Zona Tortona. Tutti i colori del Superdesign Show tra arredi e installazioni artistiche

Con il titolo “Time to color”, la terza edizione del formato che ha preso il posto del Temporary Museum for New Design e che mette al centro il colore declinato in tutte le sue possibili applicazioni, dal mobile all’installazione artistica fino ai materiali.

Materials Village 2017
Materials Village 2017

Rosso, giallo, blu…dopo anni di sobrietà minimal, Superstudio più inaugura una nuova edizione di Superdesign Show a tinte forti intercettando una tendenza che si è già espressa in vari modi nell’arte e nei territori liminari della moda e del design, dalle vele di Daniel Buren alla Fondazione Louis Vuitton di Parigi all’opulenza neo-barocca delle opere di Studio Job. Lo spazio espositivo di via Tortona ospita il consueto mix di creazioni di designer emergenti e installazioni realizzate da grandi nomi per marchi altrettanto grandi, unite da un fil rouge, quello del colore, che nonostante il forte impatto visivo fatica a tenere insieme una serie di proposte tanto eterogenee. Tra gli elementi di interesse, l’installazione tutta giocata sul vetro e le sue caratteristiche dell’azienda giapponese AGC Asahi Glass, che riunisce il designer Jin Kuramoto, basato a Tokyo, e il duo israeliano Raw-Edges, mentre convince solo a metà l’operazione promossa da PepsiCo per il lancio del suo nuovo brand di acqua purificata, nonostante il ricorso a progettisti di primissimo piano, tra cui Mathieu Lehanneur, Luca Nichetto, Fabio Novembre e Patricia Urquiola.

LE CASETTE DI MATERIALS VILLAGE

All’esterno del complesso, una grande installazione firmata dalla designer di Oviedo per 3M apre la strada alle “casette” dei materiali del formato di Materials Village, che propongono il meglio dell’innovazione declinato in vari campi di applicazione, dal tessile all’architettura, dall’arredo alle finiture decorative. Sempre in via Tortona, al 31 questa volta, il collettivo di designer cinesi Róng, che dichiara sin dal nome la volontà di decostruire i codici dell’artigianato per reinventarli in chiave contemporanea, giunge al termine di un percorso quinquennale dedicato alla rivisitazione di cinque materiali tradizionali cinesi. Dopo il bambù, la seta, il fango e il rame, è la carta a guadagnare il centro della scena. Poco lontano, in via Bergognone, lo spazio polifunzionale del BASE si concentra sulle risposte dei creativi ai nuovi nomadismi del nostro tempo, quelli digitali dei freelance che abbattono le barriere tra lavoro e vita privata e quelli forzati dei migranti. Nella fotogallery, il reportage per immagini da Superdesign Show.

-Giulia Marani

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.