Muore a 89 anni Remo Buti, architetto e designer radicale

L’architetto e docente universitario è scomparso il 13 settembre a Firenze, la sua città natale. Negli anni Sessanta ha aderito al movimento dell’Architettura Radicale, e negli anni Settanta è stato tra i fondatori del laboratorio Global Tools

Remo Buti
Remo Buti

È morto a Firenze a 89 anni Remo Buti, architetto e designer tra gli esponenti dell’Architettura Radicale e cofondatore del laboratorio Global Tools. Docente all’Università di Firenze, Buti ha formato generazioni di architetti, e la sua attività didattica è stata raccontata in un testo di recente pubblicazione, Varie-età. Remo Buti. 1982-2002 Vent’anni di didattica, scritto da Giovanni Bartolozzi, Pino Brugellis e Matteo Zambelli.

REMO BUTI E L’ARCHIETTURA RADICALE

Nato a Firenze nel 1932 da una famiglia di ceramisti che per generazioni ha lavorato alla Richard Ginori di Doccia, Remo Buti si laurea in Architettura all’Università di Firenze e inizia la sua attività professionale anche lui come ceramista per importanti fabbriche italiane. Negli anni Sessanta, insieme all’artista Gianni Pettena, aderisce al movimento fiorentino dell’Architettura Radicale; da questa temperie, negli anni Settanta, nasce l’esperienza di Global Tools: il 12 gennaio 1973, presso la redazione di Casabella, Buti insieme ad Archizoom Associati, Riccardo Dalisi, Ugo La Pietra, 9999, Gaetano Pesce, Gianni Pettena, Rassegna, Ettore Sottsass Jr., Superstudio, Ufo e Zziggurat fondano un sistema di laboratori “per la propagazione dell’uso di materie e tecniche naturali e relativi comportamenti”, come racconta Marco Petroni in questo articolo. Nello stesso anno, insieme all’architetto Andrea Branzi, Buti fonda la Cooperativa d’Avanguardia Italiana, un laboratorio sperimentale di architettura e design.

REMO BUTI ARCHITETTO E DESIGNER

Come architetto, Buti ha progettato il Centro linguistico dell’Ateneo fiorentino di Santa Maria degli Angiolini (1985), e nel 1988, insieme ad Andrea Branzi, ha vinto il concorso per il centro storico di Castel di Sangro (L’Aquila). Come designer, ha progettato gioielli e disegnato tessuti d’arredamento; nel 1978 ha partecipato alla Biennale di Venezia con la serie Piatti d’Autore in collaborazione con Carlo Scarpa, mentre nel 1968, nel 1979 e nel 1983 ha partecipato alla Triennale di Milano.

REMO BUTI E LA DIDATTICA

Il libro Varie-età. Remo Buti. 1982-2002 Vent’anni di didattica racconta l’attività d’insegnamento di Buti presso l’Università di Firenze, periodo in cui ha formato, tra gli altri, designer come Stefano Giovannoni, Guido Venturini, Biagio Cisotti, Massimo Iosa Ghini, Marta Sansoni, Massimo Donegani, Matteo Thun, Aldo Cibic, Marco Zanuso ed Elena Danti. Buti “ha vissuto l’università come laboratorio e sperimentazione. I suoi studenti sono stati dei collaboratori, dei colleghi alchimisti della disciplina, e molti hanno continuato a esserlo anche dopo l’università”, spiega Tommaso Bovo in questo articolo, parlando del libro Varie-età“Buti è stato un insegnante che ha amato farsi amare, e questa forse è una tra le più importanti delle caratteristiche inconsapevoli dei bravi maestri: perché è difficile innamorarsi di quello che si sta imparando senza amare prima di tutto chi lo sta insegnando”.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.