Arte, design, colori e invenzioni al nuovo hotel Mama Shelter di Roma

Un ambiente ibrido, caleidoscopico e coloratissimo. Stanno aprendo tanti nuovi hotel nella Capitale, tra questi il Mama Shelter si contraddistingue per atmosfera ed ecletticità

MSR, Giardino d'Inverno, Particolare
MSR, Giardino d'Inverno, Particolare

A luglio 2021 ha aperto l’hotel Mama Shelter Roma, divertente e dalle forti potenzialità. La sua facciata brutalista è familiare: è quella inquadrata all’inizio del film da brividi Il Sorpasso (1962) di Dino Risi, mentre Vittorio Gassmann fa retromarcia nella sua Lancia Aurelia B24S Spider. Ci troviamo in via Luigi Rizzo, nel quartiere Prati: il palazzo è lo stesso ma, entrando, della facciata a mattoni non resta neanche l’ombra. Una giungla eclettica di colori e fantasie invade ogni angolo. La linea di design è estremante accattivante, irriverente, giocosa: una nuova estetica, opera per l’80% del Mama Design Studio, con l’esclusione delle sedie, acquisite da Seletti e altre grandi firme. 

LA CATENA E IL TEAM DI MAMA SHELTER 

La catena Mama Shelter, fondata da Serge Trigano e dai figli Jérémie e Benjamin, a cui si affianca inizialmente il celebre architetto francese Philippe Starck conta 13 hotel in 12 città e 7 Paesi. L’ultimo ad essere stato inaugurato si trova a Lisbona, il penultimo è proprio l’hotel romano. La compagnia si avvale di professioni interni per dare un’identità e un aspetto comuni a tutti i suoi satelliti: il Mama Design Studio è composto da un team di quattro esperti guidati dall’architetto e interior designer Benjamin El Doghaïli. Alla squadra si aggiunge un sesto membro, responsabile di mobili, impianti, attrezzature e forniture. Insieme lavorano dalla concezione fino alla produzione di ogni articolo, dal fit-out – ciò che appare sulle pareti – al dettaglio più inconsueto, come le particolari lampade che emulano il cupolone di San Pietro e illuminano il bancone della reception. 

MSR, Mama Pizzeria
MSR, Mama Pizzeria

IL DESIGN DEL MAMA SHELTER ROMA

In questo caso specifico, Il Mama Design Studio ha proposto le caratteristiche tipiche del brand declinandole in una romanità iconica, filtrata dagli occhi dello “straniero”. I soffitti sono arricchiti con i disegni dell’artista originario di Chartres Benjamin Saillard, in arte Beniloys, principalmente statue e busti antichi, mentre le moquette, che mutano in ogni ambiente, sono opera del grafico e artista francese Baptiste Virgile: alcune presentano ruderi e colonne da opposte prospettive, altre si ispirano, per i pattern astratti, alle vetrate delle cattedrali italiane. L’hotel di Roma è l’unico a presentare una spa, la Mama Baths, che strizza l’occhio alle idee di convivialità, relax, relazione che venivano incarnate dalle antiche terme imperiali. Si presenta con mattonelle rosa e ocra, il fulcro è la grande vasca rialzata.  Se il vero motore sono gli ambienti comuni, come il Summer Garden, il Giardino d’Inverno con lampade a foggia di foglia, poltrone di vimini, neon dalle scritte pop, il Rooftop, anche le 217 camere mantengono lo stile ibrido e poliedrico. Ciò che più impressiona è che nessun dettaglio è lasciato al caso, fino al servizio di piatti e ai tovaglioli che presentano curiosi disegni ispirati alle colazioni sull’erba, ai divertissement settecenteschi con spiazzanti inserti attuali. Compaiono allo stesso tempo nelle decorazioni degli elementi dissonanti e di disturbo: il cinema all’aperto, un salvagente a forma di gallina, una nobile adagiata su un triclinio intenta a divorare una fetta di pizza mentre, alle sue spalle, due rider di Deliveroo si allontanano dopo la consegna, una dama che si immortala con un selfie-stick e tre compagne che brindano sfoggiando cocktail esotici con cannucce di plastica in bella vista. 

-Giorgia Basili  

https://mamashelter.com/roma/ 

 

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.