Balenciaga cita Ikea e scatta l’emulazione in rete. Tutti riciclano la mitica borsa da 99 cent

Abiti e accessori in plastica, fatti a mano, per gioco, con un materiale molto particolare. Dopo Balenciaga scoppia la Frakta-mania…

Nuovi usi creativi per la borsa Ikea, by zhijunwang via Instagram
Nuovi usi creativi per la borsa Ikea, by zhijunwang via Instagram

Il caso Ikea-Balenciaga è esploso nelle scorse settimane tra social e blog, consacrando come nuovo feticcio di stile la maxi borsa in pelle azzurra della storica maison, sfornata con la consueta ironia dal direttore creativo Demna Gvasalia: una rivisitazione lussuosa della shopper da 99 cent venduta negli store del colosso di mobili svedese. Tra chi ha accolto con disprezzo e chi con entusiasmo,  l’operazione (brillantissima) ha sortito il suo effetto. Tutti ne hanno parlato, ovunque.
Tanto che la storia ha preso a viaggiare in autonomia, generando non solo meme, post, tweet, commenti, ma anche delle vere e proprie variazioni su tema. Creative, ironiche, virali.
Ed ecco una serie di improvvisati designer, in modalità Do It Yourself, sbizzarrirsi con nuovi capi e accessori costruiti utilizzando come materia prima la mitica Frakta in plastica azzurra coi manici griffati Ikea: dalla maschera antismog progettata da un ragazzo di Pechino, su misura per la fidanzata, all’audace perizoma postato dal profilo di Wonderlust Lingerie; dal classico cappellino con visiera a un delizioso top indossato da una modella nello scatto della fotografa Laura Garcia; dagli stivaletti proposti come “istant-shoes” dallo Studio Hagel di Amsterdam, fino al completino intimo confezionato a mano da una fanciulla e sfoggiato su Instagram.
L’hasthag più azzeccato? #Punkisnotdead. Soluzioni punk, tra creatività, artigianalità e sfottò, trasformando una trovata fashion in un piccolo fenomeno popolare.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critica d'arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è stata anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatorice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.