Le grandi novità dei musei internazionali: cresce la National Gallery di Londra e il Pompidou apre a Seoul

Il team guidato dallo studio Kengo Kuma & Associates, che nel Regno Unito ha già realizzato il V&A Dundee, ha vinto il concorso per l’ampliamento della National Gallery a Londra. In Corea del Sud, intanto, inizia il conto alla rovescia per l’apertura del Centre Pompidou Hanwha, a Seoul

Esemplare”. Questo l’aggettivo adottato dalla giuria del concorso internazionale di architettura Project Domani per qualificare il progetto con cui gli studi Kengo Kuma and Associates (Giappone), BDP MICA (entrambi dal Regno Unito) si sono aggiudicati una delle più ambite competizione dell’anno (e probabilmente del decennio). Nel bicentenario della sua fondazione, la National Gallery ha infatti scelto di investire nel suo futuro con un’imponente operazione finanziata con 750 milioni di sterline, supportata anche da donazioni private e anonime; dell’importo previsto sono stati già raccolti circa 375 milioni di sterline.

La maxi operazione Project Domani e il concorso di architettura

Su 65 candidature complessivamente presentate, nei mesi scorsi erano stati annunciati i sei team effettivamente partecipanti al concorso, finalizzato alla progettazione della nuova ala del museo. L’addizione sorgerà a ridosso della St Vincent House, un immobile acquistato dall’istituzione londinese quasi 30 anni fa proprio con la prospettiva di un ampliamento della superficie espositiva; attualmente ospita un hotel e alcuni uffici. Oltre al team risultato vincitore, ad accedere alla fase operativa della competizione erano stati Farshid Moussavi Architecture con Piercy & Company (entrambi di base nel Regno Unito), Foster + Partners (Regno Unito) con Studio Adrien Gardère (Francia), Renzo Piano Building Workshop (Italia) con Adamson Associates e William Matthews Associates (realtà entrambe inglesi), Selldorf Architects (USA) con Purcell (Regno Unito) e lo Studio Seilern Architects (Regno Unito).

Il progetto per la National Gallery di Kengo Kuma. Artist's impression of the entrance. Credit Kin Creatives
Il progetto per la National Gallery di Kengo Kuma. Artist’s impression of the entrance. Credit Kin Creatives

Il progetto vincitore del concorso per l’ampliamento della National Gallery

Presieduta da John Booth, che è il anche il Presidente del Consiglio di Amministrazione della National Gallery, la giuria di Project Domani ha valutato il progetto vincitore come “innovativo e al tempo stesso splendido”, oltre che rispettoso “dell’ambizione e della sensibilità richieste”. Della futura struttura sono stati al momento diffusi solo pochi render, che in particolare mostrano la relazione tra l’edificio museale e l’intorno urbano. A riguardo, la motivazione della commissione evidenzia come “l’approccio allo spazio pubblico e al giardino pensile crea una presenza generosa, ulteriormente valorizzata da alberi e vegetazione. L’attenta progettazione degli spazi esterni, con collegamenti a Leicester Square, evoca un’accoglienza aperta ai visitatori, ulteriormente accentuata dall’uso della pietra di Portland e dalla volumetria a gradoni, che dimostra sensibilità verso le strade circostanti e permette alla luce naturale di penetrare nell’edificio.” In relazione agli interni, infine, la giuria ha anticipato che lo stile delle gallerie “è molto semplice e pulito, con un contrasto tra il piano terra, caratterizzato da volte e archi, e il piano superiore, che presenta un design più geometrico. Di conseguenza, il piano terra delle gallerie si presenta in continuità con l’ala Sainsbury e le gallerie nord, mentre il piano superiore ha un proprio stile, che aggiunge varietà e un cambio di ritmo progettuale all’intero progetto.”

Nuovo successo in Regno Unito per l’architetto giapponese Kengo Kuma

Per Kengo Kuma, che oltre a essere uno degli architetti giapponesi più attivi in patria, negli ultimi anni è sempre più presente oltre i confini della patria (ha realizzato progetti in 26 paesi in cinque continenti), si tratta della seconda commessa in ambito museale e culturale nel Regno Unito: suo, infatti, anche lo scozzese V&A Dundee. Recente, inoltre, il completamento di un altro ampliamento museale: a Lisbona, KKAN si è occupato della progettazione della nuova struttura in uso alla Fondazione Calouste Gulbenkian. “È un privilegio unirmi alla National Gallery in questo progetto storico. La sua collezione è un tesoro dell’umanità, e l’incarico di realizzare l’ampliamento che ospiterà questi capolavori è una responsabilità che portiamo avanti con la massima cura e umiltà” ha dichiarato l’architetto, commentando l’esito del concorso. Oltre alla costruzione dell’edificio, il piano Project Domani include anche una crescita del patrimonio artistico della National Gallery con ulteriori opere realizzate dopo il 1900. Il dichiarato obiettivo è infatti divenire l’unico museo al mondo esclusivamente dedicato ai dipinti, in cui sarà dunque possibile ripercorre l’intera storia della pittura occidentale.

Pronto a Seoul il Centre Pompidou Hanwha

Mentre non sono ancora noti i tempi per l’avvio del cantiere del progetto londinese, è intanto giunto a conclusione l’iter per la costruzione del Centre Pompidou Hanwha: la sede sudcoreana dell’istituzione francese, un edificio di 11mila mq progettato dallo studio di architettura Wilmotte & Associés a Yeouido (il quartiere finanziario di Seoul), aprirà al pubblico il prossimo 4 giugno 2026. Data non casuale, poiché coincide con il 140° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Francia e Corea, un’alleanza rafforzata nei giorni scorsi anche dalla visita in città (e nel nascente polo museale) del presidente Emmanuel Macron. L’imminente inaugurazione costituisce un ulteriore step del programma Constellation, con cui il Centre Pompidou (prossimo al traguardo dei cinquant’anni di attività culturale, nel 2027) sta consolidando la propria espansione oltre Parigi e la Francia. Il 2026, in particolare, è l’anno di Seoul, Bruxelles e Francilien di Massy, che si uniscono alle sedi di Metz, Malaga e Shanghai.

Il progetto del Centre Pompidou Hanwha dell’architetto Jean-Michel Wilmotte

Fondatore nel 1975 dello studio Wilmotte & Associés architecture, per il Centre Pompidou Hanwha Jean-Michel Wilmotte è intervenuto nello storico acquario denominato 63 Building del quartiere di Yeouido, oggetto di una completa ristrutturazione. Già artefice dell’aeroporto internazionale di Incheon, il progettista francese ha concepito il museo come una “scatola di luce”: di giorno, i quattro livelli degli interni accolgono la luce solare; al calar della sera, la luce dall’interno del museo si propaga verso la città, in nome di una connessione luminosa con il quartiere. Un effetto reso possibile anche attraverso l’adozione di un rivestimento traslucido a doppia vetrata che, negli intenti dello studio, intende evocare le curve delle tradizionali tegole coreane.

A Seoul il Centro Pompidou apre con una mostra sul Cubismo

Due le gallerie espositive, ciascuna di circa 1.500 mq, del Centre Pompidou Hanwha, che secondo un modello già applicato in altre sedi ogni anno accoglierà due mostre principali, direttamente legate al patrimonio dell’istituzione francese e curate in modo congiunto da esperti coreani e francesi. Un aspetto quest’ultimo strategico dell’operazione culturale, finalizzata anche a rafforzare gli scambi e la ricerca curatoriale tra i due stati; ulteriori mostre ospitate saranno focalizzate sulla produzione artistica locale. L’accordo in essere, della durata di cinque anni, prevede otto mostre monografiche e tematiche, a cominciare da The Cubists: Inventing Modern Vision. Questo primo progetto espositivo, esteso a entrambe le due gallerie del museo, condurrà nella capitale sudcoreana i “pesi massimi” della fondamentale corrente artistica di inizio Novecento. Circa 90 fra dipinti e sculture di artisti come Pablo Picasso, Georges Braque, Juan Gris, Fernand Léger e Sonia e Robert Delaunay stanno dunque per raggiungere la nuova sede; per alcune si tratta del “debutto espositivo” nello stato asiatico. Alle otto sezioni cronologiche della mostra, infine, si aggiungerà un Korea Focus, dedicato al ruolo di Parigi nella formazione dell’arte moderna coreana all’inizio del XX secolo.

Valentina Silvestrini

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Valentina Silvestrini

Valentina Silvestrini

Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. È cocuratrice della newsletter "Artribune Render", dedicata alla rigenerazione urbana a base culturale. Ha studiato architettura all’Università La…

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