SOTTSASS

Pittore, scultore e architetto, Ettore Sottsass (Innsbruck, 1917 – Milano, 2007) è considerato il padre del design italiano, ambito in cui seppe canalizzare in maniera originale il suo background artistico e la “praticità” tipica dell’architetto, riuscendo a creare oggetti che coniugano senza contraddizioni e compromessi gli apparentemente inconciliabili concetti di estetica e funzionalità. Tre volte vincitore del Premio Compasso d’oro (1959, 1970, 1989), Sottsass è diventato celebre, tra le altre cose, per aver progettato insieme a Perry King la macchina da scrivere Valentine (1969), e per aver fondato nel 1981 insieme a Hans Hollein, Arata Isozaki, Andrea Branzi e Michele de Lucchi il gruppo Memphis, un collettivo di professionisti che come lui aspiravano a rendere il design una forma artistica al pari della pittura e della scultura. In questo ambito, Sottsass realizzò mobili iconici e dalle forme innovative come la libreria Carlton (1981) le lampade Ashoka (1981) e Tahiti (1981) e la scrivania Tartar (1985). Nel 2017, il designer è stato celebrato in tutto il mondo con mostre organizzate in occasione del centesimo anniversario dalla sua nascita e il decimo dalla sua morte. Solo per citare qualche esempio, ricordiamo Ettore Sottsass, rebel and poet, organizzata dal Vitra Design Museum e ospitata al Vitra Schaudepot a Basilea, Ettore Sottsass. Design Radical al MET Breuer di New York, There is a Planet alla Triennale di Milano ed Ettore Sottsass – Il vetro alla Fondazione Cini di Venezia.

LA MOSTRA “ETTORE SOTTSASS AND THE SOCIAL FACTORY” ALL’ICA DI MIAMI

Ettore Sottsass and the Social Factory esamina il lavoro di Sottsass in relazione ai contesti socioeconomici in cui è stato prodotto, dalla prosperità economica postbellica italiana agli sconvolgimenti sociali degli anni Sessanta e Settanta, per poi giungere agli anni Duemila. Organizzata da Gartenfeld e Moreno, la mostra comprende oltre 50 opere, tra cui oggetti, mobili e ceramiche, e 53 opere fotografiche che comprendono la serie Metafore. L’esposizione prende avvio con i progetti degli anni Sessanta, tra cui i celebri Superboxe. Una sezione dedicata alle opere degli anni Ottanta si concentra sui mobili che Sottsass progettò per Studio Alchimia e le famose collezioni Memphis. La sezione finale della mostra è dedicata ai mobili progettati negli anni Novanta e fino alla sua morte nel 2007.

– Desirée Maida

Miami // fino al 6 ottobre 2019
Ettore Sottsass and the Social Factory
ICA – Institute of Contemporary Art
61 NE 41st Street

www.icamiami.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.