Cascina Case Nuove. Presentato a Milano il progetto di riqualificazione per un nuovo hub sociale

Concepita come una “piazza aperta e comunitaria” la nuova realtà di zona San Siro offrirà servizi per l’infanzia, una biblioteca multimediale, spazi laboratoriali dedicati a creatività e formazione. Il progetto, a cura degli architetti di Alterstudio Partners, sarà terminato tra sei anni

via Paravia ©Terzoluogo ©AlterstudioPartners
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Retaggio culturale della Milano rurale, legata alla produzione agricola, Cascina Case Nuove è oggi il simbolo di un ripensamento degli spazi in chiave sociale, culturale e creativa, che si presta a spazio condiviso in grado di andare incontro ai bisogni delle comunità locali. Una tendenza che a Milano sta diventando sempre più importante – senza contare il valore assunto a seguito del periodo pandemico – come testimoniano le realtà nate all’interno di queste strutture sparse per il tessuto urbano, oltre alle iniziative pensate per metterle in connessione, come il festival Cascine Aperte nato nel 2018. Su questa scia si inserisce il progetto di riqualificazione di Cascina Case Nuove, una struttura che sorge in via Paravia, zona San Siro, molto cara agli abitanti del quartiere (un tempo un tempo centro d’incontro, di feste e attività), ma che versa da decenni in condizioni di abbandono.

via Paravia ©Terzoluogo ©AlterstudioPartners
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LA RIQUALIFICAZIONE DI CASCINA CASE NUOVE. IL PROGETTO

Quale futuro per Cascina Case Nuove? Sarà trasformata in uno spazio educativo a disposizione del quartiere e della città, “una ‘piazza’ aperta e comunitaria che riunisce diversi linguaggi, ambiti di scoperta, apprendimento e conoscenza”, promuovendo l’incontro, l’ascolto e il dialogo tra culture, età e persone differenti. Sarà composta da tre aree funzionali che una nuova biblioteca pubblica multimediale, uno spazio sperimentale per l’infanzia (gestito in collaborazione con Bambini Bicocca) e un’area dedicata a laboratori di creatività formazione per tutte le età, anche attraverso il coinvolgimento degli abitanti del quartiere. Il progetto di riqualificazione è a cura di Alterstudio Partners, studio di architettura con sede a Milano, già protagonista del progetto di Beic – Biblioteca Europea di Informazione e Cultura di Milano, del progetto del nuovo polo culturale-educativo nel quartiere San Siro di Milano e del progetto per la rifunzionalizzazione della Biblioteca “Sormani” di Milano, per citarne alcuni.

via Paravia ©Terzoluogo ©AlterstudioPartners
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FONDAZIONE TERZOLUOGO PER CASCINA CASE NUOVE A MILANO

Vincitore del bando di concessione del Comune di Milano, il progetto è realizzato dalla Fondazione Terzoluogo, impegnata dal 2019 in progetti di trasformazione culturale tra Milano e Napoli tramite l’attivazione di biblioteche e spazi condivisi con l’intento di affrontare le disuguaglianze sociali. “Cascina Case Nuove è stato per anni un punto di riferimento per San Siro e per la sua storia e noi desideriamo recuperarne lo spirito vitale e rinnovarlo in maniera aperta al quartiere, in sinergia con il Comune e con i partner che sono qui con noi a delinearne il futuro”, spiega il presidente della fondazione Francesco Franceschi, riferendosi alle organizzazioni culturali e no profit di Bambini Bicocca, cheFare, e Codici Ricerca e Intervento. “Con un investimento di quasi 10 milioni di euro, puntiamo a rendere Case Nuove un’esperienza concreta di ripensamento su base culturale degli spazi comuni, puntando soprattutto sull’offerta di servizi che favoriscano nuove interazioni sociali tra soggetti diversi”. I lavori, che dureranno sei anni, saranno ripartiti in due fasi: la prima incentrata sul cantiere e la seconda sull’avviamento dello spazio culturale. “Da cascina Sella Nuova a Monluè, da cascina Taverna a Case Nuove, sono una dozzina le cascine in disuso che dal 2016 abbiamo avviato a nuova vita in collaborazione con il mondo delle associazioni e dell’impresa,” ha detto il Sindaco di Milano Giuseppe Sala. “Una decina ancora attendono un’occasione di recupero. Siamo oltre metà strada e vogliamo proseguire, seguendo la via del partenariato fra pubblico e privato. Finora ha dato buoni frutti”. E ha concluso, “le cascine erano un luogo di condivisione della vita e del lavoro, possono tornare ad esserlo e a produrre beni importanti per la comunità. Una volta il cibo, oggi non solo”.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.