Anche Roma ha i suoi grattacieli. Finalmente una nuova vita per le storiche torri di Ligini dell’Eur
Dopo quasi vent’anni di alterne vicende, il complesso è stato rigenerato dal Gruppo Cassa Depositi e Prestiti. Opera dell’architetto razionalista Cesare Ligini, il sito accoglierà gli uffici dell’Agenzia delle Entrate a partire dal 2027
A Roma, a poco meno di un mese dall’inaugurazione della mostra Eur – Una storia lunga 90 anni – che dal 6 novembre prossimo, al Palazzo Uffici dell’Eur, illustrerà la storia dell’omonimo quartiere nel quadrante sud della capitale –, è stato tenuto a battesimo il rinnovato complesso delle Torri dell’Eur. Venne eretto all’inizio degli Anni Sessanta su progetto dell’architetto razionalista Cesare Ligini (e di Vittorio Cafiero, Renato Venturi e Guido Marinucci). Dal 2022 è stato oggetto di un intervento quadriennale da 250 milioni di euro, sostenuto dal Gruppo Cassa Depositi e Prestiti (che ne detiene la proprietà attraverso CDP Real Asset SGR) e portato a termine, in qualità di general contractor, da Carron S.p.A. A partire dal 2027, anno in cui è attesa sempre all’Eur anche la riapertura del Museo della Civiltà romana (a sua volta interessato da lavori di restauro conservativo), qui si insedieranno gli uffici dell’Agenzia delle Entrate.

Completata la (non scontata) riqualificazione del complesso delle Torri dell’Eur a Roma
Note anche come Torri Ligini, dal cognome del loro progettista, le torri propriamente dette costituiscono una parte del complesso in questione, sorto su incarico dell’allora Ministero delle Finanze nel contesto della Roma preolimpica. Il grande evento sportivo agì da traino per la ridefinizione urbanistica della Capitale, interessando anche l’Eur che si misurava con una condizione di “sospensione” del proprio ambizioso piano di espansione rallentato dalla Seconda Guerra Mondiale. Affidato ai quattro citati architetti, senza concorso pubblico, il progetto portò alla costruzione di cinque manufatti: tre torri, con 17 piani fuori terra e tra loro connesse, e due volumi bassi; al di sotto della quota di calpestio, due livelli interrati assicuravano al sito una quota di parcheggi. La superficie complessiva è pari a circa 60mila mq, cui si sommano oltre 21.700 mq sotterranei. Il Censimento delle opere architettoniche dal 1945 a oggi, curato dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiC, nella scheda dedicata all’opera ricorda la rapidità della sua esecuzione, resa possibile anche dalla scelta di adottare un modulo costruttivo (di 1,35 metri, a interasse variabile) per tutte le misure salienti, incluse quelle strutturali. E, non da ultimo, ricostruisce le alterne vicende che hanno segnato la storia dell’immobile in seguito alla dismissione degli uffici ministeriali sul finire degli Anni Novanta.

Due decenni per approdare alla rigenerazione urbana delle Torri dell’Eur
Il fatto che il complesso sia giunto fino a noi e continui a conservare la funzione che ne ha determinato l’esistenza non andrebbe infatti considerato come ovvio o scontato. A precedere infatti l’avvio del cantiere per la sua rigenerazione urbana sono state infatti numerose vicissitudini, a cominciare dall’iniziale idea di rendere quella che era diventata una inutilizzata sede per uffici un albergo a servizio dell’allora nascente Nuvola: proprio a fine ottobre 2026 il centro congressi di studio Fuksas taglia il traguardo del decennale. A un iniziale coinvolgimento del Comune di Roma si deve la successiva prospettiva di mantenere la destinazione a uffici, realizzando qui la sede decentrata ribattezzata Campidoglio due, in seguito archiviata. Acquistato da una cordata pubblico-privata sul finire del 2002, il complesso per un certo periodo di tempo sembrava destinato all’abbattimento: al suo posto sarebbe sorto un complesso residenziale affidato allo studio di Renzo Piano RPBW. Nel 2007 i lavori di manutenzione straordinaria intrapresi nell’immobile comportano lo smontaggio del courtain wall che caratterizzava le facciate delle torri; l’anno dopo, a Roma, viene demolito il velodromo delle Olimpiadi del 1960 progettato proprio da Ligini. Passano gli anni e tra gli eventi salienti si segnalano i piani per fissare qui la sede di grandi aziende nazionali: si parla del Gruppo FS e quindi di TIM, che nel 2015 annuncia lo studio under 40 UNO-A Architetti Associati come il vincitore del concorso, indetto insieme a Cassa Depositi e Prestiti, per il recupero del bene. A Matteo Cibic e alla curatela di Caroline Corbetta, nel 2016 la società di telecomunicazioni affida il progetto di un’installazione artistica temporanea destinata a vivere nel corso del cantiere. La storia ci consegna poi un altro finale.

Il riuso come priorità a Roma: dalle Torri dell’Eur al Palazzo dei Congressi
Per il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, presente all’inaugurazione del 12 ottobre, le torri di Ligini “sono un capolavoro dell’architettura, riqualificate, rigenerate. E concorrono alla rinascita dell’Eur. Si tratta di un complesso che a un certo punto si era persino pensato di demolire, e che invece andava rigenerato, riqualificato e salvato. È stato fatto un lavoro straordinario e ringrazio CDP perché oggi si restituisce un gioiello alla Capitale d’Italia in una zona dove a breve il laghetto dell’Eur diventerà balneabile e all’inizio del 2027 riaprirà il Museo della Civiltà romana.” Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore all’urbanistica Maurizio Veloccia, che ha voluto porre l’accento su “come sia possibile restituire una nuova vita a edifici rimasti inutilizzati per anni, senza cancellarne l’identità architettonica. Grazie all’intervento di rigenerazione, l’EUR torna a essere un polo direzionale moderno, efficiente e attento alla sostenibilità, con nuovi servizi, spazi verdi e funzioni dedicate al benessere delle persone.” A insistere sui temi del riuso e della riqualificazione anche l’Amministratore Delegato di CDP, Dario Scannapieco, per il quale “con CDP Real Asset in prima linea e il supporto di Fintecna, abbiamo riconvertito la struttura in un complesso moderno, efficiente e capace di generare valore duraturo per il territorio.” A questo punto all’Eur l’attenzione si concentra su un altro attesissimo intervento: quello relativo alla ristrutturazione e rifunzionalizzazione di Palazzo dei Congressi, curato dagli architetti Massimo Alvisi e Junko Kirimoto, fondatori dello studio Alvisi Kirimoto. Si tratta di un’opera senza precedenti nella storia dell’edificio disegnato da Adalberto Libera, costruito tra il 1939 e il 1954, e considerato uno dei fiori all’occhiello dell’intero quartiere.
Valentina Silvestrini
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