Nasce a Roma Daforma, nuovo spazio per il design e la moda in Campo de’ Fiori

A pochi passi da Campo de’ Fiori, venerdì 15 dicembre, Daforma inaugura la propria sede con l’esposizione La magnifica Forma. Un percorso di design che accompagnerà il pubblico dalle sperimentazioni degli anni ‘50, fino allo sfarzo degli anni ‘80. In anteprima, i tre fondatori hanno raccontato il progetto ad Artribune.

Daforma a Roma
Daforma a Roma

In via dei Cappellari a Roma, inaugura il 15 dicembre Daforma, uno spazio espositivo attivato, abitabile, frequentabile dal giorno alla notte. Ad accogliere i visitatori c’è l’elegante caffetteria, aperta tutti i giorni, dalle 9, mentre la Sala Rosa – il bar di Daforma –, avvicendandosi di sera, stupisce gli avventori con proposte di altissimo livello. Inoltre, affacciati sulla corte interna tipica dei palazzi antichi del centro storico di Roma, saranno visitabili due temporary store, uno dedicato alla moda, con una proposta esclusiva di brand internazionali e uno dedicato al design in linea con la mission dello spazio. Simone Menassè, Abigail Lewis e Claudio Salvatore, appassionati di architettura ed interior design, e noti nel mondo dei locali a Roma, hanno ideato il concept space Daforma e hanno raccontato in anteprima il progetto ad Artribune.

I NUOVI SPAZI A ROMA

Non bisogna trascurare il fatto che il centro di Roma, in un momento di profonda crisi per la città sotto ogni punto di vista, si sta trasformando in una sorta di sconfinata periferia fatta di abbandono, declino economico, negozi che chiudono, degrado. In questo scenario non edificante, negli ultimi mesi, spuntano qua e la progetti di tutto rispetto riguardanti il design. Daforma, insomma, non è un caso isolato. Anzi. C’è Dispensabile (https://www.dispensabile.it), ad esempio, di fronte alla straordinaria chiesa del Gesù, con i suoi accessori per la casa soprattutto nordici ma anche con le sedie e i tavoli italianissimi del mitico Francesco Faccin. C’è il nuovissimo Contemporary Cluster di Giacomo Guidi che mescola i generi dall’abbigliamento ai cocktail passando per i profumi e arrivando, ovviamente, ad una ricerca estrema sul design. C’è Mercerie, che apre in queste ore e che coniuga concetti vicinissimi all’universo del design declinandoli sul mondo del food grazie all’inventiva di un grande cuoco come Igles Corelli. C’è Stay (https://staystore.it), straordinario negozio di tovaglie, coperte, lenzuola, cuscini che adotta in maniera contemporanea una storia di famiglia tutta giocata su

Come vi siete conosciuti e quali valori condividete?

Lewis: Veniamo da background molto diversi ma siamo tutti legati alla ricerca e all’amore per le miriadi di forme di design. Questo grande amore e infinita curiosità che condividiamo agisce come un tessuto connettivo sia tra di noi e che tra i diversi settori all’interno di Daforma.

Quando è nata l’idea di Daforma e da quali principi prende avvio l’organizzazione degli spazi?

Lewis: L’idea di Daforma è sempre stata dentro ognuno di noi, stavamo solo aspettando di trovare lo spazio giusto e le persone giuste con le quali condividere questo progetto. L’obiettivo era quello di dar voce al design in tutte le sue splendide e infinite forme, un concept space dove promuovere il lavoro di artisti e designers sia locali che internazionali e creativi nei campi della gastronomia, moda e del floral design.

Come avete fatto a trovare in via dei Cappellari, a pochi passi da Campo dei Fiori, uno stabile che potesse accogliere la vostra idea di centro dedicato al design?

Menassè: Purtroppo nel centro di Roma sono sempre più le attività che stanno chiudendo, spazi bellissimi che non riescono a superare la crisi di oggi e sono costretti ad abbassare le serrande. Questo spazio, dove prima si cambiavano gli operai del mercato di campo dei fiori era chiuso da 8 anni, in una via stupenda come via dei Cappellari, una via che fino a qualche tempo fa pullulava di artigiani. Sta alle nuove generazioni pensare il modo di riconvertire questo patrimonio inutilizzato che ha Roma, seminare nel nostro piccolo arte e creatività per riportare le persone ad uscire, sognare, credere e amare la propria città sempre più abbandonata.

Si sostiene che la cultura per il Contemporaneo, a Roma, abbia subito un’inflessione, negli ultimi anni, è così anche per il design? 

Claudio Salvatore: Per il design, al contrario, l’attenzione è sempre maggiore ed è dettata anche dalla facilità con cui vengono passate le informazioni e le immagini grazie a motori di ricerca come Pinterest o Instagram. L’utente medio è sempre più a contatto con il nostro mondo e piano piano è sempre più alla ricerca di un’alternativa che diversifichi le proposte delle grandi catene commerciali per riempire gli spazi in cui vive.

Che cosa diventerà il Design all’interno di Daforma? Quali sembianze prenderà?

Claudio Salvatore: Non è tanto che cosa diventerà il design ma che cosa diventerà Daforma a contatto con il design. Lo spazio è stato progettato per mutare, cambiare pelle a seconda dell’esposizione che ci sarà al suo interno. Le sue stanze prenderanno vita e cambieranno adattandosi al design che ospiteranno, una connessione che va oltre le pareti bianche delle classiche gallerie ma che contamina tutto dai pavimenti ai soffitti, dai cocktail e piatti proposti, ai designer selezionati, come una gigantesca installazione pensata per far vivere e respirare creatività.

Che cosa succederà, esattamente nel Floralab?

Simone Menassè: Design è forma, la forma è contenuta in tutto quello che ci circonda. Non poteva così mancare un angolo dedicato alla progettazione floreale e al legame tra natura e architettura sempre più complesso e discusso. Legame che non si può semplificare, come nell’ultimo periodo, con una progettazione che usa il verde, forzandolo, per riempire terrazzi e appartamenti dettati dalla moda del momento ma è molto più profondo e anche un singolo fiore nella sua estrema complessità e semplicità può essere da solo un segno ispirante.

Ginevra Bria 

Roma// 15 dicembre 2017
Daforma
via dei Cappellari 38
www.daforma.it

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.