La notte e il sogno nel design di Fernando e Humberto Campana. L’intervista

Abbiamo parlato con il designer Fernando Campana – insieme al fratello Humberto in questi giorni impegnato nella mostra che lo vede protagonista a Roma –, che ci ha raccontato genesi, ispirazioni e “sogni” del nuovo progetto Notturno…

Campana Brothers, Bacteria Carpet
Campana Brothers, Bacteria Carpet

È avvolta in una dimensione onirica Notturno #1, la mostra attualmente in corso presso la Galleria Giustini/Stagetti a Roma di Fernando e Humberto Campana, fratelli brasiliani operativi nella produzione industriale così come nell’edizione limitata, i cui lavori sono presenti nei musei di tutto il mondo, dal MoMA di New York al Centre George Pompidou e al Musée des Arts Décoratifs di Parigi. Un’esposizione che indaga inoltre sul processo creativo dei due designer, ognuno dei quali muove da ricerche e suggestioni individuali, al fine di trasformare la propria esperienza in un orizzonte condiviso al quale ispirarsi ogni volta in modo diverso, dando origine a composizioni corali di grande forza espressiva per cui i Campana sono riconosciuti ed acclamati a livello internazionale. A pochi giorni dalla chiusura della mostra, abbiamo intervistato Fernando, che ci ha raccontato la genesi del progetto e il suo speciale rapporto con l’Italia, per poi lasciarsi andare a riflessioni su cosa rappresentino per lui il sogno e la notte.

Fernando Campana, Morbido series, 2017
Fernando Campana, Morbido series, 2017

Dopo 6 anni presentate un nuovo progetto a Roma. Cosa vi lega e vi piace dell’Italia e soprattutto della capitale?

La prima volta che sono stato in Europa nel 1983 sono andato a Bruxelles per fare visita a un amico, ma sono atterrato in Spagna. Viaggiando per arrivare lì sono passato anche da Roma ed è stata un’esperienza straordinaria. Era un luogo familiare per me. Roma è una città sensuale, una professionista nella seduzione.

Parlateci del vostro nuovo progetto. Quali gli immaginari a cui avete attinto e le suggestioni che vi hanno guidato?

L’idea della Galleria Giustini Stagetti era di esporre i miei schizzi e fonti di ispirazione e poi i prodotti finiti che abbiamo realizzato insieme io e Humberto. La prossima mostra Notturno 2sarà con gli schizzi di Humberto e ancora qualche nuovo lavoro fatto da noi due insieme.

Campana Brothers, Bacteria Carpet
Campana Brothers, Bacteria Carpet

Forte è la dimensione onirica, notturna, per riprendere il tema guida del progetto. Cosa rappresenta per voi la notte? E il sogno?

Dormire e sognare sono un altro tipo di presenza. Il mio collage come queste descrizioni su carta nera sono le visioni delle sensazioni che percepisco da quello che mi circonda. La notte per me è il filtro perfetto per visualizzare meglio certe atmosfere e sensazioni. Attraverso i miei sogni posso concentrarmi anche sulla verità, capisco come la gente mi vede e prova a influenzarmi. Amo la notte per la sua sincerità.

Siete in due. Come si sviluppa ed è organizzato il lavoro insieme? Condividete le idee e la realizzazione?

Dal momento che siamo cresciuti insieme ci conosciamo l’un con l’altro davvero bene. Humberto ha lasciato casa quando io ero ancora adolescente e ci siamo ritrovati in seguito. Per certi versi non è cambiato ancora niente, ci scontriamo con lo stesso entusiasmo irrazionale di quando eravamo ragazzi, ma siamo anche molto fieri l’uno dell’altro.

Campana Brothers, Bacteria Carpet

Campana Brothers, Bacteria Carpet

I materiali per voi sono sempre molto importanti. Con cosa vi siete misurati per i nuovi lavori?

I materiali sono il nostro primo amore. Sono molti anni che vogliamo un tessuto di alta qualità in grado di dare un effetto “teddybear”, e alla fine abbiamo avuto dall’azienda tedesca Steiff la possibilità di usare un materiale di alta qualità, una pelliccia sintetica e siamo molto felici di questa scelta e della perfetta qualità alla quale la Galleria Giustini Stagetti mira.

Anche la natura, il ricorso a forme fitomorfe e zoomorfe è ricorrente. In questo caso vi siete spostati dal macro al micro dei batteri…

Per capire il macro ho sempre bisogno di esplorare il micro. Non ci sono grandi differenze, ma amo esplorare ogni tipo di nuovo mondo. Quando ero bambino volevo diventare un astronauta e sto ancora esplorando nuove dimensioni attraverso i miei viaggi onirici.

– Arianna Rosica

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AutoreFernando e Humberto Campana
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Arianna Rosica
Responsabile dei Progetti speciali per Artribune, è stata caporedattrice di Flash Art Italia. Ha curato mostre e progetti speciali in musei e spazi espositivi pubblici e privati, in Italia e all’estero (Biennale di Praga, Industria Superstudio - New York, MARCA - Catanzaro, Galleria O. - Roma, L’ARCA - Teramo, Galleria Francesco Pantaleone - Palermo, Museo MADRE - Napoli). Ha ideato per la Fondazione Capri il progetto Travelogue. Tra i progetti recenti, l’ideazione, con Gianluca Riccio, del Festival del Paesaggio di Anacapri e la curatela, sempre con Gianluca Riccio, della mostra di Sandro Chia per il Festival di Ravello. Ha curato il talk Game Changer per la Iqos Embassy di Milano.