Addio ad Alessandro Mendini: 6 progetti e 6 video per ricordarlo

Una carriera nel segno dell’ibridazione tra architettura, design e arte: scomparso a 87 anni, fondatore con il fratello Francesco dello studio Atelier Mendini, è stato anche direttore delle riviste Casabella, Modo e Domus

1. LA POLTRONA PROUST

L’icona assoluta di Alessandro Mendini appartiene al periodo di Alchimia e flirta consapevolmente con il kitsch. La classica poltrona imbottita finto rococò diventa postmoderna rivestendosi di una livrea puntinista “à la Signac” romanticamente dipinta a mano, in modo che non esista un esemplare identico a un altro. L’operazione è in linea con la concezione mendiniana del re-design: se tutto è già stato inventato, non resta che intervenire sull’esistente aggiungendo elementi decorativi o strutturali. Della poltrona Proust esistono innumerevoli versioni oltre all’originale, da quella monumentale e rivestita in mosaico realizzata per Bisazza a quella in polietilene prodotta da Magis.

2. GRONINGER MUSEUM IN OLANDA

Non sembra azzardato paragonare il museo olandese progettato da Alessandro Mendini, a “un’opera arte abitabile”. Composto da padiglioni separati e concepito con il contributo di quelli che lo stesso Mendini definì “architetti ospiti” – Michele De Lucchi, Philippe Starck, Coop-Himmelblau – e insieme allo studio Team 4 -, l’edificio combina “immagini, volumi, colori, materiali, autori, epoche e mezzi espressivi. Anche le zone funzionali sono ibride, dalle sale di esposizione, alle biblioteche, ai laboratori”.

3. IL CAVATAPPI ANNA G. PER ALESSI

Quello tra Alessandro Mendini e l’azienda di Omega è stato un sodalizio lungo e fecondo. Tra i tanti oggetti, Anna G. è forse quello che meglio rappresenta il suo approccio ludico. La silhouette femminile del cavaturaccioli più famoso della storia del design riproduce quella di una donna reale, la designer Anna Gili.

4. LA LAMPADA AMULETO PER RAMUN

Frutto di una collaborazione tra il brand di illuminazione coreano e l’Atelier Mendini e presentata al Salone del Mobile nel 2013, Amuleto si compone di tre cerchi che rimandano a sole, luna e Terra. Una cosmologia che ritroviamo anche in uno degli ultimi progetti firmati dal maestro, le tre sculture ispirate alle Cosmicomiche di Italo Calvino realizzate per Alpi lo scorso autunno.

5. I MOBILI PER UOMO PER BISAZZA


Una serie di pezzi unici, sculture fuori scala alte oltre due metri e realizzate in tessere di mosaico oro, rappresentano la scomposizione in singole parti di un uomo borghese: la giacca, il guanto, il cappello, la ventiquattr’ore e così via, senza dimenticare una testa (più o meno) pensante. Una parte per il tutto, come nella figura retorica della sineddoche.

6. STAZIONI METROPOLITANA MATERDEI E SALVATOR ROSA A NAPOLI

Interventi architettonici concepiti come “presenze, nelle strade e nelle piazze, allegre e colorate, con materiali belli ma dimessi, adatte a fare da supporto intimamente integrato alle opere d’arte scelte, discusse e posizionate assieme agli artisti”: con queste parole Alessandro e Francesco Mendini hanno commentato il loro doppio progetto napoletano per le stazioni Salvator Rosa e Materdei della Linea metropolitana urbana 1. Si tratta di spazi nei quali l’accostamento fra architettura e arte si manifesta in modo pieno, offrendo al proposito “di fare uscire gli artisti dal ghetto asfittico della galleria d’arte, riportandoli al ruolo e alle dimensioni dell’arte urbana” un’occasione di concreta realizzazione. Sempre a Napoli, Atelier Mendini ha curato il restauro della Villa Comunale.

– Giulia Marani e Valentina Silvestrini

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AutoreAlessandro Mendini
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