L’architettura circolare di Carles Enrich Studio

Tradizione e innovazione si uniscono nel lavoro di Carles Enrich Studio, che firma progetti architettonici ispirati alla sostenibilità

Di fronte all’avanzare dell’emergenza climatica, sono sempre più numerose le voci a favore del riuso e recupero del patrimonio esistente. Dopo il Pritzker Prize 2021, assegnato a Lacaton & Vassal per i suoi radicali interventi di rigenerazione, e l’iniziativa Renovation Wave del Green Deal europeo, l’ultima conferma arriva dall’Architectural Review, che ha conferito a Carles Enrich Studio il titolo di emergente dell’anno. A far prevalere lo studio di base a Barcellona, una serie di progetti che riattivano preesistenze storiche. Come spiega il suo fondatore Carles Enrich (Barcellona, 1980), “sfruttiamo il contrasto tra permanente ed effimero, riconoscendo usi e morfologie del passato e aggiungendo strati che promuovono nuove attività. Al contempo”, prosegue l’architetto, “otteniamo la massima efficienza energetica utilizzando tecniche e materiali tradizionali, che tessono relazioni fra progetto, paesaggio, clima e cultura”. Una filosofia che coniuga tradizione e innovazione, e che trova nel patrimonio catalano il suo campo d’azione privilegiato.

Carles Enrich Studio, Spazio Santa Eulàlia, Gironella. Photo © Adrià Goula
Carles Enrich Studio, Spazio Santa Eulàlia, Gironella. Photo © Adrià Goula

I PROGETTI DI CARLES ENRICH STUDIO

Ne sono un esempio le rovine del castello di Jorba sulla sommità del Puig de la Guardia, dove lo studio, riutilizzando i 300 metri cubi di terra rimossi dallo scavo archeologico, ha disegnato una nuova topografia che facilita l’accesso al sito e ne traccia un itinerario attraverso le fasi storiche, restituendo così il monumento alla popolazione locale e ai turisti. O i resti della torre di Merola a Puig-reig, in cui una semplice struttura in legno sostiene la preesistenza, recupera il volume originario e ne ripristina la funzione di belvedere. O ancora l’ex chiesa di Santa Eulalia a Gironella, i cui spazi medievali sono stati restaurati e trasformati in un centro per le arti aperto alla cittadinanza. Azioni minime e delicate, efficaci anche nel recupero del patrimonio edilizio. Lo dimostra l’intervento per un complesso residenziale a Badia del Vallès, dove l’inserimento di un’elegante passerella con torre-ascensore in lamiera microforata supera il dislivello di 8 metri fra le abitazioni e il centro città, regalando ai residenti, oltre a un agile collegamento con il mercato e le scuole, un nuovo spazio pubblico.

Carles Enrich Studio, Castello di Jorba. Photo © Adrià Goula
Carles Enrich Studio, Castello di Jorba. Photo © Adrià Goula

VERSO UNA ARCHITETTURA A IMPATTO ZERO

Un interesse per le infrastrutture che Carles Enrich Studio sta ora sviluppando nel capoluogo catalano. Lo studio è infatti al lavoro su un mercato provvisorio: “L’obiettivo è quello di cambiare il modo in cui le strutture temporanee sono intese in città”, racconta Enrich, “una volta completata la ristrutturazione dell’edificio originario, la struttura temporanea in legno verrà in parte mantenuta e utilizzata come pergolato per attività all’aperto e per la produzione energetica. Inoltre”, aggiunge l’architetto, “stiamo lavorando su un edificio storico che verrà parzialmente demolito al suo interno per ospitare una scuola di musica, integrando un sistema bioclimatico per gestire il comfort in ogni spazio”. Per un’architettura circolare a impatto (quasi) zero.

Marta Atzeni

https://carlesenrich.com/

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #64

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Marta Atzeni
Interessata alle intersezioni fra l'architettura e le arti, si è laureata in Architettura presso l’Università degli Studi Roma Tre con una tesi teorica sui contemporanei sviluppi delle collaborazioni fra artisti e architetti. Collabora con l’AIAC nell’organizzazione di eventi, mostre e workshop; è parte del network di GVultaggio Architecure & Design.