Lo Stedelijk Museum di Amsterdam annulla mostra su Ettore Sottsass per “divergenze con gli eredi”

Il museo olandese annulla una grande retrospettiva su Ettore Sottsass in occasione del centesimo anniversario dalla sua nascita e il decimo dalla sua morte. Il motivo? Le divergenze di opinioni avute con gli eredi e la galleria che rappresenta l’artista in merito al concept della mostra…

MDFF - Ettore Sottsass - Design Interview
MDFF - Ettore Sottsass - Design Interview

Questa mostra non s’ha da fare. Sembrerebbe essere questo, salvo ripensamenti o nuove risoluzioni, il destino – o forse sarebbe più corretto dire il “non-destino” – della grande retrospettiva che lo Stedelijk Museum di Amsterdam avrebbe dovuto dedicare in primavera a Ettore Sottsass (Innsbruck, 1917 – Milano, 2007), architetto e designer austriaco-italiano che nel 2017 è stato celebrato in tutto il mondo con mostre organizzate in occasione del centesimo anniversario dalla sua nascita e il decimo dalla sua morte. Solo per citare qualche esempio, ricordiamo Ettore Sottsass, rebel and poet, organizzata dal Vitra Design Museum e ospitata al Vitra Schaudepot a Basilea, Ettore Sottsass. Design Radical al MET Breuer di New York, There is a Planet alla Triennale di Milano ed Ettore Sottsass – Il vetro alla Fondazione Cini di Venezia. In questo importante parterre di istituzioni museali, il grande assente però sarò proprio lo Stedelijk che, nelle ultime ore, ha annunciato di aver annullato la programmazione della mostra su Sottsass. Il motivo? Stando a quanto dichiarato dal museo, le pretese avanzate dagli eredi e dalla galleria che rappresenta l’artista riguardo al concept curatoriale e all’organizzazione dell’esposizione.

Ettore Sottsass. There is a Planet. Exhibition view at Triennale Design Museum, Milano 2017
Ettore Sottsass. There is a Planet. Exhibition view at Triennale Design Museum, Milano 2017

UN DESIGNER FUORI DAGLI SCHEMI E I RAPPORTI CON LO STEDELIJK MUSEUM

Pittore, scultore e architetto, Ettore Sottsass è considerato il padre del design italiano, ambito in cui seppe canalizzare in maniera originale il suo background artistico e la “praticità” tipica dell’architetto, riuscendo a creare oggetti che coniugano senza contraddizioni e compromessi gli apparentemente inconciliabili concetti di estetica e funzionalità. Tre volte vincitore del Premio Compasso d’oro (1959, 1970, 1989), Sottsass è diventato celebre, tra le altre cose, per aver progettato insieme a Perry King la macchina da scrivere Valentine (1969), e per aver fondato nel 1981 insieme a Hans Hollein, Arata Isozaki, Andrea Branzi e Michele de Lucchi il gruppo Memphis, un collettivo di professionisti che come lui aspiravano a rendere il design una forma artistica al pari della pittura e della scultura. In questo ambito, Sottsass realizzò mobili iconici e dalle forme innovative come la libreria Carlton (1981) le lampade Ashoka (1981) e Tahiti (1981) e la scrivania Tartar (1985). Dal 1968 fino alla sua morte, Sottsass mantenne una stretta relazione con lo Stedelijk Museum: negli ultimi anni, il museo ha acquisito diversi pezzi del designer, come un mobile Superbox prodotto alla fine degli anni ’60 e il Vaso no. 10 del 2006. Inoltre, nel 2010, lo Stedelijk ha arricchito la sua collezione con l’aggiunta di una grande porzione degli archivi di Memphis proveniente dalla collezione personale di Sottsass, comprendente schizzi di design, poster, cataloghi e campioni di tessuti dei giovani designer con i quali Sottsass ha lavorato all’epoca.

Ettore Sottsass, Il vetro. Installation view at Le Stanze del Vetro, Venezia 2017. Courtesy Fondazione Cini
Ettore Sottsass, Il vetro. Installation view at Le Stanze del Vetro, Venezia 2017. Courtesy Fondazione Cini

LA MOSTRA MANCATA

La mostra sarebbe stata la prima retrospettiva che l’Olanda avrebbe dedicato al designer italiano, e avrebbe indagato l’attività di Sottsass attraverso l’esposizione di un’ottantina di progetti di diversi ambiti artistici e decadi. Non dimenticando di dedicare un approfondimento sull’influenza che Sottsass ebbe sulle generazioni più giovani, mostrando inoltre il lavoro di altri designer del gruppo Memphis. Ma l’organizzazione della mostra è stata interrotta perché, dopo lunghi contatti e discussioni, gli eredi e la galleria che rappresenta Sottsass hanno deciso di non collaborare al progetto, nonostante le varie parti si fossero già accordate sui prestiti e sulla pubblicazione dei testi di Sottsass. Il pomo della discordia, stando a quanto ha dichiarato il museo, sembrerebbe essere la divergenza di opinioni sorta in merito alla scelta del concept espositivo elaborato dal museo. Sebbene lo Stedelijk possieda una cospicua collezione delle opere del designer e numerosi collezionisti avessero già dato la loro disponibilità a prestare ulteriori opere, in mancanza della collaborazione da parte degli eredi e della galleria dell’artista, il museo olandese ha ritenuto più opportuno annullare la mostra. “Mi dispiace che il museo si sia sentito in dovere di prendere questa decisione”, ha commentato Jan Willem Sieburgh, direttore ad interim dello Stedelijk Museum. “Non vedevamo l’ora di lavorare con gli eredi per la realizzazione di una mostra eccezionale su Ettore Sottsass. Mesi di discussioni, tuttavia, si sono rivelati infruttuosi. Come museo, non possiamo e non vogliamo che ci venga dettato come concepire le mostre. Gli eredi e il gallerista hanno dato troppo poco spazio alle interpretazioni che volevamo esplorare nella mostra. L’analisi e la ricerca rimangono al centro della missione accademica del museo”.

– Desirée Maida

www.stedelijk.nl

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.