50 anni di di Kartell in 15 sedie

Una parte per il tutto. Al museo aziendale di Noviglio, una mostra ripercorre la storia progettuale dell’azienda fondata da Giulio Castelli attraverso quindici sedie iconiche, dalla prima seduta in plastica per adulti disegnata da Joe Colombo negli Anni Sessanta ai giorni nostri.

Sfidando il futuro - exhibition view at Kartellmuseo, Noviglio 2016
Sfidando il futuro - exhibition view at Kartellmuseo, Noviglio 2016

“Da soli non riescono a mettere in piedi una sedia”: lo disse Anna Castelli Ferrieri in una celebre intervista per il programma Rai Lezioni di design, riferendosi ai suoi colleghi designer e probabilmente anche a se stessa, in merito al rapporto stretto e fecondo che esisteva all’interno di Kartell tra i progettisti e chi si occupava, invece, di produzione. Proprio la sedia, più difficile da progettare di un edificio secondo alcuni (questa affermazione viene solitamente attribuita a Mies van der Rohe), è al centro della nuova mostra allestita al Kartellmuseo, dal titolo Sfidando il futuro. 1966-2016 cinquantanni di innovazione nelle sedute Kartell, un excursus sulla storia del brand attraverso quindici sedie, attuali e storicizzate. Una piccola esposizione che riunisce prototipi, prodotti finiti, progetti e schizzi preparatori e che risulta godibile e preziosa sia per gli affezionati al marchio sia per chi si avvicina da profano al design, complice il fatto di evidenziare il rapporto necessario tra forma e funzione e il modo in cui la realtà dei processi di produzione influenza i creativi. A rendere emblematici i pezzi selezionati, oltre alla capacità di restituire il sentire di un’epoca, l’innovazione che va di pari passo con il progresso tecnologico.

Sfidando il futuro - exhibition view at Kartellmuseo, Noviglio 2016
Sfidando il futuro – exhibition view at Kartellmuseo, Noviglio 2016

UNA STORIA DI PRIMATI
Quella delle sedie di casa Kartell è una storia di primati. L’esordio della Divisione Habitat dell’azienda – fondata nel 1949 dal giovane ingegnere chimico Giulio Castelli con l’idea di dare vita a oggetti utili e innovativi usando un materiale, la plastica, il cui uso era fino ad allora limitato all’ambito tecnico – avviene proprio con una seduta, la K1340 disegnata da Marco Zanuso e Richard Sapper. Destinata ai bambini e pensata per affiancare alla funzione principale quella di gioco, è la prima sedia al mondo a essere realizzata in materiale plastico, nel 1964. Tre anni dopo, nel 1967, entra in produzione l’Universale di Joe Colombo, la prima seduta in plastica per adulti, al termine di una fase di progettazione resa lunga e complessa dalle difficoltà tecniche di realizzazione dello stampo. Il foro sullo schienale, funzionale alla presa della sedia, non è semplice da ottenere, mentre trovare il materiale ideale, in grado di resistere all’umidità e permettere un utilizzo anche in esterni, si rivela un rebus di non facile soluzione: negli anni si alterneranno ABS, nylon e polipropilene. Facendo un balzo in avanti di quasi trent’anni, la Maui di Vico Magistretti (1996), frutto di un’operazione di re-design compiuta sulle iconiche seggiole in legno multistrato curvato di Arne Jacobsen, sorretta da un’esile struttura di metallo cromato e finita ai bordi con un taglio netto, è la prima monoscocca senza elementi di sostegno per lo schienale. Con Philippe Starck si torna al tutto plastica, in un momento storico in cui la saturazione del mercato, invaso da un gran numero di produzioni di scarsa qualità, contribuisce a dare al pubblico un’immagine falsata del materiale, rendendolo cheap. La Marie, in produzione dal 1999, è la prima sedia al mondo in policarbonato trasparente. Frutto di investimenti record nella ricerca e nella realizzazione di stampi ultrasofisticati, sarà un grande successo e darà il la alla serie delle Ghost, Louis e Victoria, a oggi le sedie di design in plastica più vendute.

Sfidando il futuro - exhibition view at Kartellmuseo, Noviglio 2016
Sfidando il futuro – exhibition view at Kartellmuseo, Noviglio 2016

SEDIE IN MOSTRA
Il percorso dell’esposizione si snoda dall’Universale alla Piuma di Piero Lissoni, l’ultima nata in casa Kartell, che raggiunge lo spessore record di 2 millimetri per 2,4 chilogrammi di peso. Oltre alle già citate Maui e La Marie, ci sono la sedia in poliuretano di Gae Aulenti esposta al MoMA di New York nel 1972, la poltroncina stile regista 4820 disegnata da Matsukaze Masayuki nel 1970, l’impilabile 4870 di Anna Castelli Ferrieri (1986), in cui i fori nella seduta consentono la sovrapposizione di un gran numero di pezzi mentre le scanalature riflettono la nervatura strutturale sottostante, e ancora la sinuosa FPE di Ron Arad (1997), realizzata in polipropilene e acciaio. Tante icone del nostro tempo, e altrettante stazioni di un percorso progettuale unico, lungo mezzo secolo.

Giulia Marani

Noviglio // fino al 18 marzo 2017
Sfidando il futuro. 1966-2016 cinquantanni di innovazione nelle sedute Kartell
KARTELLMUSEO
Via delle Industrie 3
02 90012296
[email protected]
www.kartell.com

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/58440/sfidando-il-futuro/

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Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.