Le icone di Vitra. Aspettando Art Basel

Come si trasforma un oggetto di design in un’icona? Sin dalla sua fondazione nel 1950, Vitra ha risposto a questa domanda ricercando progetti poco convenzionali e consolidandoli come “miti”. Ecco in che modo.

Verner Panton, Panton Chair, 1959-60 : 1999 - prod. Vitra
Verner Panton, Panton Chair, 1959-60 : 1999 - prod. Vitra

La mitografia degli oggetti di design prodotti da Vitra è stata costruita attraverso Un design museum che porta il suo nome, uno shop progettato da Herzog & deMeuron e una produzione di miniature che rende quelle stesse icone merchandising di qualità. E, non ultima, la mostra The Bauhaus #itsalldesign, che tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016 ha indagato il concetto di design processato nei lavori della scuola tedesca e nell’opera dei grandi maestri come Walter Gropius e Marcel Breuer, fino a toccarne l’eredità contemporanea con Mendini e Grcic.

Vitra Design Museum, Weil am Rhein
Vitra Design Museum, Weil am Rhein

Del resto, nel repertorio del design iconico mondiale, Vitra riedita da anni modelli che, oggi, vengono celebrati come eterni. I numeri lo confermano: la Chaise di Charles & Ray Eames, classe 1948, ispirata alla Floating Sculpture di Gaston Lachaise e pensata per un concorso del MoMA di New York, dopo 68 anni non perde fascino né funzionalità. La Wiggle Side Chair di Frank O’Gehry (1972/2005) compie 44 anni dalla sua ideazione, undici dalla sua riedizione, eppure lavora con il cartone che quasi definiremmo, in epoca contemporanea, inflazionato, ma che 44 anni fa gli spalancò le porte dell’olimpo dei materiali “design-friendly”. Sarà un caso che, proprio a lui, Willi Fehlbaum chiese di realizzare il Vitra Design Museum di Weil am Rhein (vicino a Basilea) nel 1989?

Charles & Ray Eames, Lounge Chair, 1956 - prod. Vitra
Charles & Ray Eames, Lounge Chair, 1956 – prod. Vitra

Nel 1959-60 Verner Panton dava il nome alla sua Chair, che ha dovuto attendere il 1999 per prendere vita grazie all’evoluzione delle tecnologie: la prima sedia in materia plastica realizzata come pezzo unico. E fu subito icona del XX secolo. 1944: Isamu Noguchi disegna il suo Coffee Table… siamo sicuri che siano già passati 72 anni?

Flavia Chiavaroli

www.design-museum.de

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #28

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Flavia ChiavarolI
Architetto, exhibition designer e critico freelance. Osservatrice attenta e grande appassionata di architettura ed arte moderna e contemporanea riporta la sua esperienza nell’organizzazione di workshop, collabora con artisti e fotografi e aggiornando i principali social network. Dal 2012 si occupa di progettazione di mostre ed eventi.