Home smart home. La tecnologia gentile di UM Project

Tecnologia e artigianalità non devono essere per forza due mondi inconciliabili. Ne è un esempio il lavoro di François Chambard, promotore con UM Project di un efficace equilibrio fra tradizione handmade e nuove tecnologie.

La sveglia Bluetooth che fa il caffè, il termostato Wi-Fi che prepara un bagno caldo, il robot che taglia l’erba: dal comodino accanto al letto fino al capanno degli attrezzi in giardino, alzi la mano chi non ha almeno un dispositivo smart in casa. E se i colossi high-tech promettono abitazioni sempre più connesse all’insegna di micro device e reti complesse, c’è chi, temendo il sopravvento di fredde appendici robotiche, si rifugia nella rassicurante autenticità del design handmade. Visioni inconciliabili, a meno di un radicale cambio di prospettiva: “E se ci fosse una terza via che abbraccia entrambi gli estremi? E se integrassimo la tecnologia in modo affettuoso, umano e amichevole?”.
A proporlo è François Chambard, promotore con UM Project di un singolare equilibrio fra tradizione artigianale e nuove tecnologie.
Nel suo “atelier vecchio stile per l’era digitale” con sede a Brooklyn, il designer francese ha creato negli anni apparecchiature audio a cavallo fra digitale e analogico, scrivanie in legno con sensori che registrano e trascrivono conversazioni, rivestimenti murali interattivi dalle texture organiche. Un preludio alla visione per la casa intelligente che UM Project presenta in anteprima a VenturaFuture.

François Chambard con UM Project, serie Patch. Photo credit Francis Dzikowski - Otto

François Chambard con UM Project, serie Patch. Photo credit Francis Dzikowski – Otto

LA SERIE PATCH

Ibridi fra elemento d’arredo e dispositivo a batteria solare, i mobili interconnessi della serie Patch compongono negli spazi di FuturDome un micro circuito in grado di fornire elettricità, luce e dati no-stop. Generata dalla panca in plastica riciclata dotata di pannelli fotovoltaici e batteria di accumulo, l’energia passa prima alla dispensa in porcellana smaltata blu con presa elettrica e porta di ricarica, e poi al comò rosso, una lightbox in pannelli stampati a effetto moiré, per finire all’armadio in cartone fenolico con impianto stereo integrato e all’antenna Wi-Fi, un acchiappasogni in tubi color ambra e fili dorati.
Un mix di forme semplici, materiali eclettici e colori pop che trasforma le reti invisibili e intangibili della domotica in partner dell’abitare familiari e giocosi. Sostenibile, efficiente e accogliente, Patch, ha dichiarato Chambard ad Artribune, “è un manifesto per una tecnologia gentile che celebra la sua poesia e bellezza, oltre la mera funzionalità. Per una casa intelligente (finalmente) a misura d’uomo.

Marta Atzeni

Milano // fino al 22 aprile 2018
Via Paisiello 6
www.umproject.com
www.futurdome.com

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #42 ‒ Speciale Design

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Marta Atzeni

Marta Atzeni

Interessata alle intersezioni fra l'architettura e le arti, si è laureata in Architettura presso l’Università degli Studi Roma Tre con una tesi teorica sui contemporanei sviluppi delle collaborazioni fra artisti e architetti. Collabora con l’AIAC nell’organizzazione di eventi, mostre e…

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