La nuova veste (grafica) della fiera di Torino Artissima si chiama Hall of Fame

È intitolato Hall of Fame, il progetto grafico 2018, a cura dello studio torinese FIONDA diretto da Roberto Maria Clemente. Che disegna la comunicazione della fiera Artissima.

Il visual di Artissima
Il visual di Artissima

Come per miart, la campagna di comunicazione ideata per i 25 anni di Artissima, punta su un’immagine fotografica. La prescelta è stata attinta dall’archivio iconografico della fiera torinese ed evoca le diverse edizioni della manifestazione con l’obiettivo di attrarre un pubblico più giovane. Lo studio FIONDA ha dichiarato: “Hall of Fame rompe con la tradizione comunicativa più recente di Artissima – un’immagine dal contenuto esplicitamente grafico – sostituendola con una impostazione segnatamente fotografica. Cromaticamente impattante, l’immagine di campagna flirta con il mondo della cultura giovanile e della moda più “street”, in una dimensione insieme vintage ed evergreen: a renderla potente è un approccio palesemente ironico di decontestualizzazione, di switch tematico e semantico.”

LA CAMPAGNA

La campagna grafica punta su una strategia di avvicinamento all’evento, mantenendo il colore rosa e l’identità precedente realizzata da Leonardo Sonnoli, ma svelando solo i profili dei patches, come forme vuote senza immagine. E poi ecco comparire l’immagine della toppa dell’anniversario indossata in un dettaglio frontale, ad anticipare la campagna finale declinata su decine di outfit differenti. La ricorrenza dell’anniversario sembra svelarsi in un gioco leggero e con lo sguardo aperto al contemporaneo, anche se il segno grafico risulta ancora molto prevalente. L’intento è quello di mappare alcuni passaggi: ogni anno un traguardo, ogni traguardo una toppa.

Il visual di Artissima
Il visual di Artissima

25 ANNI IN UN MOSAICO

L’insieme è un invito a individuare le singole edizioni di Artissima. La celebrazione cerca di trasformarsi in una panoramica in movimento, nata per collezionare e interpretare il proprio tempo. Con un balzo concettuale e metonimico, la fiera “diventa” le sue campagne visive, insieme raccolte su un unico insolito supporto fortemente materico, le toppe amate dalla cultura giovanile, in una dimensione insieme vintage ed evergreen. “Un “we wear culturegiocoso e spiazzante”, suggerisce FIONDA, “che reinterpreta il repertorio visivo della storia di Artissima rendendolo comunque immediatamente leggibile e riconoscibile: un invito a meglio individuare le singole edizioni, sulla scia del “collect them all” che funziona grazie alla separazione fisica delle singole toppe e alla seduzione dalla loro credibilità materica.

INTANTO DA MIART

A partire da ottobre 2018 e fino all’apertura di miart, Horizon, questo il nome della campagna, occuperà piattaforme differenti e utilizzerà media diversi, fino ad interessare i linguaggi dell’immagine in movimento e dell’azione performativa, per raccontare le tante anime di miart: una fiera in cui storia e presente dialogano tra loro e che, attraverso opere che spaziano dai primi anni del ‘900 fino alle sperimentazioni più recenti, punta ad ampliare il proprio orizzonte cronologico di riferimento. E secondo ormai quella che è la cifra stilistica di miart – una fiera che da anni comunica attraverso campagne multimediali e tematiche – Horizon, come un gioco di riflessi, anticipa lo spazio in cui si muovono nuove visioni, come quella dell’acqua, che evoca la transizione da uno stato all’altro oltre che lo spazio del viaggio, dell’attraversamento e dell’ibridazione.

–    Ginevra Bria

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.