Ecco Stüda, la linea di arredi ispirata ai mattoncini LEGO progettata dallo studio di design NINE

Lo studio di architettura di interni con sede a Frosinone ha ideato una linea di mobili ispirata ai mattoncini LEGO, con i quali è possibile assemblare e creare arredi sempre diversi. Ecco l’intervista

NINE Studio, Stüda
NINE Studio, Stüda

Se l’apertura della LEGO House a Billund in Danimarca – villaggio per il gioco e l’educazione progettato dallo studio di architettura guidato da Bjarke Ingels – è stata una sorta di “materializzazione di un sogno” per gli AFOL (Adult Fan Of Lego) di tutto il mondo, da oggi gli amanti dei noti mattoncini assemblabili potranno addirittura arredare le loro case in assoluto stile LEGO. È questa l’idea nata da Paolo Emilio Bellisario, Matteo Di Sora ed Emilia Caffo, fondatori di NINE, studio multidisciplinare specializzato in architettura di interni con sede a Frosinone che ha progettato Stüda, una linea di arredi modulari ispirata ai LEGO.

NINE Studio, Stüda
NINE Studio, Stüda

IL PROGETTO

“Nel nostro studio siamo tutti AFOL”, racconta ad Artribune Matteo Di Sora. “L’idea è nata in maniera molto semplice: ci siamo chiesti cosa potevamo fare per soddisfare la nostra passione per il mattoncino. Volevamo poter tenere esposte le nostre creazioni e avere un volume completamente bianco con cui interagire”. Stüda è un sistema modulare di mobili in Corian texturizzati con studs compatibili con i blocchi LEGO e con la maggior parte dei mattoncini da costruzione presenti sul mercato. Grazie ai mattoncini, l’intera superficie dei mobili può cambiare continuamente forma e colore, dando vita a look sempre nuovi. “Stüda è stato sviluppato e realizzato insieme all’azienda italiana MOOW, mescolando la qualità ‘sartoriale’ tipica del made in Italy con la tecnologia. Il risultato è una linea di arredi modulari dalle forme semplici che possono adattarsi alla maggior parte delle abitazioni”, continua Di Sora.

NINE Studio, Stüda
NINE Studio, Stüda

DA GIOCO A ELEMENTO DI DESIGN

Stüda – il cui nome è un mash-up dell’elemento generatore del LEGO (lo stud) ironicamente “tradotto” in lingua svedese – nasce per offrire agli AFOL e ai loro figli un sistema modulare di arredi texturizzati con studs in piena regola. Nel quotidiano, la superficie dei mobili consente di lasciare messaggi personalizzati o di creare su di essi nuovi complementi di arredo come vasi, cornici o svuota tasche. I genitori possono lasciare che i propri figli contribuiscano ad arredare la casa, mentre i meno creativi possono utilizzare app come LEGO Photo per personalizzare gli Stüda con quadri o foto fatti di mattoncini. Ma in che modo i mattoncini Lego – icona di tante generazioni di bambini e ragazzi – nel mondo del design assumono un valore funzionale ed estetico? “Probabilmente è per la loro modularità”, conclude Di Sora. “Il mattoncino di fatto è il modulo per eccellenza, forse il primo elemento modulare con il quale ci interfacciamo nella vita. Anche se ‘trasportati’ in un contesto differente, come l’arredamento, conservano questa loro caratteristica e assumono un valore funzionale più ampio, diventando strumento per aggiungere a qualsiasi progetto trasformabilità, interazione e personalizzazione”.

– Desirée Maida

www.studionine.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.