Il design a TEFAF

Nella fiera d’arte in corso a Maastricht fino al 24 marzo, il design ha un ruolo importante. A partire dall’allestimento dell’ambiente espositivo, curato dallo studio di Tom Postma, leader mondiale per le manifestazioni di questo genere, ma anche tra gli stand.

La parete floreale di studio Tompostmadesign nell’entrance di TEFAF Maastricht
La parete floreale di studio Tompostmadesign nell’entrance di TEFAF Maastricht

In una manifestazione come TEFAF, che da oltre un trentennio rappresenta la vetrina più prestigiosa dell’arte di tutti i tempi, la mise en scène non può che essere di altissimo livello.
A disegnare di anno in anno gli spazi interni è lo studio Tompostmadesign di Amsterdam, noto per i set up delle fiere d’arte internazionali: da TEFAF (Maastricht e New York) ad Art Basel (Basilea, Miami e Hong Kong), e non solo. Straordinari a Maastricht, come sempre, gli allestimenti floreali, che quest’anno, in particolare, si sono configurati come una gigantesca composizione di pittura astratta nella hall d’ingresso, per poi moltiplicarsi nei punti di maggior richiamo in assemblage di sapore scultoreo. L’architetto Tom Postma, dalla forte inclinazione per le arti in tutte le loro espressioni, spiega in proposito: “La creazione di una spettacolare, iconica entrance e l’abbondanza di fiori presente nei corridoi e nelle ‘piazze’ di sosta caratterizzano da sempre il nostro design per TEFAF Maastricht. Quest’anno abbiamo voluto stupire i visitatori con la monumentale parete di piante e fiori che funge da schermo verticale e introduce alla dimensione della nostra progettualità”. Al di là si aprono infatti le aree espositive preannunciate da eleganti sipari a tutt’altezza di stile minimalista improntato a un nitido giapponismo.

GLI SPAZI FIERISTICI E LA “LIGHT STORY”

Anche il sistema d’illuminazione gioca un ruolo di primo piano nel design degli spazi della fiera. Tom Postma prosegue: “Come l’architettura, anche la luce dovrebbe essere sempre al servizio dell’arte. Abbiamo creato una ‘light story’ lungo il percorso espositivo, là dove i visitatori camminano, si soffermano ed esaminano le opere d’arte. La nostra illuminazione è sempre morbida e indiretta, non soverchia mai ciò che è in mostra”. Autore di molti dei sistemi d’illuminazione presenti nelle aree di sosta e di ristorazione è William Brand, artista e designer olandese animato da una grande “passione per gli oggetti”, che fondò trent’anni fa a Utrecht l’azienda d’illuminazione Brand Van Egmond, tra l’altro presente in fiera con un suo stand. Per le sue lampade utilizza vetro, ferro e bronzo, impreziositi talvolta di decori in porcellana o in pietre semipreziose, come l’ametista. Precisa: “Da anni lavoro in stretta collaborazione con lo studio Tompostmadesign per fiere d’arte e anche quest’anno ho curato l’illuminazione per gli spazi espositivi di TEFAF. Le mie lampade hanno sempre un forte impatto emozionale sia per la loro valenza scultorea sia per le suggestioni luminose che emanano, nel pieno rispetto dell’ambiente cui sono destinate: fiera d’arte, lounge oppure hotel”.

TEFAF Maastricht 2019. Scrivania e divisorio di Charlotte Perriand, anni ‘30 (Laffanour Galerie Downtown, Parigi)
TEFAF Maastricht 2019. Scrivania e divisorio di Charlotte Perriand, anni ‘30 (Laffanour Galerie Downtown, Parigi)

DENTRO GLI STAND

Con le sue 279 top gallery, TEFAF 2019 si conferma, ancora una volta, come la fiera d’arte antica e moderna più prestigiosa al mondo. E, all’interno della sfaccettata gamma di proposte, il design certo a Maastricht non manca. Benché l’Olanda sia uno dei Paesi portabandiera per quanto riguarda sia la tradizione che la ricerca d’avanguardia, in fiera non sono presenti espositori olandesi. Le partecipazioni – diciotto quelle ufficialmente riconosciute per il design, ma altre sono disseminate in sordina nelle varie sezioni, come per esempio la Galerie Flore con pezzi di Hervé van der Straeten ‒ appaiono prevalentemente di provenienza francese, scandinava e belga. La galleria parigina Laffanour-Galerie Downtown, per esempio, si è concentrata sul design “storico” francese ‒ da Jean Prouvè a Charlotte Perriand ‒, con alcune divagazioni in area brasiliana: Jose Zanine Caldas. Galerie kreo guarda invece alla contemporaneità spaziando dal tavolo intarsiato Firenze di Alessandro Mendini allo specchio antropomorfo di Jamie Hayon, fino ai megavasi dell’olandese Hella Jongerius.
Vasi ceramici francesi di autori in parte, ancora non del tutto, noti al grande pubblico, databili dagli Anni Quaranta ai Sessanta, da Thomas Fritsch-Artrium: tra gli highlight, vasi e sculture in ceramica smaltata di George Jouve. Uno sguardo al design scandinavo si apre da Jackson Design AB di Stoccolma, dove a una chaise longue del ’36 in compensato d’acero di Marcel Breuer fanno da contraltare arredi degli svedesi Einar Forseth o Harald Wadsjö. Percorsi nordici anche presso la svedese Modernity, che espone cabinet e lampade di Josef Frank, una sleigh chair di Børge Mogensen e vasi di Wilhelm Kåge. Infine, alcuni saggi di design italiano dai parigini Alexandre Biaggi-Pierre Passebon, che hanno selezionato per TEFAF 2019 due poltroncine di Gio Ponti e la spettacolare console in marmo e legno dorato (da Casa Sasfan), disegnata intorno al 1950 da Osvaldo Borsani e Lucio Fontana, la cui tipologia è stata ampiamente documentata in occasione della mostra dedicata al maestro nel 2018, alla Triennale di Milano.

Alessandra Quattordio

Maastricht // fino al 24 marzo 2019
TEFAF
MECC, Forum 100
www.tefaf.com

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Alessandra Quattordio
Alessandra Quattordio, storica dell’arte e giornalista indipendente, ha esordito a fine Anni Settanta come curatrice dei cataloghi d’arte e fotografia editi dalla Galleria del Levante a Milano. Dopo la laurea in Storia dell’arte all’Università Statale di Milano, inizia a collaborare a riviste - fra cui D’Ars, Flash Art, Arte, Arte In, Meridiani - e a pubblicazioni del settore. Cura la presentazione di artisti e mostre, attività ancora oggi svolta. Ha insegnato Storia del Gioiello all’Istituto Europeo di Design, all’Istituto Superiore di Architettura e Design (ISAD) e al Politecnico di Milano. È stata a lungo caposervizio presso le Edizioni Condè Nast. In particolare, dal 1999 al 2015 presso AD Architectural Digest, occupandosi di arte, fotografia, design, interior e design del gioiello.

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