Il leggendario architetto Piero Portaluppi aveva un lato ironico. Da scoprire in una mostra a Milano
Prima di diventare un celeberrimo architetto, Piero Portaluppi nasce disegnatore satirico. Una vena di brillante ironia destinata a rimanere impressa in tutta la sua produzione futura. Lo dimostrano i disegni protagonisti della prima mostra negli spazi del suo nuovo archivio a Villa Necchi Campiglio, fino al 18 ottobre
Curioso all’inverosimile, spiccatamente ironico, ma anche elegante e scrupoloso fino al maniacale nel mantenere salda la sua linea solida e geometrica di architetto. È questa l’immagine di Piero Portaluppi (Milano, 1888-1967) che restituisce la mostra inaugurale dei nuovi spazi di Villa Necchi Campiglio destinati a ospitare permanentemente gli arredi e parte del materiale del suo archivio. I 44 disegni esposti sono inseriti in un allestimento che si integra perfettamente con la lussuosa dimora delle sorelle Nedda e Gigina Necchi, da lui stesso progettata negli Anni Trenta. È la prima di una serie di rassegne che si prospettano per il futuro, pensate per approfondire le molte sfaccettature di una figura eclettica e sofisticata come la sua. Accanto al rigoroso e raffinato animo di architetto, qui emerge tutta la tagliente grinta del suo lato di disegnatore satirico. È l’immagine del primo Portaluppi: quello dei primordi del Novecento, che lega il suo nome alle riviste Guerin Meschino e Babau. Ed è proprio da lì che parte la mostra.

Piero Portaluppi Villa Necchi: il disegnatore satirico
Questa prima rassegna su Piero Portaluppi intende approfondire il suo lato di vignettista satirico, emerso soprattutto tra il 1905 e il 1910, ben prima che diventasse il celebre architetto delle élite milanesi. Mentre è ancora studente al Politecnico, la sua penna comincia a liberarsi dai cardini della geometria, sperimentando i terreni dell’ironia sotto forma di vignette umoristiche e paesaggi immaginari. Sono le pagine delle riviste satiriche Babau e Guerin Meschino – di cui alcune copie sono esposte nello stesso percorso – ad accogliere le sue illustrazioni, popolate da macchiette e caricature che leggono con brillante ironia la quotidianità borghese del primo Novecento. La sua vena umoristica, però, va ben oltre le pagine dei giornali. Sopravvive alla rigida formazione di architetto e, anzi, diventa parte integrante del suo progettare. Come ben restituisce la mostra, satira e ironia influenzano molti dei suoi progetti più arditi, tanto quelli concretizzati quanto quelli rimasti pura idea immaginaria, dalle facciate agli interni arredati. Fino, addirittura, alle cancellate in ferro battuto, che sembrano contenere vere e proprie strisce a fumetti. Il gusto della battuta visiva rimane per Portaluppi una costante, accompagnata da un frequente uso di giochi di parole e trovate pungenti. Tutti elementi che contribuiscono a definire la sua figura di architetto e il suo stile unico: eclettico, liberty, barocchetto, déco, ma anche modernista e razionalista. Un pastiche di stili e riferimenti diversi, miscelati all’insegna dell’ironia, che diventa un’intrigante chiave di lettura per rileggere tutta la sua produzione.
La mostra di Piero Portaluppi a Villa Necchi: i disegni giovanili
La prima tappa del percorso trasporta direttamente nella ricostruzione di un ipotetico studiolo-biblioteca di Piero Portaluppi. Una libreria popolata da riviste illustrate, libri e suppellettili vintage incornicia una delle pareti, invitando l’osservatore a perdere lo sguardo tra i suoi cimeli. Entrando nel merito delle vicende biografiche dell’architetto, se ne comprendono tutti i riferimenti. La rivista Babau troneggia su uno degli scaffali centrali, attirando l’attenzione come tappa imprescindibile del suo inizio da vignettista satirico.
Come in un dialogo a più voci, il resto delle pareti completa la narrazione cominciata dagli oggetti – il grande scrittoio al centro della stanza è uno dei protagonisti assoluti – con una squisita varietà di illustrazioni e disegni. Il colore domina la carta, ravvivando scenette e personaggi che hanno già di per sé brillanti toni umoristici. Tra tutti, quello che forse passa più inosservato, ma nasconde un tratto particolarmente curioso, è un piccolo quadretto con quattro baite montane. Quattro, una per ogni stagione: un almanacco in quattro parti che racconta un’annata in Val Formazza, introducendo con cantilene di spirito e simpatiche trovate illustrative una delle località montane piemontesi che più ritorneranno nei disegni successivi.

Piero Portaluppi in mostra a Villa Necchi: i disegni architettonici
I successivi ambienti del sottotetto di Villa Necchi sono interamente dedicati alle opere grafiche in bianco e nero. Abbandonata la stanza ferma ai tempi del giovane Portaluppi, ci si addentra nell’evoluzione del suo pensiero, con decine di progetti architettonici – e non solo – che restituiscono il lavoro di una vita. Il corpus è eterogeneo: si va dagli edifici ancora oggi visibili, come le tante dimore signorili milanesi o le stazioni ferroviarie, ai padiglioni per le fiere, fino alle utopie mai realizzate. Notevole è l’inventiva che tradisce la geometria rigorosa di certe facciate, quasi invitando l’osservatore a coglierne tutto il portato di pensiero. Anche laddove la creazione non è destinata a diventare realtà, la creatività si accompagna sempre a razionalismo e armonia delle forme. E poi ci sono i disegni estemporanei, estranei a qualsiasi finalità progettuale. Dagli animali costruiti con rigidi e curiosi geometrismi alle macchiette maschili e femminili – impareggiabile l’orologio che scandisce gli orari di uscita delle donne di diverse età –, Portaluppi dipinge con ironia sottile la società di metà Novecento.

Piero Portaluppi: la firma ironica in ogni tavola
In ogni tavola su cui ci si sofferma, una è la firma distintiva che non manca mai. Non è la sigla del suo nome, che invece varia non poco negli anni, ma qualcos’altro. È la nota umoristica. Sono le figurine di uomini, donne e persino cani che si fermano a guardare – sempre affascinati o colti di sorpresa – le creazioni progettuali di Portaluppi. Un pubblico immaginario che popola ogni idea, mettendo a nudo una vena ironica e satirica che dagli inizi non abbandonò mai l’architetto, regalandogli quel modo singolare di vedere e pensare la realtà che ancora oggi lo distingue.
Emma Sedini
Milano // fino al 18 ottobre 2026
Piero Portaluppi: l’arte del disegno
VILLA NECCHI CAMPIGLIO – Via Mozart, 14
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